La proposta della Commissione punta su digitale, costi ridotti e meno burocrazia per creare una vera società europea
“Un’altra considerazione – ha detto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Ue, ospite dell’Italian venture capital a Roma, due giorni fa – è quella collegata al tema della frammentazione normativa, che rappresenta un elemento complesso per poter creare il contesto migliore: è per questo che stiamo creando le condizioni per semplificare le normative tra i 27 Stati membri, per le imprese e sviluppare un grande potenziale”.
Con la proposta sul 28esimo regime, che verrà presentata mercoledì 18 marzo dalla Commissione europea, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue: “L’obiettivo fondamentale è capire come affrontare e superare le diversità” tra gli Stati membri “che rallentano molto gli investimenti, creano complessità agli investitori e riducono anche il livello di competitività a livello europeo”.
“Questo è un piano strategico che può rappresentare un’occasione molto rilevante per costruire delle dinamiche positive e affrontare la complessità del sistema europeo nella sua divisione su 27 differenti modelli. E sì perché quella che verrà presentata domani a Bruxelles, conosciuto come Eu Inc, in cui appunto viene regolato il 28° regime (definito così proprio per rappresentare il superamento delle 27 legislazioni della Ue) potrebbe diventare una misura epocale (se ben regolamentata ed emendata, a detta di molti esperti) per rilanciare imprese e competitività europea, soprattutto alla luce del difficilissimo momento in cui il mondo è precipitato. “L’obiettivo finale è creare una nuova struttura societaria davvero europea. La chiameremo EU Inc. e avrà un insieme di regole unico e semplice, che si applicherà senza soluzione di continuità in tutta la nostra Unione. In questo modo le imprese potranno operare tra gli Stati membri molto più facilmente”. Sono queste le parole che il 20 gennaio scorso, davanti ai papaveri del World economic forum di Davos, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha usato per anticipare la presentazione del 28esimo regime. Considerato uno degli strumenti per rilanciare la competitività continentale, EU Inc. è stato descritto come un inquadramento legale valido in tutti i Paesi dell’Unione che aiuterà le imprese ad aggirare la giungla delle norme nazionali, spingerà l’innovazione e sosterrà l’avvio di nuove aziende.
I rapporti di Draghi ed Enrico Letta hanno avuto il merito, secondo autorevoli fonti della Commissione, di smuovere l’immobilismo della Commissione sul tema. E il nostro paese, sempre secondo le stesse fonti ha avuto, sia grazie al lavoro di Adolfo Urso, che è stato una spina nel fianco dell’Europa sul tema competitività delle imprese, così come il ruolo di Raffaele Fitto, che, come responsabile della coesione, ha da tempo evidenziato l’importanza della semplificazione e la flessibilità nelle regole europee. E poi l’agenda Draghi che nel suo rapporto ha sferzato l’Europa sul bisogno di superare il divario che separa l’Europa da Stati Uniti e Cina, in materia di innovazione, generando un’azione comune a livello europeo. E proprio sulla scorta di questo stimolo da parte del rapporto Draghi che l’Europa ha sentito il bisogno e l’urgenza di dotarsi di un nuovo regolamento, che ha come obiettivo quello di facilitare l’avvio di nuove imprese e unificare le 27 legislazioni, che fino ad ora avevano bloccato la costituzione di imprese transnazionali.
“Oggi un’impresa che nasce in uno dei 27 Paesi europei per spostarsi in un altro deve adeguarsi a regolamenti e normative differenti» spiega Cerruti. “Il 28° regime consentirebbe di abbattere queste barriere. Ma è questo proprio l’esempio emblematico della distanza tra le parole e i fatti, basti pensare che nel documento della Commissione non si menziona né il diritto societario né il diritto del lavoro” dice Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, l’associazione degli investitori in innovazione edelle startup e PMI innovative. In questa bozza il 28esimo regime si articola come una nuova formagiuridica di società a responsabilità limitata. Vale per tutte le taglie di imprese e non solo per lestartup. Le società nate con il regime EU Inc., stando al documento, potranno assolvere a tutti gliadempimenti in digitale, salvo casi eccezionali in cui occorre procedere ad accertamenti in presenza (per esempio, se si sospetta un furto di identità), ma devono avere sede legale e operativa in uno dei 27 Stati. La costituzione della società deve essere garantita in 48 ore al costo massimo di 100 euro.”
Il 28° Regime va visto come una infrastruttura abilitante. Non risolverà da solo tutti i problemi dell’ecosistema europeo, ma può cambiare il terreno di gioco. Può dare un segnale di credibilità ai founder. Può rendere più leggibile l’Europa per gli investitori internazionali. Può ridurre attriti che oggi appaiono normali solo perché li abbiamo tollerati troppo a lungo. E può affermare un principio fondamentale: che il mercato unico, almeno per le imprese innovative, deve diventare finalmente qualcosa di più di uno slogan.” dice Giorgio Ciron, direttore di InnovUp, Associazione no profit e super partes che rappresenta e unisce la filiera dell’innovazione italiana: startup. Sul tema del nuovo regolamento del 28 regime, in cui il nostro paese, a detta del ministro, ha avuto un ruolo centrale, è tornato oggi anche il Ministro del Made in Italy e delle imprese, Adolfo Urso, durante il suo discorso introduttivo al tavolo delle piccole e medie imprese a Palazzo Piacentini, sede del Mimit.
“Non si può più rinviare l’urgenza di creare un ambiente economico attrattivo, soprattutto per gli investitori che devono credere nella nostra Europa. La dimensione a cui guardare non è solo quella dell’ambito nazionale, ma necessariamente deve essere quella europea”, ha detto Urso. Da questa esigenza nasce la creazione del 28esimo Regime europeo, che ha l’obiettivo di “disegnare un mercato più efficiente, capace di far emergere un campione paragonabile a quello di Cine e Stati Uniti, e di far crescere le start up affinché diventino imprese davvero competitive”. aveva invece detto pochi giorni fa il ministro Urso ad un convegno sulle start up al Senato.

