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Tajani avverte su Iran e Hormuz: “Gas fino al prossimo inverno”. Ma petrolio, aerei e fertilizzanti preoccupano. L’annuncio: “Domani sarò a Beirut”

Il ministro degli Esteri da Verona lega la crisi in Medio Oriente a export e costi energetici, annuncia Beirut e chiede di sbloccare lo Stretto

Tajani avverte su Iran e Hormuz: “Gas fino al prossimo inverno”. Ma petrolio, aerei e fertilizzanti preoccupano. L’annuncio: “Domani sarò a Beirut”

Da Vinitaly il vicepremier rilancia il dialogo e indica nello Stretto il punto chiave per l’economia italiana

Antonio Tajani porta al Vinitaly la crisi mediorientale e i suoi riflessi sull’economia italiana. Da Verona il vicepremier e ministro degli Esteri lega l’andamento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, il nodo dello Stretto di Hormuz e i possibili contraccolpi su petrolio, carburante aereo, fertilizzanti ed export. Sul gas, invece, prova a rassicurare: per l’Italia le riserve ci sono fino alla fine del prossimo inverno.

Nel corso del suo intervento, Tajani ha detto: “L’economista francese Frederic Bastiat diceva che laddove passano le merci non passano le armi. Ecco, noi dobbiamo fare in modo che le armi non passino piu’. Sono molto preoccupato per l’andamento dei colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti. Speriamo che vadano meglio quelli tra Israele e Libano. Domani saro’ a Beirut per dare un segnale di grande attenzione ad un paese che sta soffrendo, che e’ paese dove l’Italia e’ presente con i suoi militari. La’ dove passano le merci non passano le armi. Noi dobbiamo fare in modo che le armi non passino più sopratutto in Medio Oriente”.

La missione in Libano è uno dei passaggi politici più netti del suo intervento. A margine dell’evento, il ministro ha aggiunto: “Io sono molto preoccupato per l’andamento dei colloqui tra Iran e Usa, speriamo vadano meglio quelli tra Israele e Libano, domani …. Sarò a Beirut per dare un segnale di grande attenzione a questo paese che sta soffrendo e dove l’Italia è presente con i suoi militari e dove c’era una vita economicamente florida in passato”.

Il punto più sensibile, però, resta Hormuz. Tajani lo lega direttamente alla tenuta economica italiana: “La questione del dialogo tra Iran e Stati Uniti ci preoccupa e il nostro appello è che si possa riprendere un’altra tornata per cercare di sbloccare la situazione, continuare con il cessate il fuoco e liberare Hormuz, quello è il nodo fondamentale anche per la nostra economia”. Poi insiste sulla linea diplomatica: “Dialogo, dialogo, dialogo. Noi pubblicamente e sotto traccia lavoriamo perche’ possa continuare il dialogo, sia a Islamabad sia a Washington tra Israele e Libano”. E avverte: “Se la situazione a Hormuz continua a essere negativa i rischi ci sono, dobbiamo evitare che questo accada”.

Tajani ha spiegato: “Siamo preoccupati per il prezzo del petrolio e dei carburanti ma anche per il traffico aereo e per i fertilizzanti, per la nostra agricoltura e pure per il continente africano. Per il gas possiamo stare tranquilli, abbiamo riserve fino alla fine del prossimo inverno quindi possiamo stare sicuri. L’unica preoccupazione e’ per il prezzo del petrolio, per il gas invece possiamo stare tranquilli perche’ abbiamo riserve fino a fine del prossimo inverno”.

La preoccupazione, ha chiarito, riguarda soprattutto i costi che possono scaricarsi sulla produzione e sugli scambi. “Siamo preoccupati per il prezzo del carburante”. Subito dopo ha allargato il ragionamento al sistema economico nel suo complesso: “Il quadro che ci troviamo di fronte è molto complicato. Per il gas direi di stare abbastanza tranquilli. Abbiamo riserve fino al prossimo inverno. Siamo preoccupati per la questione petrolio e soprattutto per il prezzo del carburante per gli aerei, importante per l’export”.

Tra i punti più delicati c’è quello dei fertilizzanti, richiamato davanti alla platea del Vinitaly proprio per il peso del settore agricolo. Tajani ha detto: “Sono preoccupato per i fertilizzanti, visto che parliamo di mondo agricolo. Se non si riapre Hormutz è difficile averne in quantità adeguata alle esigenze e questo mi preoccupa anche per il continente africano. Viviamo momenti difficili”. Quindi la chiusura politica: “ma grazie alla stabilità del governo e alla solidità dei rapporti che ci sono all’interno dell’esecutivo, noi dobbiamo dire ai cittadini italiani che c’è un equipaggio in grado di portare la nave Italia fuori dalla tempesta mondiale in corso”.

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