Il degrado della politica ha portato ad accettare situazioni che fino a qualche anno fa avrebbero prodotto titoli cubitali sui giornaloni e pubblico disprezzo nella popolazione con richieste di immediate dimissioni.
Di cosa stiamo parlando?
Del mercato delle vacche (mi scusino le donne che leggono) che si sta svolgendo in queste ore a “mercato Montecitorio”.
Intendiamoci, tale mercato c’è sempre stato ed anzi è fiorito nella sua più piena ricchezza di contenuti proprio nel periodo denominato “prima Repubblica” che comunque adesso molti rimpiangono.
Quindi perché indignarsi?
Perché nella prima Repubblica il mercato non era così fastidiosamente esplicito ed addirittura ostentato; ora Verdini “ricatta” pubblicamente il governo dopo non avergli concesso la fiducia Senato e lo dice esplicitamente.
Vuole tre, quattro, cinque sottosegretari (figura, peraltro, neppure prevista in Costituzione) e magari pure qualche viceministro in una sorta di insalata natalizia assortita alle quattro stagioni. Trepida poi l’uomo dagli occhialoni sgargianti, quello che fu un oscuro commercialista di provincia, ora assurto agli onori della gloria:
Enrico Zanetti, ex di Scelta Civica di montiana memoria ed ora riconvertito ad Ala di Denis Verdini; tuttavia, sembra, che dovrebbe restare mentre per gli altri sottosegretari un bel gesto ad ombrello alla Totò.
La riconferma dello sgargiante varrà un po’ di fiducia?
Chissà.
Il fatto è che poi Verdini non si capisce che gioco stia facendo visto che molte voci ed alcune logiche deduzioni lo vogliono d’accordo con Renzi.
Un governo debole al Senato è proprio quello che vuole l’ex – premier, in modo di affondarlo a proprio piacimento quando ci son ole condizioni per andare a votare.

