“Sono fortemente contrario al Decreto Sicurezza ma intendo rimanere nell’alveo della legalità. Non ritengo che sia necessario in questo caso violare la legge”. Lo afferma in un’intervista ad Affaritaliani.it il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Penso che si debba provare la strada del ricorso alla Corte Costituzionale e dare battaglia sul piano politico e istituzionale attraverso l’Anci con l’incontro che il presidente del Consiglio Conte si è detto disponibile a fare”.
“Secondo me – precisa il primo cittadino del capoluogo toscano – Orlando oggi non disapplica la legge ma ha chiesto al giudice ordinario di fare ricorso alla Corte. Comunque il mio punto di vista è che un sindaco deve fare di tutto per rimanere nell’alveo della legge, anche criticandola sul piano politico e impegnandosi a farla riscrivere. Questo decreto è un problema gigantesco, una bomba sociale”.
“Lunedì – aggiunge Nardella – riunisco a Palazzo Vecchio le forze del mondo del lavoro, del volontariato e del terzo settore per trovare una soluzione di emergenza alle prime decine di migranti che saranno espulsi dai centri per effetto del decreto Salvini e che però non saranno rimpatriati. Il problema è che questo decreto produrrà solo nell’area fiorentina 900 nuovi clandestini. Gente che non avrà un euro, non avrà da mangiare e, presi dalla disperazione, che cosa faranno? Si daranno alla delinquenza”.
Come giudica le posizioni di Orlando e de Magistris? “Sicuramente le loro idee sono un po’ più radicali delle mie, però le capisco e le rispetto. Io però ho un modo diverso di affrontare il problema, così come in seno all’Anci ci sono vari sindaci che hanno posizioni variegate”.
Disobbedendo non fanno un favore a Salvini? “Credo che Orlando non stia disapplicando la legge ma che abbia solo chiesto ai suoi uffici una verifica sulla costituzionalità di un articolo relativo all’iscrizione anagrafica. Questo è, almeno se guardiamo i fatti e non le dichiarazioni. Io comunque parlo per me e per Firenze, noi non prendiamo la strada della disobbedienza ma quella della lotta politica e istituzionale contro un decreto incostituzionale e dannoso”.
Anche sindaci dei 5 Stelle sono critici… “E’ apprezzabile che ci sia un fronte molto largo, dai sindaci più radicali a quelli più equilibrati e non solo del Pd. Il prossimo 10 gennaio – annuncia Nardella – ci sarà il consiglio direttivo dell’Anci a Roma, sarà quella la sede per trovare un minimo comun denominatore. Lavorerò con il presidente Decaro per trovare una posizione molto chiara con la quale si chiede la modifica di alcuni punti cruciali di questo decreto”.
I sindaci disobbedienti però rischiano di venire accusati di abuso d’ufficio e perfino la decadenza… “Il ministro dell’Interno nelle ultime 24 ore ha definito i sindaci, virgolettato, traditori, incapaci, ha detto che manderà gli ispettori e che risponderanno alla legge. Non ho mai sentito nella storia della Repubblica un ministro dell’Interno rivolgersi così direttamente a sindaci democraticamente eletti dai loro cittadini. Per di più lo stesso Salvini due anni fa incitava i sindaci a disobbedire sulla legge sulle unioni civili, ma ci prende in giro? O crede davvero a quello che dice? Ci sarebbe da farsi qualche domanda. Poi è ovvio che chi, sindaci compresi, compie atti è consapevole di ciò che fa e delle proprie responsabilità”, conclude il primo cittadino di Firenze.
