Cittadinanza, la Camera dà il via libera all’esame accelerato della stretta della Lega: ecco cosa prevedono le nuove norme
Via libera della Camera alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge della Lega che punta a inasprire le norme sulla cittadinanza. Il provvedimento è stato approvato con 148 voti favorevoli, 99 contrari e 2 astenuti, consentendo così un iter parlamentare più rapido. La proposta introduce nuove cause ostative per l’acquisizione della cittadinanza italiana e amplia i casi in cui questa potrà essere revocata. A illustrarne i contenuti è stato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che ha evidenziato come l’attuale normativa non preveda impedimenti specifici per i minori stranieri. Il testo, invece, stabilisce che in presenza di condanne per gravi reati contro la persona o il patrimonio, oppure per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, l’ottenimento della cittadinanza venga sospeso fino alla completa riabilitazione.
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Per quanto riguarda la revoca della cittadinanza, la proposta prevede un ampliamento delle ipotesi applicabili. “Siamo convinti che sia necessaria anche per chi accoltella, uccide e stupra”, ha dichiarato Molinari. Sulla decisione della Camera è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha commentato su X: “Bene così! Altri parlano, la Lega fa”.
Dura la reazione di Avs, nelle parole del capogruppo nella commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti: “E’ una iniziativa improvvida quella della Lega che, rincorrendo il razzismo di Vannacci, pretende di rendere urgente la legge restrittiva sulla cittadinanza. Abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa e la loro priorità è mettere mano alla legge attuale per togliere la cittadinanza a chi commette reati puniti con le contravvenzioni: la Lega vuole farne motivo ostativo per impedire ai ragazze e alla ragazze che crescono con i nostri figli di diventare cittadini con pieni diritti. Il punto è che nel momento in cui viene concessa la cittadinanza quella persona ha gli stessi diritti di tutti gli altri, non è una persona di serie B, un concetto che la Lega fatica a capire eppure è semplice. Il parlamento si preoccupati dei problemi veri: stipendi da fame, cambiamento climatico, soldi per la sanità anziché alle armi”.
Il testo della proposta di legge
Nel dettaglio, come si legge nella relazione illustrativa della proposta di legge, il provvedimento interviene su due ambiti ritenuti dalla Lega strettamente collegati alla sicurezza pubblica: il rimpatrio dei cittadini di Paesi extra Ue condannati in Italia e la disciplina sulla revoca della cittadinanza acquisita.
La norma prevede l’introduzione di un sistema organico per il trasferimento nei Paesi di cittadinanza dei cittadini stranieri condannati con sentenza definitiva dall’autorità giudiziaria italiana per delitti non colposi, con una pena detentiva superiore a un anno. Secondo il testo, il trasferimento nello Stato di origine dovrebbe diventare la modalità ordinaria di esecuzione della pena, attraverso procedure accelerate e con tempi definiti per l’avvio dell’iter da parte del Ministero della Giustizia.
La proposta stabilisce infatti che, ricevuta la sentenza irrevocabile di condanna, l’autorità giudiziaria debba trasmettere gli atti al ministro della Giustizia, che avvierà d’ufficio la procedura di trasferimento entro 30 giorni. Una volta acquisita la documentazione necessaria, il trasferimento potrà essere disposto con decreto entro 60 giorni. Il provvedimento prevede inoltre la possibilità per il condannato di presentare opposizione esclusivamente in alcuni casi specifici, come il rischio concreto di trattamenti contrari alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il pericolo di pena capitale nello Stato di destinazione o un grave e documentato pregiudizio familiare.
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Un ulteriore capitolo riguarda la cittadinanza italiana. Il testo modifica la legge 5 febbraio 1992, n. 91, ampliando le ipotesi di revoca della cittadinanza acquisita nei confronti di persone condannate in via definitiva per reati di particolare gravità, tra cui quelli previsti dall’articolo 407 del codice di procedura penale e alcuni delitti legati al terrorismo e alla violenza. La revoca potrà essere applicata anche nei confronti di soggetti dichiarati socialmente pericolosi con sentenza passata in giudicato, purché abbiano o possano ottenere un’altra cittadinanza, in modo da evitare situazioni di apolidia.
La proposta introduce infine il divieto di reingresso in Italia per i soggetti trasferiti all’estero per l’esecuzione della pena, prevedendo che tale divieto venga registrato nelle banche dati nazionali ed europee. Secondo i promotori, l’obiettivo è rafforzare l’efficacia delle decisioni dell’autorità giudiziaria, rendere più efficienti le procedure di rimpatrio e garantire maggiore tutela della sicurezza pubblica.

