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Politica
Sondaggi: Meloni sfiora il 30%, crollo Pd, Bonaccini davanti a Schlein
Stefano Bonaccini

Il nuovo Pd? Stesso nome, ma più a sinistra e alleato del M5S

 

Il potere logora chi non ce l’ha. Si acuisce la distanza nei sondaggi tra Fratelli d’Italia, che tocca il nuovo record del 29,7%, e il Partito Democratico, che invece arriva al minimo storico del 16,4%. La crescente forbice tra il partito di Giorgia Meloni e quello di Enrico Letta è fotografata da Termometro Politico, che analizzando le rilevazioni di quattro istituti (lo stesso TP, Swg, Emg e Tecné) relativamente alla settimana dal 4 al 10 dicembre, vede FdI crescere fino a sfiorare il 30%. Scende Forza Italia (6,7%), mentre la Lega è stabile (8,6%). 

Nel centrosinistra continua il crollo del Pd, che crolla al 16,4% e vede aumentare il suo svantaggio nei confronti del Movimento Cinque Stelle, che rimane fermo al 17,2%. Lievi variazioni per il Terzo Polo, che scende al 7,9%, e per l’Alleanza Sinistra Italiana/Verdi e +Europa, che invece crescono rispettivamente fino al 3,6% e al 2,7%.

 

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Approfondendo la situazione del Pd, che si avvia al congresso, SWG mette in luce il leggero vantaggio di Stefano Bonaccini (39%) su Elly Schlein (35%) nella corsa alla segreteria. Il processo di scelta del nuovo leader vedrà prima il voto tra gli iscritti e poi primarie aperte tra i due candidati con più preferenze. In questa prospettiva, è significativo evidenziare come Bonaccini sia in vantaggio anche nella generica categoria di chi conosce questi personaggi politici, pur senza riconoscersi nel perimetro del Pd.

Il Pd continuerà a chiamarsi così? Nelle scorse settimane si sono avanzate proposte di rebranding del partito fondato nel 2007, alcune decisamente fantasiose, ma la stragrande maggioranza degli elettorali intervistati è contraria: l’86% vuole mantenere l’attuale denominazione e solo il 14% è favorevole al cambiamento.

 

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Per nulla scontata la risposta alla domanda sulle caratteristiche che il nuovo leader del Pd dovrebbe possedere per esercitare al meglio il proprio ruolo: le principali esigenze sono “fare una politica più di sinistra” (identikit più vicino a Schlein che a Bonaccini), “essere un leader carismatico che sappia parlare alla gente”, fare una “opposizione intransigente” al governo di Giorgia Meloni e infine propendere per un’alleanza col M5S” “e, quindi, sconfessare la linea tenuta dal segretario uscente Letta, che ha rotto con Conte alla vigilia delle elezioni, con i risultati che tutti conosciamo.

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