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Sondaggi politici, la classifica nasconde una sorpresa. Ecco chi sale e chi scende

L’ultima rilevazione Swg per il Tg La7

Sondaggi politici, la classifica nasconde una sorpresa. Ecco chi sale e chi scende

Sondaggi politici, la classifica nasconde una sorpresa

La corsa di Futuro nazionale non accenna a rallentare. Secondo l’ultima rilevazione Swg per il Tg La7, la formazione guidata dall’eurodeputato Roberto Vannacci, ex esponente della Lega, tocca quota 6%: nessun’altra forza politica italiana sta crescendo a questo ritmo.

Un dato che colpisce ancora di più se confrontato con l’andamento dei tre partiti maggiori — Fratelli d’Italia, Partito democratico e Movimento 5 stelle — tutti in flessione. Nel centrodestra, a limitare i danni, ci pensano Forza Italia e una Lega che finalmente interrompe la sua lunga emorragia di consensi.

Fratelli d’Italia scende ancora, ma resta lontano da tutti

Il partito di Giorgia Meloni si attesta al 27,1%, cedendo altri due decimi. Presa da sola, la perdita settimanale è modesta; il problema è che si inserisce in una fase negativa che dura ormai da mesi. Il primato di FdI non è in discussione — il distacco dagli inseguitori resta ampio — ma alle prossime elezioni essere il primo partito potrebbe non essere sufficiente: a decidere l’esito sarà soprattutto la forza complessiva delle coalizioni.

Su questo fronte arrivano notizie migliori per la maggioranza. Forza Italia guadagna due decimi e sale al 7,4%, mentre la Lega fa lo stesso ma da una posizione più arretrata, fermandosi al 5,6%. Quella che fino a sei mesi fa sembrava una sfida aperta per la seconda piazza del centrodestra si è trasformata in una gerarchia consolidata: gli azzurri davanti, il partito di Matteo Salvini dietro, anche se questa settimana torna a recuperare qualcosa.

Il fenomeno Futuro nazionale

Il vero protagonista della rilevazione è però Vannacci: il suo partito balza di quattro decimi e raggiunge il 6%, con consensi che rispetto ai primi sondaggi successivi alla fondazione risulterebbero già raddoppiati. Le incognite, naturalmente, non mancano. Da qui alle elezioni bisognerà capire se la crescita proseguirà — magari fino alla doppia cifra — o se si esaurirà, e soprattutto quanti di coloro che oggi dichiarano il proprio sostegno nei sondaggi lo confermeranno poi nell’urna.

Il quadro del centrodestra si chiude con Noi moderati all’1,1%. Sommando le percentuali — e lasciando fuori, almeno per ora, i vannacciani — la coalizione di governo varrebbe oggi il 42,2%.

Il centrosinistra non sorride

Sul fronte opposto, il Partito democratico arretra al 21,5% (-0,3%). Se l’attenzione mediatica si è concentrata sull’ascesa di Vannacci e sulle tensioni che ha provocato nel centrodestra, anche nel campo progressista i segnali non sono incoraggianti: i dem si trovano quasi tre punti sotto il risultato delle ultime elezioni europee.

Il Movimento 5 stelle perde due decimi e scende al 13,1%. Aggiungendo Alleanza Verdi-Sinistra, che sale al 6,5% (+0,1%), l’area più marcatamente di sinistra arriverebbe al 41,1%: un punto esatto di distacco dal centrodestra. Il sorpasso scatterebbe soltanto includendo Italia viva di Matteo Renzi (2,5%, +0,1%) e +Europa (1,4%, -0,1%). Con un’avvertenza fondamentale: il cosiddetto campo largo, a oggi, resta un’ipotesi teorica più che un’alleanza reale, e sommarne i voti è un esercizio puramente aritmetico.

Gli altri

Fuori dai due schieramenti si colloca Azione di Carlo Calenda, rilevata al 3,4% (-0,1%). Chiudono il quadro Sud chiama Nord e Avanti-PSI, entrambi all’1%.