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Sondaggi, con la nuova legge elettorale arriva un risultato a sorpresa. I numeri dei partiti

Il partito della premier Giorgia Meloni domina con il 25,4%

Sondaggi, con la nuova legge elettorale arriva un risultato a sorpresa. I numeri dei partiti

Sondaggi, con la legge elettorale cambia tutto

Centrodestra e centrosinistra sono appaiati, mentre Fratelli d’Italia mantiene il primato tra i partiti. È quanto emerge dalla rilevazione Emg realizzata per Linea notte del Tg3 sulle intenzioni di voto degli italiani nell’ipotesi di elezioni. Nel giorno in cui viene approvata la nuova legge elettorale, i due schieramenti si attestano entrambi al 42,5%. Il campo largo perde 1,3 punti, mentre il centrodestra non registra variazioni.

Sul fronte della maggioranza di governo, il partito della premier Giorgia Meloni domina con il 25,4%. Seguono Forza Italia con il 7,9% e la Lega con il 7,5%, mentre Noi Moderati raccoglie l’1,7%. Nell’area progressista, il Partito democratico guidato da Elly Schlein ottiene il 20,6%, con il Movimento 5 Stelle staccato all’11,8%. Più indietro Avs con il 5,8%, Italia viva con il 2,5% e +Europa con l’1,8%.

Tra le forze che non fanno parte di alcuna coalizione, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si colloca al 6,5%, perdendo due decimi. L’area centrista nel suo complesso sale al 4,3% (+0,1%): Azione di Carlo Calenda vale il 2,6%, il Partito liberaldemocratico l’1,7%. La partecipazione al voto è stimata al 64%.

Quanto al giudizio sull’esecutivo, il 35% degli intervistati dichiara di avere fiducia nel governo (il 7% molta, il 28% abbastanza), mentre il 65% esprime una valutazione negativa (il 22% ne ha poca, il 43% nessuna).

Il pareggio “virtuale” tra le coalizioni assume un peso particolare alla luce della riforma elettorale appena varata. Il nuovo sistema prevede infatti un premio di maggioranza che si attiva solo quando si raggiunge almeno il 42% dei consensi. Se nessuna lista tocca questa soglia, oppure se Camera e Senato producono maggioranze differenti, il premio non viene assegnato e i seggi vengono distribuiti con un proporzionale puro. In questo scenario, inoltre, non risulta eletto nessuno dei candidati inseriti nelle liste circoscrizionali collegate al premio.

In concreto, il premio vale 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama. È previsto però un limite massimo: qualora la coalizione vincente superi i 220 seggi alla Camera o i 113 al Senato, i seggi in eccesso vengono tolti dalla quota proporzionale.