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Politica
Sicilia, sotto inchiesta Crocetta e Ingroia. L'ex pm: "Danno erariale? Rido"

Un "invito a dedurre", atto formale di notifica dell'avvio di un procedimento, relativo a un presunto danno erariale da oltre 2,2 milioni di euro causato da assunzioni effettuate dalla societa' Sicilia e-servizi e' stato notificato dalla Procura regionale della Corte dei conti al presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, agli assessori Nelli Scilabra, Patrizia Valenti e Michela Stancheris, agli ex assessori Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Nino Bartolotta, al commissario di Sicilia e-Servizi Antonio Ingroia, al ragioniere generale della Regione Mariano Pisciotta, all'avvocato dello Stato Massimo Dell'Aira e alla dirigente del settore Societa' partecipate della Regione, Rossana Signorino. Il viceprocuratore Gianluca Albo sta procedendo per il passaggio alla societa' guidata da Ingroia e responsabile dell'informatizzazione dell'amministrazione regionale, di 74 dipendenti di un'altra societa', la Sicilia e-servizi venture (Sisev) tra gennaio e febbraio scorsi. Il transito di questi lavoratori avrebbe causato, ipotizza la Procura contabile, un danno erariale perche' disposto in modo illegittimo.

Ingroia - "Mi verrebbe da sorridere a vedermi recapitare un avviso di garanzia per presunto danno erariale. Mi verrebbe da sorridere perche' me lo aspettavo, non solo perche' l'avviso di indagine era stato gia' preannunciato a mezzo stampa gia' da qualche settimana e quindi ben prima che venisse inviato, ma anche perche' non e' la prima volta che, pur di non dirmi grazie, le regole del senso comune vengono rovesciate". Antonio Ingroia, amministratore unico di Sicilia E-Servizi commenta cosi' la notizia di un avviso di garanzia da parte della Corte dei Conti per danno erariale. "In questo caso -aggiunge- potrei dire che non avevo scelta perche' dovevo adempiere ad un obbligo a riassumere quei lavoratori licenziati, discendente dalla delibera della giunta Crocetta, ed invece dico che qualcuno dovrebbe premiarci e dire grazie per aver evitato un danno erariale alla Regione ed un rischio altissimo per la salute ed il bene comune dei siciliani. E sfido chiunque a dimostrare il contrario".

Secondo Ingroia, "se non avessimo adottato la procedura che oggi ci viene contestata il blackout informatico della Regione sarebbe stato inevitabile, con conseguente rischio per servizi pubblici essenziali per la salute come 118 e servizi ospedalieri. Ed e' incontestabile che solo cosi' il danno erariale, sociale ed alla salute, incalcolabile (altro che 2 milioni di euro!), si poteva scongiurare, come e' incontestabile che il licenziamento in blocco di tutte le risorse umane del socio privato di Siese avrebbe determinato lo sperpero delle svariate decine di milioni spesi negli anni passati dalla Regione per realizzare il popolamento delle articolazioni regionali con personale adeguatamente formato in questi anni attraverso Sicilia e-Servizi. E' vero semmai -prosegue l'ex Pm- che quello che abbiamo fatto ha consentito ed ancor piu' consentira' di risparmiare denaro pubblico dopo anni di allegra gestione, su cui, stranamente, finora nessuno ha osato indagare e ho iniziato io ad indagare da quando sono alla guida di Sicilia e-Servizi, come dimostrano le denunce che ho fatto in questi giorni alla stessa Procura della Corte dei conti ed anche alla Procura della Repubblica di Palermo, alla quale ultima proprio oggi ho inviato un supplemento di segnalazione ed integrazione di documentazione. Ed allora, chi ha sperperato il denaro pubblico e chi lo ha fatto risparmiare? E chi oggi vorrebbe farne sperperare ancora e chi, invece, sta avviando un piano di risanamento per farlo risparmiare ancor di piu'? Io so di avere la coscienza a posto. E gli altri? Ecco perche' dico che, anche se mi viene da sorridere, non c'e' niente da ridere e la cosa mi pare inquietante, anzi molto grave. Da anni mafiosi e amici dei mafiosi provano a mettermi sul banco degli accusati, ma l'evidenza dei fatti e' sotto gli occhi di tutti. Speriamo di -conclude Ingroia- non dover dare ragione a Leonardo Sciascia sull'irredimibilita' della Sicilia".

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