Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Vannacci alle suppletive di Reggio, i “franchi tiratori” a Roma: doppio tilt test per Meloni. Ma l’affluenza alle urne è un flop (per ora)

Vannacci alle suppletive di Reggio, i “franchi tiratori” a Roma: doppio tilt test per Meloni. Ma l’affluenza alle urne è un flop (per ora)

Un risultato di rilievo per il candidato di Futuro Nazionale potrebbe essere una grana per il governo, già alle prese con la partita della legge elettorale, che domani ritorna alla Camera

Vannacci alle suppletive di Reggio, i “franchi tiratori” a Roma: doppio tilt test per Meloni. Ma l’affluenza alle urne è un flop (per ora)

Suppletive a Reggio, legge elettorale alla Camera: doppio tilt test per Giorgia Meloni

A Reggio Calabria si misura la “febbre” Vannacci. Le suppletive per riempire il posto lasciato vuoto alla Camera, per incompatibilità, da Francesco Cannizzaro sono, di fatto, il primo banco di prova di Futuro Nazionale. Per ora, però, i dati sull’affluenza non sembrano indicare molto, se non un segnale in direzione dell’astensionismo. Alle 12 di oggi ha infatti votato appena il 3,43% degli aventi diritto nel collegio 05 di Reggio Calabria. Nei comuni più piccoli, come San Luca e Platì, il dato si è fermato addirittura allo 0,54%. Alle 19, l’affluenza si è attestata invece attorno al 10,26%.

Una percentuale così bassa complica le possibili letture in chiave nazionale del voto. Si tratta, infatti, della prima prova elettorale per il partito di Roberto Vannacci, il cui candidato, Domenico Giannetta, sfida il forzista Fabio Roscioli, sostenuto da tutto il centrodestra unito. Un risultato di rilievo per il vannacciano potrebbe essere un segnale di conferma dei numeri del Generale nei sondaggi, oltre che un’accelleratore della sua ascesa in vista del 2027 e una grana per il governo di Giorgia Meloni. Ma, con la partecipazione così ridotta, parlare di trionfi è un azzardo, così come lo sarebbe parlare di sconfitte.

Intanto, a Montecitorio, riparte domani la partita più grossa: la terza lettura della riforma della legge elettorale, con il ritorno delle preferenze. A luglio, in prima lettura, un emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze era caduto per un solo voto a scrutinio segreto, nonostante il sostegno dichiarato di Lega e Forza Italia: un buco mai del tutto chiarito. Si riaffaccia quindi il rischio dei franchi tiratori, un test ancora più delicato per Meloni che, intanto, ha avvertito i suoi: “O la legge passa, oppure si va a casa”.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA