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Rivolta contro Toti in Forza Italia. Fitto e Romani zittiscono il consigliere

I colonnelli di Forza Italia si rivoltanto contro Giovanni Toti. Nella sua prima uscita il neo-consigliere politico ed ex direttore di Tg4 e Studio Aperto ha parlato di “aria fresca” da far entrare nel partito e non ha escluso un governo di scopo con Renzi. Immediate le repliche. “L’aria fresca va bene e fa bene. Invece fa male l’aria condizionata. E in politica, l’aria fresca arriva con la partecipazione, le idee e il consenso”, attacca Raffaele Fitto. E Paolo Romani: “Un governo di scopo tra Fi e Pd non è all’ordine del giorno della politica”

“L’aria fresca va bene e fa bene. Invece fa male l’aria condizionata. E in politica, l’aria fresca arriva con la partecipazione, le idee e il consenso”. E’ quanto dichiara il deputato di Forza Italia, Raffaele Fitto, in una nota. In un’intervista oggi il nuovo consigliere politico per il programma di Forza Italia, Giovanni Toti, ha spiegato che “il partito ha bisogno di aria fresca”.

Giovanni Toti nella sua prima uscita sulla stampa nel ruolo di consigliere politico del Cavaliere non è certo stato timido. E così sul Corriere della Sera ha lanciato l’idea di un governo di scopo con il Pd e come premier Matteo Renzi. Un’apertura subito smentita da Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, che ha risposto secco: “Un governo di scopo tra Fi e Pd non è all’ordine del giorno della politica”.

Romani poi ha frenato anche sulla discesa in campo di Marina Berlusconi, che sì “è un’eccellente dirigente di Fininvest e Mondadori ma ha forti resistenze ad entrare in politica dopo aver visto che cosa è successo a suo padre Silvio”.

Apprezzamento anche per il percorso intrapreso con la riforma elettorale. “Ma è necessario mantenere i punti fondamentali dell’accordo fatto tra Renzi e Berlusconi”, ha ribadito il forzista. Che ha aggiunto: “Con questo accordo elettorale i cittadini italiani potranno sapere chi hanno votato e chi è il vincitore. Sono invece contrario alle preferenze, che in Europa ci sono solo in Polonia e in Slovenia. Quanto alle primarie ritengo che sia un po’ complicate renderle obbligatorie, perché ogni partito deve essere libero su come scegliere i suoi candidati”.