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Politica

di Mariella Colonna

L’ex ministro liberale che ama definirsi il ‘progettista’ di Forza Italia è perentorio: FI è decotta. Appartengo alla generazione che credeva che i comunisti mangiassero i bambini. Ci siamo svegliati ed abbiamo trovato un bambino che mangia i comunisti.

Nel ’93 una ricerca demoscopica realizzata dal politologo e costituzionalista perugino per conto de IlSole24Ore  suscitò preoccupazione nel mondo confindustriale italiano. Lo studio teneva conto di una serie di elementi che andavano dal Mattarellum alle ceneri lasciate nel mondo politico da ‘Mani pulite’, ed evidenziava – al netto di stravolgimenti – che il Pci (all’epoca aveva all’incirca il 30percento del consenso) avrebbe preso non meno del 60percento dei seggi in Parlamento se si fosse votato. A meno che non lo si contrastava con una nuova classe dirigente federata.

Cosa accadde di lì in poi?
Davanti a questo scenario e sul ‘pericolo’ comunista si soffermò – in quella occasione - Gianni Agnelli che dopo qualche giorno mi fece chiamare da Silvio Berlusconi (che non conoscevo) il quale mi invitò ad Arcore. Località della Brianza a me sconosciuta nonostante vivessi a Milano. Dove sono rimasto all’incirca tre lustri.
‘Facciamo un partito’ mi disse. Ed aggiunse di aiutare Segni, Amato e Martinazzoli, a riemergere dopo le rovine di Mani pulite. Dopo qualche settimana Amato e Martinazzoli si autoeliminarono, rimase in campo Segni che fu fatto fuori dalla Lega.
‘Siamo rimasti soli – mi disse – se la sente di fare un partito con me?’. Non c’ho dormito qualche notte, ma alla fine mi imbarcai in questa avventura perché il Paese era in una situazione difficile (rose e fiori rispetto al nostro presente), ma c’era la speranza di risanare il debito pubblico, speranza che oggi è assolutamente azzerata per il disavanzo esistente.

Perché è uscito?
Perché strada facendo si sono persi pezzi di dna liberale.

Quanto è stato determinate Berlusconi?
La sua figura e la televisione indipendente da lui costruita sono state assolutamente decisive per il successo del progetto che sin dal suo subentro ha spinto – tra l’altro - anche la Rai a rinnovarsi.

Cosa è successo nel ’96?
Berlusconi ha avuto l’intuizione di allargare la compagine a Fini, Bossi, Casini ed ai rimasugli del pentapartito. Gente ‘minore’, uomini del passato che non erano più in grado di infiammare alcuno. Ed abbiamo perso le elezioni! Nel 2000, ho scritto un altro programma, si è fatto largo ad altra gente ‘strana’, Follini e Tabacci, per esempio, che nulla c’entravano con la ‘nostra’ idea liberale. Infine, il rimpasto tecnico imposto da Follini nel 2005 ha decretato la fine del ‘sogno’. Ed io con le mie idee  sempre più in minoranza considerato la ‘Cassandra’ del gruppo.

E Berlusconi come ha reagito?
Quando gli dissi ‘togliti dalla testa l’idea del partito unico’ credo di aver innescato una riflessione che ha poi portato alla scissione da Fini  e da tutto il resto. Ma lui ha fatto un errore che considero mefistofelico che è quello di aver ridotto questi personaggi a uomini ‘senza partito’. Tutto si tiene se le componenti del tutto sono forti. Così non è stato. Poi si è aggiunta la sbornia che il potere produce. Il resto è cronaca nota.

Esiste ancora il mito Berlusconi?
Marginalmente. Una fetta di sottoproletariato ed una risicata di professionisti che si ferma a meno del 20percento. Berlusconi non ha fatto politica in modo machiavellico altrimenti non avrebbe perso. E a nulla sono valsi i consigli ricevuti.

Qualche giorno fa ha dichiarato di voler azzerare i vertici attuali e rifondare  il partito.
Il Berlusconi politico è finito. FI è agli sgoccioli.

Perché un uomo così intelligente si ostina fino a questo punto?
Deve difendere i suoi interessi. Deve tutelare i figli in quanto parte integrante delle aziende di famiglia e non per un motivo economico perché hanno sufficienti denari per non preoccuparsi di ‘come sbarcare il lunario’. La politica lo ha interessato molto e alla fine l’ha fatta, ma – conoscendolo – posso dire che non è nelle sue corde. I suoi interessi aziendali sono stati la molla giusta.

Moretti e Guzzanti nei loro film hanno raccontato un mostro. Ma è davvero così?
Assolutamente no.

Perché un uomo così potente e influente si mette in casa uno stalliere mafioso?
Dopo aver ricevuto minacce gli hanno incendiato una STANDA in Sicilia. Perciò gli ha fatto comodo metterselo in casa perché gli garantiva sicurezza.

Le sembra normale?
Chi ha la politica dentro, nelle vene, non scende a patti. Berlusconi è un pragmatico ‘della madonna’, dicono in Brianza.
 
Dell’Utri?
Persona  deliziosa che ha cercato di essere utile a Berlusconi. Un uomo mite che ama i libri e la letteratura.

La Pascale alla ribalta. Lui che si nega ai suoi. È strategia?
Non lo so. Per due ragioni: la prima è che l’attuale situazione mi immalinconisce al punto che mi porta a non interessarmi e a non leggere neppure i giornali. Della Pascale non so quasi nulla perché ho la tristezza di chi tende a rifiutare l’attuale situazione perché non corrisponde più a ciò di cui mi sono occupato. E non riesco neppure a provare  una istintiva antipatia o rancore perché ho scelto io  di andar via. In secondo luogo, come politologo al di là dell’appartenenza affettiva a FI, non è questo il problema del Paese.

Qual è il futuro dell’Italia?
Pensarci nel mondo. Nel Mediterraneo. In Europa. Nel trattato di cooperazione Usa/Europa. A dirla come i moralisti dell’Ottocento: ‘tu puoi ignorare la politica, la politica non ignora te’. Fino a non molto tempo fa speravamo che ci salvasse l’italiano. Ci illudevamo, perché ci ha isolato. Fra non molto gireremo con l’auricolare che farà la traduzione simultanea in barba alla specificità della lingua.

Come politologo e ispiratore di FI perché non ha suggerito a Berlusconi di scrivere con Bush, Putin, un ‘dopo Jalta’.
Non c’ho pensato.

Perché non ci pensa Renzi ed i suoi ispiratori?
Perché non ragiona da Jalta e probabilmente non sa cos’è Jalta.

Qual è il segreto del Nazareno?
Garantire una sopravvivenza dignitosa. Nientaltro.

Renzi farà eleggere Berlusconi alla presidenza della Repubblica?
Non è sostenibile per Renzi farlo presidente della Repubblica. Ha un partito a cui dar conto.

D’Alema?
È vittima della sua infinita supponenza.

Fitto?
Ho incrociato di sfuggita il padre molti anni fa.

È contro l’euro?
Penso che sia stata fatta una moneta e non si è pensato ad una banca centrale che la stampasse. E finiamola di stare l’uno contro l’altro pena il rischio di una guerra civile europea.

Cosa pensa dell’Europa?
Sono un europeista scatenato. Ma vanno cambiate le regole.
Aver fatto l’allargamento prima di un ragionevole approfondimento sulle politiche fiscali dei Paesi aderenti, è stato un atto di presunzione perché non avevamo i fondamentali necessari. Dopo l’unificazione tedesca si è operata – internamente alla Germania - una politica ‘dura’ che mal si è conciliata con Grecia, Spagna, Italia, Portogallo. Tutto è coinciso prematuramente, mentre occorreva il giusto tempo per sedimentare e man mano aderire al progetto di Unione. In questo modo abbiamo contribuito alla nascita di una potenza egemone qual è oggi la Germania.

Come si salva l’Italia?
Siamo strattonati da una troika che ci commissaria e se non attiviamo forme di collaborazione parziale con aree dell’Europa integrabili fra loro saremo sempre più isolati. Quindi se l’unione monetaria non va, aggiustiamola. Se il nord ed il sud hanno bisogno di forme di autonomia per crescere, creamole. Con gli Usa dobbiamo mettere a punto una forma di partnership più stretta che in questi ultimi anni si è indebolita a causa della politica di Obama che si è rivelato un presidente mediocre e pasticcione e che attualmente è in crisi di classe dirigente.

Anche l’Italia è in crisi di classe dirigente! C’è qualcuno che è stato ‘allevato’ all’ombra di Andreotti, Formica, Urbani, …?
No.

Perciò?
Siamo in un periodo di transizione e come diceva Gianni Agnelli: ‘buttato in piscina ha imparato a nuotare’.

Cosa è rimasto dell’Urbani pensiero?
Se il comunismo non esiste più è anche merito di Urbani, Formica,  e di tutti coloro che hanno contribuito al cambiamento.

Quali sono le tendenze che intravvede?
Luci e ombre in un mondo che sta cambiando.

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