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Politica

Se un alieno sbarcasse sulla terra e leggesse gli ultimi discorsi di Alfano e Renzi probabilmente non capirebbe chi dei due è dello stesso partito del presidente del Consiglio e chi, invece, di quello naturalmente avverso.

Il sindaco di Firenze ha lanciato una sorta di ultimatum al premier: avete usato la nostra pazienza ma ora usate le nostre idee. Basta farvi dettare l'agenda da altri, ora tocca a noi e via discorrendo. Come a dire: finora, caro Letta, ti sei fatto guidare dal vecchio Pdl, ora non puoi più. Ricordati che siamo noi il primo partito di maggioranza. E che saremo noi, d'ora in poi, a darti le priorità. Ho capito, direbbe l'alieno, Renzi fa parte di un partito distante da Letta ma a lui necessario e vuole che il presidente del Consiglio gli dia retta, altrimenti quel suo partito non lo appoggerebbe più. O, comunque, gli darebbe del filo da torcere.

Alfano ha risposto all'appello di Forza Italia. Brunetta aveva chiesto: manifestate con noi contro la decadenza il 27 novembre. No, ha detto l'ex delfino. Noi sosteniamo il Governo, voteremo contro la decadenza ma non scenderemo in piazza. E ha rilanciato all'esecutivo i tagli alla spesa pubblica, il rilancio del lavoro e la nuova legge elettorale. Ecco che l'alieno avrebbe, ancora, le idee, apparentemente, chiare. Questo è un amico del Premier, o di certo dello stesso partito, perché gli mostra una profonda lealtà e la medesima visione strategica.

Quanto ci avrebbe preso l'alieno? Nulla. Ma la confusione dei ruoli non termina qui. Se Alfano ha tutto l'interesse che il Governo vada avanti il più possibile, anche per dare tempo e modo al suo partito di attecchire tra i suoi sostenitori, Renzi spingerà per evidenziarne le contraddizioni e indebolirlo. Questo è fuor di dubbio.

Ecco perché Letta non ha scelta, oggi ancor più di ieri. Deve assecondare il Nuovo Centrodestra che, rovesciando la prospettiva, è diventato il suo alleato più fedele. Molto di più del nuovo Pd, in preda al suo continuo travaglio interno. Per questo la seconda rata dell'imu, almeno figurativamente visto che se aumenta la benzina pagheremo lo stesso, non arriverà, come aveva chiesto il Pdl. Per questo il caso Cancellieri ha visto Renzi da una parte e Alfano e Letta dall'altra.

E più passeranno i giorni più sarà così. Da una parte il Governo blindato da Napolitano, Alfano e Letta e, dall'altra, il Pd guidato da Renzi verso altri lidi. Il prossimo segretario del Pd avrà un compito non facile. Prima dovrà far fuori i pretoriani che lo detestano e poi far voltare pagina al partito. Per sostenere il Governo di cui è, formalmente, il primo azionista ma nel frattempo far sentire una voce, speriamo, finalmente maggioritaria e coerente. La spaccatura tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra ha sicuramente complicato le cose a Renzi. Con un Alfano leale al Governo e Berlusconi all'opposizione Letta è più forte. E il Centrodestra potrà aumentare i consensi  pescando sia tra chi sostiene l'esecutivo sia tra chi lo avversa.

Il sindaco dovrà essere molto bravo per scardinare le larghe intese senza far credere di dare spazio alle sue ambizioni personali. Ci sono un mare di contraddizioni nel Governo, dai regali alle banche, al circolo vizioso dell'imu, alle promesse non mantenute. Il mondo produttivo, dal sindacato alle imprese, non è soddisfatto della legge di stabilita. Anche il Sole 24ore sta scaricando il Premier.  Il prossimo segretario potrà trovare facilmente dove colpire, ma non dovrà guardare in faccia nessuno. Solo una raccomandazione, però. Tra colpi di fioretto e tattiche dell'ultima ora, una sola deve essere la priorità. Tirare fuori il nostro Paese dalle sabbie mobili. Meglio che nessuno, tra sostenitori e oppositori di Palazzo Chigi,  se ne dimentichi.

Adriana Santacroce
 

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