Il Partito Democratico è compatto sul sì alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore? “Direi proprio di sì. A me sembra che tutte le evidenze vadano in quella direzione e cioè che si debba votare a favore della decadenza”, afferma ad Affaritaliani.it il senatore democratico Giorgio Tonini. Che aggiunge: “Poi sono attento a chi chiede approfondimenti in sede giuridica. Brunetta ci ha accusato di avere un atteggiamento pregiudiziale e controverso, ma non mi sembra che abbiamo mai negato l’ascolto delle ragioni diverse quando si tratta di questioni di giurisprudenza. Sono certo che la Giunta sentirà tutti, non ci sono state accelerazioni e i commissari stanno studiando le carte. Quindi vedranno le cose con equilibrio, come anche noi senatori. Allo stato però non ci sono grandi margini per i dubbi, anche le evidenze di tipo giuridico spingono a votare nella direzione che ho detto”.
Sul fronte politico Tonini lancia un appello al Pdl: “Li invito a tenere fermo il punto della netta distinzione tra il governo e la vicenda giudiziaria personale di Berlusconi“. E se insistono a dire che cade l’esecutivo? “Allora vuol dire che hanno deciso che quella distinzione non c’è più e se ne assumeranno tutte le responsabilità”. E ancora: “Se si verifica un corto circuito tra la vicenda di Berlusconi e il governo si mina il fondamento del patto del governo stesso. Berlusconi è stato elogiato perché ha sempre detto che teneva distinti i due piani. E’ legittimo cambiare idea ma si assumerebbero le responsabilità di mettere in pericolo la sopravvivenza della coalizione”. Ma se cade il governo Letta che cosa accade? “Siamo sul terreno riservato al capo dello Stato. E, come è noto perché lo ha detto in dieci lingue, Napolitano non scioglierà le Camere. Chi si avventura sulla strada della crisi di governo sa come ne entra ma non sa come ne esce. E qui mi fermo“.
@AlbertoMaggi74

