Intervista esclusiva per Affaritaliani.it di Irene Galletti, candidata alla carica di Presidente della Regione Toscana per i 5s. Galletti ha sconfitto il “dimaiano” Giacomo Giannarelli che si proponeva per questo scranno, per la seconda volta, a distanza di cinque anni.
Nei cinque anni da consigliere di opposizione per il MoVimento si è impegnata molto sul territorio, può ricordarci tre battaglie in cui ha sentito particolarmente il calore della gente?
“Sicuramente tutte le crisi aziendali che ho seguito, e purtroppo sono molte, tra grandi e piccole. Poi quella sulla riforma sanitaria toscana, poco dopo l’inizio della legislatura, per la quale abbiamo manifestato e sfilato per le strade di Firenze con cittadini di ogni parte della Toscana, raccogliendo un numero enorme di firme. Poi il referendum sulla Costituzione, che è stato per molte persone anche un bel momento di riscoperta delle nostre radici politiche”.
Una domanda collegata alla precedente: ci dica tre punti programmatici e/o emergenze, per le quali sarà immediatamente in prima linea qualora fosse eletta come Presidente della Regione Toscana?
“L’occupazione resta un dramma sociale, e solo grazie al reddito di cittadinanza e alle nuove politiche del lavoro, fortemente volute dal M5S, si riesce a tamponarne gli effetti; sulla costa toscana mancano almeno 18mila posti di lavoro rispetto all’area metropolitana fiorentina, una disparità inaccettabile certificata anche da IRPET. L’ambiente va a pari merito: abbiamo ex bacini industriali e aree ancora industrializzate che fanno rilevare dati ambientali allarmanti, molti bacini idrici hanno visto peggiorare la qualità delle loro acque, gli inceneritori hanno avvelenato l’aria, le discariche abusive si moltiplicano: è un’emergenza continua e sta raggiungendo livelli preoccupanti. Direi poi la sanità: migliorare la risposta del sistema sanitario a livello locale, eliminare sprechi, azzeramento delle liste di attesa, smantellare il sistema delle tre maxi ASL, che ha creato solo ulteriori problemi, tutelare i presidi ospedalieri periferici e molto altro”.
Se qualche parlamentare pentastellato al vertice del MoVimento le dicesse: “è meglio che in Toscana non ci presentiamo”, come risponderebbe?
Una domanda collegata alla precedente: ci dica tre punti programmatici e/o emergenze, per le quali sarà immediatamente in prima linea qualora fosse eletta come Presidente della Regione Toscana?
“L’occupazione resta un dramma sociale, e solo grazie al reddito di cittadinanza e alle nuove politiche del lavoro, fortemente volute dal M5S, si riesce a tamponarne gli effetti; sulla costa toscana mancano almeno 18mila posti di lavoro rispetto all’area metropolitana fiorentina, una disparità inaccettabile certificata anche da IRPET. L’ambiente va a pari merito: abbiamo ex bacini industriali e aree ancora industrializzate che fanno rilevare dati ambientali allarmanti, molti bacini idrici hanno visto peggiorare la qualità delle loro acque, gli inceneritori hanno avvelenato l’aria, le discariche abusive si moltiplicano: è un’emergenza continua e sta raggiungendo livelli preoccupanti. Direi poi la sanità: migliorare la risposta del sistema sanitario a livello locale, eliminare sprechi, azzeramento delle liste di attesa, smantellare il sistema delle tre maxi ASL, che ha creato solo ulteriori problemi, tutelare i presidi ospedalieri periferici e molto altro”.
Se qualche parlamentare pentastellato al vertice del MoVimento le dicesse: “è meglio che in Toscana non ci presentiamo”, come risponderebbe?
“Lo inviterei a riflettere attentamente su una simile decisione, che priverebbe il MoVimento della presenza di un livello istituzionale intermedio fondamentale per i legami tra territorio e governo centrale. Ci sono poi delle competenze interamente delegate alle regioni, come da dettame dell’art.117 della Costituzione: la sanità in primis, 70% del bilancio regionale toscano. Ci dovrebbero essere ragioni molto gravi e condivise da tutti per arrivare a questa decisione”.
Lei per cinque anni ha svolto il ruolo di consigliere regionale di opposizione lavorando a stretto contatto con PD e Lega, cosa ha imparato sui suoi avversari?
Lei per cinque anni ha svolto il ruolo di consigliere regionale di opposizione lavorando a stretto contatto con PD e Lega, cosa ha imparato sui suoi avversari?
“Ho imparato innanzitutto a combattere anche con durezza per i valori e le idee di cui ho scelto di farmi portavoce come eletta del M5S, ma sempre nel rispetto delle persone di fronte alle quali mi trovavo. Un politico deve anche saper essere di esempio in quanto figura pubblica, e in questo momento storico dobbiamo combattere con forza l’odio e la rabbia cieca che certe forze politiche alimentano per poi cavalcare il consenso che ne deriva. È inaccettabile, le parole di persone come Liliana Segre sono un faro nel buio”.
Per lei è sempre un valore la democrazia diretta contro le logiche d’apparato e contro i verticismi?
Per lei è sempre un valore la democrazia diretta contro le logiche d’apparato e contro i verticismi?
“Sicuramente sì. Le logiche d’apparato sfociano troppo spesso in forme di clientelismo che hanno fatto ammalare la politica, questo fenomeno va combattuto. L’organizzazione invece deve essere strutturata in modo da essere funzionale a garantire i rapporti di tipo bottom – up e mettere in comunicazione cittadini e istituzioni in modo trasparente e comprensibile”.
Non posso non farle questa domanda: crede che il M5s sia in crisi irreversibile o l’Italia ha ancora bisogno di questo portentoso strumento di democrazia diretta e di novità, sebbene ultimamente, agli occhi dei cittadini, sia risultato parecchio snaturato?
Non posso non farle questa domanda: crede che il M5s sia in crisi irreversibile o l’Italia ha ancora bisogno di questo portentoso strumento di democrazia diretta e di novità, sebbene ultimamente, agli occhi dei cittadini, sia risultato parecchio snaturato?
“In natura, le forme di vita che meglio riescono a sopravvivere anche in ambienti ostili sono quelle che hanno sviluppato maggiore resilienza e capacità di cambiamento al mutare delle condizioni. Il M5S è riuscito a fare questo senza snaturarsi, continuando la sua missione di “risanamento” della politica italiana. Quindi direi che sì, c’è ancora bisogno del M5S e di tutti coloro che sposeranno questa causa”.
Una donna per la Toscana è una bella ventata di aria fresca, concluda lei questa intervista con un messaggio ai cittadini della Toscana.
Una donna per la Toscana è una bella ventata di aria fresca, concluda lei questa intervista con un messaggio ai cittadini della Toscana.
“In politica le donne fanno ancora fatica ad affacciarsi per una serie di ragioni, non ultima la necessità di conciliare gli impegni familiari con un’attività che, se si lavora con la dedizione necessaria, non ha orari. In questi anni ho avuto una bambina, Nora, che adesso ne ha due di anni e ha cambiato completamente la mia vita e quella di suo padre, Francesco. La nostra vita familiare è senza dubbio molto impegnativa, si rinuncia quasi totalmente agli spazi personali, però se si è pienamente convinti degli obiettivi e saldi nei valori che difendiamo, non c’è quasi niente di impossibile. E le donne hanno forza di spirito e tenacia da vendere: crediamo di più in noi stesse!”.
Ringraziamo Irene per l’interessante chiacchierata, un sentito in bocca al lupo.
Ringraziamo Irene per l’interessante chiacchierata, un sentito in bocca al lupo.

