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Travaglio: “Berlusconi assolto? La sentenza non mi convince”

Travaglio: “Berlusconi assolto? La sentenza non mi convince”
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Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, in un’intervista ad Affaritaliani.it: “La sentenza non mi convince, ma aspetto di leggere le motivazioni. Berlusconi? Non avevo bisogno di questo processo per decidere se è un santo o un mascalzone”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

IL CASO/ Come mai il Fatto Quotidiano ha scritto due giorni fa che la sentenza di primo grado non era giusta? Le malignità si sprecano…

di Fabio Massa

Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, in un’intervista ad Affaritaliani.it annuncia che non cambierà linea: “La sentenza non mi convince, ma aspetto di leggere le motivazioni. Berlusconi? Non avevo bisogno di questo processo per decidere se è un santo o un mascalzone”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Direttore Travaglio, l’altro giorno il Fatto ha pubblicato un articolo nel quale si diceva che la sentenza di primo grado era sbagliata. Una coincidenza?
Siamo un giornale di persone oneste e raziocinanti. Tutto quello che dicono sul fatto che noi vogliamo il fango e la ghigliottina e il sangue e le manette sono tutte cazzate. Se una sentenza ci convince lo diciamo, se non ci convince lo diciamo lo stesso. Detto questo, noi non abbiamo mai scritto che Berlusconi doveva essere assolto. Noi abbiamo scritto che c’è stato un pasticcio doloso che ha combinato Monti con la legge Severino, che ha portato via dal reato di concussione la fattispecie per l’induzione. Questo pasticcio era stato aggirato dal tribunale in primo grado in maniera troppo disinvolta, alzando il tiro e andando oltre le richieste della Boccassini. Il cambio della legge era finalizzato a inquinare i processi contro Penati e contro Berlusconi. Penati l’ha fatta franca, Berlusconi no.

Quindi?
Quindi aveva ragione Boccassini a chiedere solo l’induzione alla prostituzione.

Partita finita?
No, assolutamente. Ricordiamoci che gli errori giudiziari sono tali quando viene condannato un innocente ma anche quando viene assolto un colpevole. E lo voglio dire chiaro: secondo me, a naso, hanno sbagliato i giudici di appello. Ma ovviamente dovremo leggere come motivano questa strana loro sentenza.

Le sentenze però non si commentano, no?
Questo processo non è un processo nel quale bisognava stabilire se Berlusconi aveva o non aveva telefonato in questura. Quello è provato. In questo processo c’era un capo A, con le telefonate. Quelle sono documentate. Il capo B, la parte sulla prostituzione andava accertato nel processo. Noi sappiamo che c’era una prostituta a casa di Berlusconi, sappiamo che ha partecipato a feste oscene, ma non sappiamo se ci sono stati atti sessuali che presuppongono il reato. Queste cose le abbiamo sempre dette.

Il finale è con una assoluzione, per ora. Cambia la linea del Fatto su questa vicenda?
Il nostro giornale non ha una linea preconcetta per la quale Berlusconi è sempre colpevole. Io ripeto che il fatto che lui telefonasse in questura è incompatibile con il suo ruolo. Stiamo parlando di comportamenti meno gravi della frode fiscale, questo è certo. Il giudice ha avuto un’altra idea rispetto a noi. Sono curioso di vedere come motiva questa cosa e se è tutto regolare. Lo dirà la Cassazione. Ma noi non cambiamo le nostre convinzioni. Non ho legato il mio giudizio su Berlusconi a questo processo. Non è che ci doveva dire se era un santo o un mascalzone. Anche se non fosse esistito il processo Ruby io un idea ce l’avrei avuta lo stesso, per tutte le altre cose.

@FabioAMassa