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Spagna, Sanchez ko: bocciati i decreti sulla casa. Urla in piazza: “I vostri profitti, la nostra miseria”. Ipotesi elezioni anticipate

Il decreto bocciato conteneva misure per l’emergenza abitativa: dal blocco degli sfratti per i vulnerabili allo stop delle speculazioni immobiliari

Spagna, Sanchez ko: bocciati i decreti sulla casa. Urla in piazza: “I vostri profitti, la nostra miseria”. Ipotesi elezioni anticipate

Sanchez aveva fatto appello ai deputati delle destre per un voto a favore dei provvedimenti

Il Congresso spagnolo ha rigettato il decreto di misure contro l’emergenza abitativa con 172 voti a favore e 178 contrati delle destra, Partito Popolare e Vox, e i voti decisivi dei 7 deputati della forza catalanista Junts per Catalunya. Immediatamente dopo la votazione, da fuori il Parlamento, nella Carrera de San Geronimo, dove da questa mattina manifestavano gli attivisti dei sindacati degli inquilini e migliaia di cittadini accampati da giorni in Puerta del Sol, si sono levate urla di protesta: “I vostri profitti, la nostra miseria!’ e ‘Subito sciopero generale!’.

Il contenuto del decreto di misure per la casa

Il decreto bocciato era quello che conteneva il grosso delle misure per l’emergenza casa, con il blocco degli sfratti delle persone vulnerabili fino al 2030, lo stop agli acquisti di immobili da parte del cosiddetti ‘fondi avvoltoio’ di speculazione immobiliare, oltre a sovvenzioni per l’acquisto della prima casa e a interventi di edilizia abitativa per alloggi con canoni accessibili. E, dall’entrata in vigore, mercoledì scorso, aveva già evitato numerosi sgomberi.

Un secondo decreto in votazione alla Camera bassa conteneva invece altri provvedimenti nella stessa materia, come il rinnovo automatico per due anni dei contratti di affitto in scadenza fino al 2028. Anche questo secondo decreto è stato respinto dal Congresso, con 166 “sì” e 184 “no”.

Le parole di Sanchez in vista del voto

Secondo l’agenzia Efe, tra chi si è opposto ci sono stati sia i deputati di Junts sia quelli del Partito Nazionalista Basco (Pnv), due formazioni che spesso hanno votato nel blocco di maggioranza el corso dell’attuale legislatura. Prima della votazione, il premier Pedro Sanchez aveva fatto appello ai deputati delle destre – in particolare quelli del Partito Popolare, di Vox, e i 7 deputati decisivi di Junts per Catalunya, per un voto a favore dei provvedimenti. “Vi chiedo di pensare alla gente, la gente comune che ha più bisogno di essere protetta dal pubblico”, l’appello di Sanchez prima della votazione nominale, chiedendo ai deputati di “dimenticare i calcoli ideologici”. “Se oggi i decreti decadono, il danno al nostro Paese sarà immenso”, ha assicurato il leader socialista, “e questa volta non sarà colpa della Troika né dello spread né delle banche: sarà di coloro che votano no”. Sanchez ha ripetuto il suo appello e la sua ‘preghiera’ di votare a favore, perché “la storia vi giudicherà prima di quanto pensiate e con più durezza di quanto immaginiate”, ha concluso.

Ipotesi elezioni anticipate

Dopo la bocciatura in Parlamento dei decreti sull’edilizia abitativa, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che la decisione su un eventuale ricorso alle elezioni anticipate sarà resa nota lunedì. I provvedimenti sono stati bocciati dopo il voto contrario dei nazionalisti conservatori catalani di Junts, che hanno di fatto portato alla rottura della coalizione di governo.

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