“Oggi è un giorno veramente molto triste. Oggi è il funerale della democrazia”. Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day, commenta così con Affaritaliani.it il via libera della Camera alla fiducia sulle unioni civili. “Questa è una legge divisiva e delicata. Ha mobilitato milioni di italiani ma purtroppo la loro opinione è stata assolutamente silenziata. Renzi – attacca Gandolfini – si dimostra come il premier di una lobby e non di tutti gli italiani, perché questa è una legge che è passata senza essere stata discussa minimamente con un confronto democratico nelle due Camere, grazie ai due voti di fiducia che sono stati posti dal governo. E’ davvero uno scempio della democrazia”.
OK DELLA CAMERA ALLA FIDUCIA SULLE UNIONI CIVILI. LA CRONACA E I COMMENTI
L’aula della Camera ha votato la fiducia posta dal governo sul ddl sulle Unioni Civili con 369 voti a favore. I deputati presenti erano 564, 2 gli astenuti, i voti contrari sono stati 193. Ad astenersi sono stati due deputati del gruppo Misto: si tratta di Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz. Come avevano annunciato, hanno votato contro la fiducia due deputati di maggioranza: Alessandro Pagano di Ap e Mario Sberna di Ds-Cd.
Anche Ala ha votato la fiducia, scatenando la reazione del capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta: “Ala vota fiducia a governo @matteorenzi salga a Colle, spieghi a Mattarella mutati assetti maggioranza e poi chieda nuova fiducia a Camere”.
Nonostante l’appoggio di Ala, i renziani rivendicano il risultato anche e, per festeggiare, aspettano il voto finale e definitivo, atteso per le 19. Dopo almeno un decennio di fallimenti, quello ottenuto oggi è un passo avanti importante, da spendere per il Pd in campagna elettorale.
La legge sulle unioni civili è stata già approvata in Senato il 25 febbraio scorso.
“Oggi è un giorno di festa”, aveva scritto su Facebook Matteo Renzi a poche ore dal voto, ricordando l’impegno nella battaglia per i diritti civili di Alessia Ballini, sindaco omosessuale di San Piero a Sieve e sua assessora alla Provincia di Firenze, scomparsa cinque anni fa.

