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Politica

Se ne è andato dopo due ore, in silenzio, rinunciando al suo intervento dopo aver ascoltato quello di Bersani. Gesto di nobile umiltà, ha auto-commentato: "Non voglio fare la iena. E' vergognoso chi vuole fare la pelle al Leader in questo momento, io non mollo Pierluigi ora e non sono interessato a scorciatoie". Ma la scorciatoia più comoda è quella che ha preso: andarsene, senza dire la sua, lasciando Pierluigi e il suo partito alla mercè di chi gli vuol fare la pelle. Vergognoso. Il Leader si vede nel momento difficile, si testa nella tempesta, si getta nella battaglia e fa la Storia di bolina, quando il vento soffia contro (vedi Grillo e vedi anche Berlusconi). Non può stare alla finestra e non può stare sulla sponda del fiume ad aspettare il cadavere del nemico, dell' amico, o del compagno.  E poi: te ne vai dopo due orette da Roma che brucia per farti beccare in serata con tre ganze (la Capotondi, la Gerini, la Impacciatore) che presentano un film a Firenze?.. Te tu Renzi non fare il parahulo! E' troppo comodo.

Vero è che alla finestra, al cinema o sulla sponda del fiume non dovrebbe attendere  molto: Bersani sembra aver perso totalmente un'altra qualità essenziale a un Leader: la scaltrezza. Vederlo leggere a testa bassa con tutta la pelata di Gargamella offerta alle luci del Web, a lato nonna-puffa Rosi Bindi, di fronte il Grande Puffo D'Alema e una sconfinata platea di dubbiosi che avrebbe puffato e puffato per ore fino a uno scontato "vabbè" senza in fondo concludere un puffo... ci ha fatto tornare bambini. Ingenuità. Possibile che questi signori non si rendano conto che hanno un problema di immagine? Possibile che non se ne facciano un problema? Possibile che non si chiedano cosa apparirà un istante dopo nei video e nelle foto dei siti Internet, e nel blog di Grillo innanzitutto? E in streaming ci si sono messi loro! Nel gioco della rete Beppe Grillo fa il ragno, e  i Democratici oramai fanno i moschini. Dico, per chi ha un albero genealogico che è un'intera foresta di Campagne elettorali e di incarichi di Governo è strano, no? Non solo essere, ma anche apparire "l'Italia giusta" è  - dopo che la  sensibilità politica degli italiani è stata sovraeccitata dagli eventi - vitale. E proprio ora il PD, che si era costruito un'immagine attuale, esteticamente curata, forse anche troppo fichetta fino alle Primarie sembra improvvisamente sgarruppato, imbolsito, invecchiato ben oltre l'età media dei suoi iscritti, fuori fase e fuori moda. Perché non se ne accorgono? Perché per chi ha la formazione filosofico-amministrativa di un Bersani, per chi ha la cultura politica di un D'Alema, per chi ha la forza caratteriale di una Bindi il dato estetico è del tutto irrilevante.

Anzi, saper essere inattuali è per tipi del genere un vezzo di forza, di intelligenza, di serietà. Matteo Renzi ha un altro fiuto: se Bersani è Gargamella, Renzi è il gatto. Il gatto Birba che il disegnatore Peyo ha sinuosamente abbinato al vecchio mago pasticcione. E il nasino del felino l'aria pesante, mortifera, la sente prima.. e fugge via. Questo ha fatto Renzi ieri: è sfuggito silente da una Direzione Nazionale PD che già prima di esserlo appariva vecchia, sfigata e perdente. Ma ha fatto male: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Stia ben attento a non sviluppare la sindrome di un altro bel gatto sornione, che attendeva, attendeva, attendeva il momento più opportuno per la trionfale investitura... e poi finì investito dagli eventi, e malamente: Roberto Formigoni. Quinto Fabio Massimo detto "il Temporeggiatore" si tirò addosso tutto il malcontento dei Romani nonostante la sua guerriglia di logoramento che esasperava Annibale fosse molto furba ed efficace: ma rifiutava la battaglia campale, e alla gente sembrava un codardo. Se Matteo Renzi ha nella testa, nei muscoli e nelle gonadi fumantine la perigliosa idea di diventare Leader del PD deve provarci ora che il PD è sotto attacco. Per agire non può aspettare le prossime Primarie (per scontrarsi con chi, con un'altra Puppato?), è una scusa. Ora che Bersani sembra il pugile all'angolo che non capisce più nemmeno da dove arrivano i cazzotti (di Grillo) deve entrare nel ring e alzare le maniche della bianca camicia. Ora deve prendere parola: non nelle intervistine compiacenti (se ne dai poche il giornalista ti tratta bene...) ma in mezzo a quell' impaurito villaggio dei Puffi che sembra diventato il PD. Ribalti la situazione, prenda in mano il partito. Bersani, se ce la fa, farà il Premier. Nel ruolo amministrativo può dare ancora il suo meglio. Renzi faccia il segretario. E, se ha fegato, Segretario diventerà.
 
Stefano Golfari
 

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