Dal taglio del cuneo a Stellantis, il ministro chiede a Bruxelles di accelerare su industria e auto
Adolfo Urso rivendica i risultati del governo su occupazione, salari e potere d’acquisto, ma avverte l’Europa sui rischi per l’industria, a partire dall’automotive. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy parla di una fase internazionale complicata, con l’Italia che, secondo la sua lettura, resta più solida rispetto ad altri Paesi europei.
“La congiuntura internazionale purtroppo non è certo favorevole, come dimostra quanto accade negli altri Paesi Ue. In Italia l’occupazione è cresciuta per l’azione sistematica e strutturale del governo sin da quando è stato abolito il Reddito di cittadinanza e, nel contempo, valorizzato il lavoro con il taglio strutturale del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori. In questi anni abbiamo raggiunto il record di occupati, con un aumento strutturale dei contratti stabili che ha portato a 550.000 precari in meno, insieme a un aumento delle retribuzioni del 9,6% e a una riduzione della disoccupazione dall’8,1% al 5,2% in un triennio”.
Per il ministro, anche il potere d’acquisto delle famiglie “è salito del 3,9%”. Urso guarda alla parte finale della legislatura come a un altro tratto utile per consolidare questa linea. “Per noi vale sempre ‘prima il lavoro’. Appunto, un milione e 200.000 occupati in più, e abbiamo ancora 17 mesi di legislatura davanti, oltre 500 giorni per proseguire in questa direzione”.
Il dossier più delicato resta quello dei dazi Usa. Urso teme un impatto diretto sulla filiera dell’auto, anche perché molte imprese italiane producono per i grandi gruppi tedeschi, tra i più esposti alle nuove misure commerciali americane.
I nuovi dazi “ci preoccupano per le conseguenze sulla filiera dell’automotive, che produce anche per le case automobilistiche tedesche, che potrebbero subire il maggior impatto di quanto annunciato. Tanto più perché non sono stati ancora rimossi i ‘dazi interni’ che perdurano nell’Ue, poiché il processo di revisione e semplificazione è troppo lento e farraginoso”.
Il ministro chiede un cambio di passo immediato a Bruxelles. “l’Industrial Accelerator Act deve entrare in vigore subito, non possiamo aspettare il 2028. La revisione del regolamento CO2 deve essere radicale e affermare senza infingimenti la neutralità tecnologica, con ricorso anche ai biocombustibili; la revisione del sistema perverso degli ETS deve avere una corsia d’urgenza ed essere fatta in sintonia con la revisione del CBAM. Il 2026 deve essere l’anno delle riforme in Europa”.
Sull’export verso gli Stati Uniti, Urso registra dati positivi per il Made in Italy. “constatiamo che le nostre esportazioni negli Stati Uniti sono aumentate anche nel 2025, di oltre il 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, con segnali positivi anche quest’anno. Il consumatore americano non vuole rinunciare al Made in Italy”.
Per il settore auto, il governo ha messo sul tavolo 1,6 miliardi di euro e altri 10 miliardi sono legati al nuovo Piano Transizione 5.0, con lo strumento dell’iperammortamento e una programmazione triennale. A fine giugno, al tavolo automotive, sarà monitorata anche l’attuazione del Piano Italia di Stellantis, che prevede sette miliardi di acquisti nel 2025 dalla filiera automotive.
Urso vede segnali di ripresa anche per Stellantis, pur indicando ancora alcune criticità. “i nuovi modelli ibridi sembrano avere il gradimento del mercato. Negli ultimi cinque mesi sono cresciute le vendite e anche la produzione in Italia, registrando una netta inversione positiva rispetto alla crisi determinata dagli errori di Tavares che aveva abbracciato l’ideologia del solo elettrico. Problemi vi sono ancora, soprattutto a Cassino, che mi riprometto di affrontare a breve anche con il governatore Rocca e, ovviamente, con l’azienda”.
Il ministro apre anche agli investimenti esteri, compresi quelli cinesi, ma lega ogni intervento a produzione e occupazione in Italia. “Noi siamo aperti agli investimenti esteri, purché creino sviluppo, produzione e occupazione nel nostro Paese, soprattutto nelle nuove frontiere tecnologiche e quindi anche nel filone della mobilità elettrica”.
Sul controllo degli asset strategici, Urso richiama l’uso del Golden power. “il governo ha dimostrato in questi anni, sin dal primo esercizio dei poteri speciali di Golden power sull’Isab di Priolo, di saper utilizzare efficacemente lo strumento, con modalità prescrittive a tutela della sicurezza economica. Lo dimostrano anche i casi di Piaggio, Beko, Marelli, Iveco, Socar e Pirelli”.

