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Sondaggio politico, il centrosinistra sorpassa il centrodestra: ma Meloni resta promossa

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Lab21 diretto dal Prof. Roberto Baldassari fotografa un elettorato diviso: bocciato il governo (55,7%), promossa la premier (54,5%). E il campo largo si porta al 43,9%

Sondaggio politico, il centrosinistra sorpassa il centrodestra: ma Meloni resta promossa

La rilevazione numero 314 del monitoraggio settimanale “tre1.000”, realizzata dall’Istituto Demoscopico Lab21 per Affaritaliani.it e diffusa il 19 settembre 2026, restituisce il ritratto di un Paese che continua a distinguere — nettamente — tra la figura del presidente del Consiglio e l’azione complessiva del suo esecutivo.

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Il sorpasso nelle intenzioni di voto

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Il dato che più colpisce riguarda gli schieramenti. Il totale del centrosinistra si attesta al 43,9% (-0,3 rispetto alla settimana precedente), davanti al 41,0% del centrodestra (-0,4). Una distanza di 2,9 punti che, va detto con onestà statistica, resta compresa nel margine di errore dichiarato dall’istituto (±3,0%): il sorpasso c’è nei numeri, ma non ha ancora la solidità di un verdetto definitivo.

Nella graduatoria dei singoli partiti resta saldamente in testa Fratelli d’Italia con il 27,9% (-0,2), seguito dal Partito Democratico al 20,3% (+0,1), unico tra i grandi a segnare un pur minimo progresso. Il Movimento 5 Stelle si ferma al 13,7% (-0,2).

Il terzo posto assoluto è occupato da Futuro Nazionale con l’8,2% (+0,2), l’unica formazione fuori dai due poli a crescere in modo apprezzabile e ormai stabilmente sopra la soglia di rilevanza sistemica.

Seguono Forza Italia al 7,0% (-0,2), Alleanza Verdi e Sinistra al 5,6% (-0,2) e la Lega al 5,2% (-0,1). Nella fascia dei partiti minori: Italia Viva 3,0% (+0,1), Azione 2,9% (-0,1), Sud chiama Nord 1,5% (-0,1), Più Europa 1,3% (-0,1) e Noi Moderati 0,9% (+0,1). Gli altri partiti raccolgono complessivamente il 2,5%, in crescita di 0,7 punti — il movimento più consistente dell’intera rilevazione, indizio di una frammentazione che continua ad alimentarsi ai margini del sistema.

La forbice tra premier e governo

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Il vero cuore del focus di questa settimana sta però nei due quesiti sulla fiducia, che producono un risultato apparentemente contraddittorio.

Alla domanda sull’operato complessivo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il 54,5% degli intervistati la promuove, contro un 45,5% che la boccia.

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Ma quando la stessa domanda viene posta sull’operato del governo nel suo insieme, i segni si invertono: bocciato dal 55,7%, promosso soltanto dal 44,3%.

Una forbice di oltre dieci punti tra la leader e la squadra che guida. È il segnale di una leadership personale che continua a reggere meglio dell’azione di governo nel suo complesso: un capitale politico individuale che, almeno per ora, non si trasferisce automaticamente all’esecutivo — né, a guardare i dati sulle intenzioni di voto, alla coalizione che lo sostiene.


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Nota metodologica

Sondaggio realizzato dall’Istituto Demoscopico Lab21 su committenza di Affaritaliani.it. Popolazione di riferimento: popolazione italiana maggiorenne, su tutto il territorio nazionale. Campione probabilistico con estrazione randomica e ponderazione sociodemografica, stratificato per genere, età, ampiezza dei centri, professione e livello di istruzione. Metodologia di rilevazione ibrida CATI/CAMI/CAWI. Periodo di rilevazione: 11-18 settembre 2026. Contatti totali: 4.829; interviste valide e complete: 1.002; non rispondenti/sostituzioni: 3.827. Margine di errore ±3,0%, livello di confidenza 95%. Le basi dei quesiti sulla fiducia sono calcolate al netto di “non so, non risponde, senza opinione”; quella sulle intenzioni di voto è composta dai soli elettori che esprimono un’intenzione. Documento a cura del Prof. Roberto Baldassari

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