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Speranza-Zingaretti pro lockdown. Conte frena (insieme a Lega e FdI)

I ministri Boccia e Gualtieri mediano. La mappa. Inside

Speranza-Zingaretti pro lockdown. Conte frena (insieme a Lega e FdI)
Coronavirus, Contigliano “zona rossa”: arriva l’Esercito
Non si arrestano gli appelli dei medici per un’ulteriore inasprimento delle restrizioni. “Io deciderei per una zona rossa in tutta Italia. Mi pare assurdo che questo si sia deciso nel momento in cui il Nord aveva percentuali di contagio così importanti e oggi si stia…

Non si arrestano gli appelli dei medici per un’ulteriore inasprimento delle restrizioni. “Io deciderei per una zona rossa in tutta Italia. Mi pare assurdo che questo si sia deciso nel momento in cui il Nord aveva percentuali di contagio così importanti e oggi si stia rimandando a questa barzelletta del puzzle”, ha spiegato a Sky TG24 il presidente della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) Silvestro Scotti.

Ma dal mondo degli ospedali si susseguono anche le richieste di un vero e proprio lockdown generale come quello della primavera scorsa. La politica resta divisa tra le esigenze sanitarie e quelle economiche. Dal Pd fonti qualificate ribadiscono che “al momento non ci sono decisioni” e che “si continuano a monitorare i dati giorno per giorno”. Ormai è quasi certo che domenica 15 novembre ci sarà un primo bilancio tra esecutivo e Cts per valutare quantomeno gli effetti delle misure del penultimo Dpcm (troppo presto per quelli del provvedimento che ha introdotto le tre fasce colorate).

Nel governo e in Parlamento si scontrano due linee di pensiero con un folto gruppo di mediatori. Il più rigorista di tutti, capofila della chiusura e sponsor del lockdown totale, è sicuramente il ministro della Salute Roberto Speranza, in stretto contatto con i medici sul campo. Su posizioni comunque rigide e che quindi non escludono la chiusura totale, anche se non a livello del ministro di LeU, c’è quasi tutto lo stato maggiore del Partito Democratico, dal segretario e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti al ministro dei Beni Culturali e capodelegazione Dem al governo Dario Franceschini (che non a caso ha già chiuso teatri, cinema e musei).

Sul fronte opposto c’è certamente il premier Giuseppe Conte, consapevole della sempre più grave situazione economica del Paese, appoggiato indirettamente dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Il presidente del Consiglio, d’altronde, non può certo ignorare la posizione delle categorie più colpite dalle misure restrittive e deve anche tener presente gli appelli di Confindustria e Confcommercio, senza dimenticare il settore più colpito, ovvero il turismo.

A cercare una costante mediazione tra pro e anti lockdown, tra chi spinge e chi frena verso la chiusura totale, ci sono due importanti ministri del Pd: il titolare dell’Economia Roberto Gualtieri (consapevole della tragedia sanitaria ma anche del fatto che lo Stato non può permettersi continui decreti Ristori) e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, alle prese con le infinite liti con le Regioni. Con loro anche i renziani di Italia Viva, Forza Italia e LeU.