Silvio Berlusconi torna ad aprire alla prospettiva di una partecipazione a un governo di larghe intese in caso di stallo politico futuro. “Di fronte al pericolo di un regime autoritario – dice infatti il leader FI, ospite in studio a Agora’ su Rai 3 – qualunque soluzione possibile alternativa deve essere seguita”.
E’ un periodo ipotetico che, nella sintassi della politica, e’ piu’ vicino all’espediente polemico che alla realta’, ma intanto Silvio Berlusconi risponde a Gerardo Greco, che lo ‘avverte’ di non calcare troppo la mano su Renzi visto che potrebbe finire per governarci insieme, dicendo che “se adottasse il nostro programma sarebbe possibile”.
Matteo Renzi sara’ anche diventato segretario Pd dopo una vittoria alle primarie ma, osserva Silvio Berlusconi dallo studio di Agora’, “le primarie non sono nemmeno considerate nelle regole della nostra democrazia”. Il leader FI aggiunge, anzi, che le primarie, oggetto di serrato confronto nel Pdl prima dello strappo di Alfano, “non sono mai citate nella Costituzione”.
Silvio Berlusconi torna a criticare la sentenza che lo ha portato fuori dal Parlamento, rivendica di essere “il primo contribuente italiano” e, ospite in studio a Agora’ su Rai 3, aggiunge che “sanno tutti che quella contro di me e’ stata una sentenza costruita e politicizzata, voluta perche’ la sinistra riuscisse a espellermi dal Parlamento con 6 anni di incandidabilita’”.
Della sentenza, Berlusconi torna a parlare definendola “un fatto gravissimo” e dicendosi sicuro che “sara’ ribaltato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”. “Non e’ un neo – aggiunge – volevano mettermi davanti a un plotone di esecuzione”.









