Terremoto in Regione Sicilia, i pm chiedono l’arresto dell’ex vice presidente Gaetano Armao
I poliziotti della Squadra Mobile di Palermo stanno eseguendo la perquisizione della casa e degli studi, a Palermo e a Roma, dell’avvocato amministrativista Gaetano Armao.
Le perquisizioni sono state disposte dalla Procura della Repubblica di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, nell’ambito di una indagine per corruzione e che coinvolge altre persone. Armao, docente universitario, e’ stato anche assessore all’Economia e vicepresidente della Regione Siciliana.
Ha inoltre ricoperto, fino ad agosto, il ruolo di presidente della commissione tecnica specialistica della regione siciliana per la autorizzazioni ambientali. Armao e’ sposato con la magistrata Giusi Bartolozzi, ex deputata di FI e fino a pochi mesi fa capo di gabinetto del ministro della giustizia.
Le perquisizioni della squadra mobile di Palermo riguardano domicili, studi legali e uffici pubblici, nell’ambito di una indagine per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione. Un “passaggio” necessario – si legge nella nota diramata dal capo della procura della Repubblica di Palermo, Maurizio de Lucia – per “evitare la dispersione delle prove in conseguenza della discovery delle indagini imposta dalla notifica agli indagati dell’invito a rendere interrogatorio preventivo davanti al gip, in presenza della richiesta dell’applicazione di misure cautelari”, formulate dalla procura di Palermo, che coordina l’indagine.
Gli indagati coinvolti – oltre a Gaetano Armao – sono: Giuseppe Argiro‘, 57 anni di Ventimiglia; Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo, 54 anni, Giuseppe Geremia Lombardo, 44 anni (deputato regionale all’Ars); Mario Lupo, 64 anni; Marco Malacarne Gentile, 47 anni, nato ad Aosta; Pietro Luigi Matta, 70 anni; Sergio Vella, 57 anni, di Agrigento; Luigi Zancla, 83 anni di Castroreale (Me).
“Si evidenzia che – precisa de Lucia nella nota – allo stato del procedimento, trova applicazione il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati”. L’indagine – coordinata dall’aggiunto Francesca Mazzocco – ruoterebbe intorno ad un giro di “mazzette” che riguarda la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, fino ad agosto scorso presieduta da Armao e da cui passano tutti i progetti industriali, energetici (anche per le rinnovabili) che necessitano di approvazione. L’ipotesi degli inquirenti e’ che dietro il parere tecnico di alcuni dossier potesse nascondersi un sistema illecito ben collaudato.


