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GOVERNO: CAMERA CONCEDE FIDUCIA CON 453 SI' -  La Camera dei Deputati ha votato la fiducia al Governo Letta con 453 si', 153 no, 17 astenuti.

IL DISCORSO DI LETTA ALLA CAMERA

Il governo Letta intende riformare "la tassazione sulla prima casa". Lo ha annunciato il premier Enrico Letta parlando alla Camera in vista del voto di fiducia. "Intanto - ha aggiunto - con lo stop dei pagamenti di giugno in vista di una riforma complessiva".

"Appena una settimana fa - ha detto il premier a Montecitorio - il presidente Napolitano ha pronunciato il suo discorso di insediamento. A lui rivolgo un sincero ringraziamento per lo straordinario spirito di dedizione alla comunità nazionale con il quale ha accettato la rielezione per il secondo mandato", una "scelta eccezionale".

"Immediatamente - ha proseguito Letta - se riceverò la fiducia, già da domani sera, e poi mercoledì e giovedì visiterò Bruxelles, Berlino e Parigi per dare il segno che il nostro governo è europeo e eurpoeista". Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Enrico Letta nel suo discorso alla Camera per la fiducia.

Questa sera alle 20, alla Camera, domani, intorno alle 13 al Senato. Il governo è giunto alla prova dei fatti: obiettivo centrare la fiducia e iniziare il proprio cammino. Montecitorio è la prima tappa: le dichiarazioni di voto, come ha stabilito la conferenza dei capigruppo, inizieranno intorno alle 18 e prima di sera si avrà il responso. Intanto il Pdl, parte fondamentale dei voti per la fiducia, detta le sue condizioni: "Per noi la restituzione dell'Imu per il 2013 è 'condicio sine qua non'", ha detto Silvio Berlusconi nel corso della riunione dei parlamentari Pdl. "Lo abbiamo detto a Enrico (il premier Letta, ndr) - ha aggiunto il leader azzurro - che ci ha dato rassicurazioni a riguardo e ora vedremo che cosa succede".

LETTA: SI' AMMORTIZZATORI PER PRECARI E REDDITO MINIMO - "Andranno migliorati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne e' privo a partire dai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

ESODATI: LETTA, VA TROVATA UNA SOLUZIONE STRUTTURALE - "E' necessario lavorare" affinche' ci sia "un allentamento del patto di stabilita' interno" e una "rinuncia dell'inasprimento dell'Iva". Lo dice il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando in Aula a Montecitori. Con gli esodati - osserva poi il premier - la comunita' nazionale "ha rotto un patto, va trovata una soluzione strutturale, e' un impegno prioritario di questo governo ristabilirlo".

LETTA, VIA STIPENDIO A MINISTRI SE GIA' PARLAMENTARI - I ministri parlamentari non avranno piu' lo stipendio da ministro in aggiunta agli emolumenti come eletti. Lo annuncia Enrico Letta nel discorso di fiducia in Aula alla Camera. "Dobbiamo recuperare decenza, sobrieta', scrupolo, senso del dovere e la banalita' della gestione del buon padre di famiglia. Ognuno deve fare la sua parte", scandisce Letta annunciando la misura che, come lui stesso rivela, "e' una csoa che dico al Parlamento senza che nemmeno i ministri sappiano ancora: il primo atto del governo sara' eliminare lo stipendio sin qui percepito per prassi dai ministri parlamentari".

LETTA: ABOLIRE FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI - Il governo abolira' la legge di finanziamento pubblico dei partiti e introdurra' misure di controllo dei finanziamento ai gruppi. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

LETTA: PER RIFORME SERVE SUBITO UNA CONVENZIONE - Le riforme istituzionali devono partire sulla base del lavoro di una Convenzione. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Sulle riforme il fronte si allarga anche alle forze di opposizione. C'e' "una via stretta ma possibile" per la riforma istituzionale. "In questa materia abbiamo assistito troppo spesso ad avvio di percorsi che apparivano come risolutori e si sono infranti contro veti reciproci e contrapposizioni dannose nonostante i richiami del Capo dello Stato". Per sottrarre questa materia ai veti della politica "sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base di proposte formulate da una Convenzione" che lavori fin da subito.

LETTA: ABOLIRE SUBITO LE PROVINCE E RIVEDERE FEDERALISMO FISCALE - Occorre subito "abolire le province". Lo annuncia Enrico Letta. E' necessario "ridurre i costi dello Stato, valorizzare i comuni e regioni in un'ottica di alleanza, chiudere la partita sul federalismo fiscale rivedendo il rapporto tra centro e periferia", spiega il premier nel suo intervento alla Camera.

LETTA: SE TRA 18 MESI NO RIFORME NE TRARRO' CONSEGUENZE - "Dal momento che questa volta l'unica strada per il percorso delle riforme istituzionali e' il successo, fra 18 mesi verifichero' che il progetto si avviato verso un porto sicuro, se non sara' cosi', se veti e incertezze dovessero minacciare l'esito, non avrei esitazione a trarne immediatamente le conseguenze". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

L.ELETTORALE: LETTA, MAI PIU' AL VOTO CON IL PORCELLUM - Mandare in soffitta la legge elettorale vigente. Lo chiede Enrico Letta nel suo intervento alla Camera. "Bisogna che la legge elettorale sia in grado di garantire governi stabili per restituire legittimita' al Parlamento e ai singoli parlamentari", dice Letta. Il premier poi ribadisce la necessita' di reintrodurre le preferenze. "Occorre perlomeno il ripristino della legge elettorale precedente", osserva ancora il presidente del Consiglio.

LAVOREREMO PER RIENTRO IN ITALIA MARO' - Lavoreremo per trovare una soluzione dignitosa e rapida alla vicenda dei maro' trattenuti in India per favorire un loro rientro in Italia". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

In Senato più o meno la stessa procedura domani ma il premier non ripeterà il discorso tenuto alla Camera. Oggi pomeriggio, dopo aver parlato in aula a Montecitorio, Letta si recherà al Senato per depositare il suo discorso. Domattina, dopo la discussione generale e prima delle dichiarazioni di voto dei senatori, terrà la sua replica.

Sulla carta i voti, per il governo appoggiato da Pdl, Scelta civica e Pd sono più che abbondanti. A Montecitorio la maggioranza richiesta è di 316 voti, a Palazzo Madama di 159. Alla Camera il Pd conta su 297 deputati, Scelta civica su 47, il Pdl su 97 (più sei eletti nelle liste di Centro democratico, cinque delle minoranze linguistiche e 3 degli italiani all'estero): in tutto 455 voti. Al Senato il Pd ha 109 senatori, Scelta civica 21, il Pdl 91: fanno 221 voti 'ufficiali' a cui dovrebbero essere aggiunti quelli dei tre senatori a vita e anche altri provenienti dal Misto e dalle autonomie.

LA POSIZIONE DEI PARTITI

GOVERNO: MELONI, FDI NON DARA' FIDUCIA,CI DATE NUMERO BILDERBERG? - I deputati di Fratelli d'Italia non daranno la loro fiducia al Governo Letta. Lo annuncia in aula alla Camera Giorgia Meloni. "Non crediamo nell'utopia del Governo delle larghe intese - dice Meloni - non dara' le risposte coraggiose di cui l'Italia ha bisogno. Ci saranno compromessi al ribasso e si rinvieranno i problemi, aggravandoli. C'e' gia' stato il Governo delle larghe intese, quello di Monti. Noi non diamo fiducie in bianco perche' stiamo tornando alla prima Repubblica con un Governo a vocazione centrista. Non vogliamo morire democristiani, vogliamo la cultura dell'alternanza". Meloni punge Letta con una battuta: "Per entrare al Governo sembra che sia necessario avere il numero di telefono del gruppo Bilderberg".

GOVERNO: GIORGETTI, LA LEGA SI ASTIENE - "Abbiamo deciso di astenerci". Lo afferma in aula alla Camera il leghista Giancarlo Giorgetti, che aggiunge: "Non ci interessano le Presidenze del Copasir e della Vigilanza Rai".

GOVERNO: MIGLIORE, DA SEL OPPOSIZIONE LEALE -  "Quello di Letta è un discorso ambizioso e vogliamo misurarci. Non predichiamo il tanto peggio tanto meglio, ma faremo una opposizione leale". Lo afferma in aula alla Camera Gennaro Migliore di Sel. "Nel Pd - recrimina Migliore - qualcuno ha lavorato perché non venisse alla luce il Governo di cambiamento". Migliore sottolinea il problema dello ius soli per i figli degli immigrati: "Non si può dire sempre che non è  ancora arrivato il loro turno". Sel chiede anche una legge sul conflitto di interessi e non vuole che la Convenzione sulle riforme sia presieduta da Silvio Berlusconi.

GOVERNO: DELLAI, DA SCELTA CIVICA FIDUCIA CONVINTA E CONSAPEVOLE - "Da Scelta Civica verra' una fiducia convinta e consapevole". Lo afferma Lorenzo Dellai alla Camera sulla fiducia al Governo Letta. "Questo - sottolinea Dellai - puo' essere il Governo di pacificazione nazionale. Un ciclo e' finito ma un altro ciclo non e' ancora cominciato. I nemici non sono piu' tali e diventano avversari. Le truppe d'assalto temono di perdere il loro ruolo". Per Dellai il Governo Letta "non sara' un inciucio. Non ci saranno piu' risse senza limite mentre la nave va verso gli scogli".

GOVERNO: BRUNETTA, ORA PACIFICAZIONE POLITICA E ANCHE GIUDIZIARIA - "Pacificazione". E' la parola d'ordine per il Pdl, che da' il suo pieno appoggio al governo Letta, pur avvisando che valutera' ogni provvedimento. "Il governo, nel suo programma - spiega in aula il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta - e al di la' del suo programma, contiene qualcosa di scritto e di non scritto. Di scritto c'e' la fine delle politiche economiche recessive, che significa porre fine all'austerita' dopo i compiti a casa. Di non scritto c'e' qualcosa di essenziale, lo stesso fondamento essenziale alla base della nascita del governo: pacificazione nazionale". Una pacificazione "politica" ma anche "giudiziaria", scandisce Brunetta. "Oggi questa parola deve essere la forza del suo governo - prosegue Brunetta - del nostro governo. Strumento indispensabile per mobilitare le energie per superare la crisi. Solo dalla pacificazione puo' derivare la spinta al superamento della crisi che in Italia e' superiore al '29. Non dobbiamo aver paura, ed e' un segnale immediato per i cittadini l'abolizione dell'Imu, che deve diventare il simbolo del nuovo corso della politica economica dell'Italia. Atti di ricucitura civile, di pace verso le famiglie e il nostro popolo, che aprono una pagina nuova. Lei oggi e' il portavoce di una necessita' inderogabile - dice Brunetta rivolgendosi al premier - Pacificazione nazionale, non solo come fine di conflitti nefasti ma come inizio di una costruzione, tenere la fronte alta e spiegare perche'" si da' vita a questo governo, "altro che inciucio, sull'orgioglio di partito ha prevalso l'amore per il Paese. E a chi ci grida arrendetevi noi diciamo non ci arrendiamo, non ci arrenderemo mai". Infine, per Brunetta "occorre innanzitutto la pacificazione politica: basta demonizzazione dell'avversario". Ma e' anche "pacificazione giudiziaria", basta "alla battaglia atroce e squallida dove l'avversario politico e' stato inseguito con qualsiasi arma, e' ancora in atto e servono le riforme per ristabilire l'equilibrio tra i poteri dello Stato", conclude il capogruppo Pdl.

NUTI (M5S),NO FIDUCIA A CLASSE POLITICA NON CREDIBILE - Il Movimento 5 stelle votera' contro la fiducia al governo di Enrico Letta. Lo ha confermato in aula alla Camera il vicecapogruppo M5s, Riccardo Nuti. "Fiducia indica un'approvazione - ha spiegato - ma dopo i disastrosi risultati di una classe politica a cui voi appartenete da numerosi anni, come si puo' votare la fiducia ad un governo che manca di credibilita' come se venisse dalla luna o non fosse responsabile o corresponsabile di quanto finora avvenuto? Il nostro 'no' - ha concluso - e' un no motivato". Per Nuti siamo di fronte ad "un accordo forte di sistema che tiene in scacco il paese". "La fiducia - ha aggiunto Nuti - e' qualcosa che si conquista anche nella vita dimostrando di meritarla giorno per giorno. Resiste anche a singoli errori ma non si puo' accordare a queste forze politiche che hanno dimostrato di non voler cambiare ma solo di far finta di cambiare".

GOVERNO: COLLETTI (M5S) ATTACCA LETTA E ALFANO, BAGARRE IN AULA - Il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche di Enrico Letta inizia nell'aula della Camera e l'intervento del deputato 5 stelle Andrea Colletti, che attacca il neo presidente del Consiglio e tira in ballo pesantemente il nuovo ministro dell'Interno, Angelino Alfano, fa scoppiare la bagarre. La scelta di Alfano, sostiene Colletti, fa si' che "sembri il governo della trattativa Stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura". Parole che vengono accolte da un brusio di disapprovazione. Ma il deputato grillino non demorde: "Presidente Letta, noi vi conosciamo, sappiamo chi siete ed e' inutile mettere facce nuove per dire che e' in atto un cambiamento. Quando sulla parete c'e' la muffa, la soluzione e' rimuoverla non passarci sopra una mano di vernice. Questo siete voi: una mano di vernice su un muro rovinato dalla muffa. Questo governo - prosegue - odora di democristianita', odora di intrecci di comitati di affari quali Comunione e liberazione e la Compagnia delle opere". Poi attacca Berlusconi: "Presidente Letta, questo e' il governo del salvacondotto a Berlusconi. Presidente Letta, lei e' anche il nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, esempio di intreccio familistico". E ancora: "Presidente Letta, lei e' lo stesso che venerava un certo Giulio Andreotti, prescritto per concorso esterno ad associazione mafiosa". I due minuti di intervento scadono, ma il deputato M5S continua a parlare. Nonostante il presidente di turno, Luigi Di Maio, a sua volta esponente proprio dei 5 Stelle, lo richiami piu' volte a concludere. Subito dopo, interventi di vibrante protesta da parte sia del Pd sia del Pdl che richiamano il Regolamento e rimproverano proprio al vicepresidente Di Maio di non essere stato imparziale. Poi su Facebook, nella pagina ufficiale di M5S Montecitorio, si legge: "Intervento di Colletti, e si scatena la bagarre in aula. Ma non e' finita: ora parleranno anche altri nostri portavoce...".

GOVERNO: SPERANZA, METTERE INTERESSE PAESE DAVANTI A TUTTO - "Ci sono passaggi nella storia in cui bisogna avere il coraggio e la forza di mettere davanti a tutto l'interesse del Paese". Cosi' Roberto Speranza ha motivato il si' del Pd alla fiducia al governo Letta. Il capogruppo dei deputati democratici ha reso omaggio a Pier Luigi Bersani. "Al nostro leader va tutta la nostra gratitudine", ha detto. Poi ha bacchettato il Movimento 5 Stelle per non aver voluto strare "sulla strada del cambiamento". E qui ha citato Don Milani: "A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca? Noi le mani non le terremo mai in tasca perche' c'e' da salvare il Paese e non ci rassegniamo a non parlare con tutti, a sciogliere quel ghiaccio". Ora il Pd "va avanti con coraggio. Noi non cambieremo la nostra missione, restiamo alternativi al centrodestra", ha assicurato, "penso serva un lavoro lungo e faticoso di ascolto di cosa avviene nel profondo del Paese. Sara' un lavoro lungo e duro che serve per preparare un domani in cui si superera' questa eccezionalita' e in cui un'Italia migliore potra' finalmente nascere", ha concluso.

 LA REPLICA AI PARTITI DEL PREMIER IN AULA

LETTA: GOVERNO NON DEVE VIVACCHIARE A TUTTI COSTI - "Non ho intenzione di sopravvivere e vivacchiare a tutti i costi". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in replica al dibattito sulla fiducia. "Noi ci siamo buttati in tempo reale in questa avventura e abbiamo detto che questo servizio al Paese lo vogliamo compiere con coraggio, ma sapendo che abbiamo bisogno del tempo necessario per essere in grado di essere operativi da subito". "Ho detto prima - ha ricordato Letta - che l'obiettivo che ci diamo e' di verificare se il tema del cambio della Costituzione fra 18 mesi sara' ragionevolmente al termine positivo del suo percorso, perche' vorra' dire che questo governo sara' servito al dialogo tra le forze politiche dopo 40 anni di inconcludenza". "E aggiungo: come dopo il colloquio con Napolitano dissi non avrei formato il governo a tutti i costi, ora dico che non ho intenzione di sopravvivere e vivacchiare a tutti i costi" ha concluso il premier.

LETTA TENDE MANO A M5S, RIFORME UNILATERALI FANNO BRUTTA FINE - Enrico Letta non nasconde di sentirsi "sorpreso, colpito e dispiaciuto perche' non e' stato ripreso il mio riferimento alla Convenzione costituente da parte di qualcuno dei partiti che non formeranno la maggioranza". Non fa nomi ma e' chiato che si riferisce a M5S quando ripete letteralmente lo "scongelatevi" che gli rivolse nel corso della consultazione in streaming. A loro, e a tuti, Letta ricorda che tutte le riforme non condivise, moda dell'ultima lunga fase che dichiara chiusa, "alla fine, tutte, non hanno avuto un esito positivo".Una sorpresa in negativo, quella non ricettivita' da M5S, ma Letta non si perde d'animo e anticipa che "ribadisco, e lo diro' anche domani al Senato, che sono convinto fermamente di quello 'scongelatevi'". Cioe' l'invito ai grillini a 'mescolarsi'. Non ce l'ha solo con loro. Letta spiega che "le riforme dobbiamo farle insieme e se ho imparato qualcosa e' stato quanto siano state sbagliate tutte le riforme costituzionali in questi ultimi 12 anni fatte a maggooranza semplice. Un errore profondissimno, tutte". "Sono state fatte cosi' - annota con freddezza bipartisan - da una parte e dall'altra e non una di queste - avverte - ha avuto alla fine un esito positivo". Meglio invece decidersi a "riforme largamente condivise, con l'impegno di tutti, predisposizione che spero questo dibattito faccia nascere".

LETTA: SERVE CAMBIO COSTITUZIONE, SECONDA REPUBBLICA E' FINITA - "Dobbiamo cambiare la legge elettorale". Torna a chiederlo Enrico Letta, intervenendo in Aula. "Questa legislatura - dice il presidente del Consiglio - deve far entrare l'Italia nella Terza Repubblica, non e' che deve essere un'agonia della seconda. Tutti insieme dobbiamo essere al servizio delle istituzioni, la seconda Repubblica e' finita. Crediamo che dobbiamo entrare nella Terza Repubblica. C'e' bisogno di un cambio di Costituzione", aggiunge il premier.

LETTA: VECCHIO MODELLO EUROPA NON BASTA PIU' - L'Europa come l'abbiamo conosciuta finora "non basta piu'". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando alla Camera. "Penso che abbiamo tutti chiaro che il nostro destino puo' essere quello che vogliamo solo se l'Europa fara' scelte diverse da quelle fatte finora. La mia generazione si e' innamorata dell'Europa quando Mitterand e Kohl nel cimitero di Verdun si presero per mano. Questa generazione di statisti europei ci ha fatto capire l'importanza del dire 'mai piu' guerre tra noi'. Ma oggi questo messaggio non basta piu'. E' forte e importante ma non basta piu'. L'Europa deve trovare la chiave per dire a tutti gli europei che il futuro non vedra' calare i livelli di benessere a cui siamo abituati, serve un'Europa che spinge verso un nuovo futuro".

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