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Politica

Di Gianni Pardo

Il Movimento 5 Stelle è ossequiato da tutti e spudoratamente corteggiato dal Pd. Crede dunque di poter tirare la corda indefinitamente. Invece non solo non è il più forte in Parlamento, ma anche se lo fosse sbatterebbe contro il bel proverbio tedesco secondo cui "Viele Hasen sind des Hundes Tod", molte lepri sono la morte del cane. L'idea di bloccare il Parlamento e di impedire il funzionamento delle istituzioni può sembrare brillante ma è pericolosa. Il Paese ha bisogno di un governo. Normalmente questo lo capiscono solo i politologi, ma dopo qualche settimana cominciano a capirlo i giornali e dopo qualche mese lo capiscono anche gli analfabeti. E allora la rabbia può fare dietrofront e volgersi contro chi impedisce alla nave di avere un timone. Un partito che ha avuto un successo folgorante e insperato può avere un insuccesso rovinoso e imprevisto. C'è ancora un secondo elemento di giudizio, di cui il M5S sembra non tenere conto. La sua attuale posizione di forza dipende da una discutibile e precaria decisione del Pd: quella di non prendere in considerazione un'alleanza alternativa. Attualmente Pierluigi Bersani proclama: "Noi odiamo Berlusconi (1) e il suo partito che hanno rovinato l'Italia (2); dunque non ci alleeremo mai con il Pdl (3); fra l'altro voi "grillini" siete per riforme fondamentali come lo siamo noi (4); siete di sinistra come siamo noi (5); e dunque l'alleanza fra voi e noi è naturale.

È nell'interesse vostro, nostro e dell'Italia". Tutte queste affermazioni sono infondate. 1) Odiare Berlusconi è sterile, non porta voti e non conduce al successo, come si è visto tante volte. Matteo Renzi lo ha capito, ha cambiato musica e sembra avviarsi al successo all'interno del Pd. L'antiberlusconismo è atteggiamento da vecchi. Fra l'altro il Cavaliere è nato nel 1936 e non è certo eterno. 2) Che il Pdl abbia rovinato l'Italia è discutibile. Non solo anche il centro sinistra ha governato per un numero di anni pressoché equivalente, ma il peggio della recessione e della decadenza si è avuto nel tempo in cui ha governato Mario Monti: basta leggere dati e statistiche attuali, non ultimo il record del debito pubblico di oggi. E in questo periodo il Pd è stato alleato proprio col partito col quale oggi giura (3) che non si alleerebbe mai. 4) Niente è più falso dell'affermazione che il Pd sia per le riforme. È un partito conservatore che rifiuta qualunque cambiamento. Non solo si è opposto alla riforma dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori che chiedeva l'Europa, ma ha anche fomentato un referendum per abolire la riforma costituzionale voluta dal centrodestra non perché cattiva, ma perché voluta dal centrodestra. La natura di questo partito non è progressista ma progressiva: come la paralisi. 5) Il M5S non è di sinistra. Per quanto male si potesse pensare del Pci, quello era un partito con un'ideologia, un programma e una seria organizzazione. Il M5S è costituito da una massa di ragazzotti con una cultura politica internettiana fatta di slogan e demagogia. Non sanno di che parlano e non sanno far di conto: solo una totale ignoranza in aritmetica può far parlare di reddito di nazionalità.

Chiamando il M5S un partito di sinistra, il Pd insulta se stesso e dimostra la propria irreversibile decadenza. L'alleanza fra i due partiti è contro natura ed è nell'interesse dell'Italia quanto lo è un cane in un gioco di birilli. Comunque, se questo canto delle sirene avesse incantato Beppe Grillo, si sarebbe costituita una, se pur non irresistibile, maggioranza in Senato. Così non è stato e un vero stratega potrebbe trarre dalla difficoltà un insperato aiuto. Renzi, che in questo tentativo non si è compromesso, una volta messo da parte Bersani potrebbe prendere in pugno il partito ed emettere un secondo proclama, più credibile del precedente: "Il Pd avrebbe preferito allearsi col M5S, ma questo partito ci ha detto di no. Non siamo felici di allearci con Berlusconi ma non ci è stata data nessun'altra possibilità: e di questa situazione è responsabile un M5S irragionevole e sfascista. Intendiamo dunque proseguire nell'opera di salvataggio dell'Italia, con un governo più o meno di salute pubblica". Naturalmente è proprio ciò che desidera Beppe Grillo, per potere sparare a palle incatenate contro ambedue i grandi partiti: ma come risponderanno, i suoi simpatizzanti, a chi li accuserà di avere costretto il Pd ad abbracciare il Pdl? E come risponderanno all'accusa di essere stati antidemocratici, quando hanno chiesto il governo con soltanto il 25% dei voti? Il tiro alla fune può essere divertente, ma la corda può anche spezzarsi.

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