Il sondaggio SWG Radar 15-21 giugno 2026 misura il primo impatto di Futuro Nazionale. Roberto Vannacci divide il centrodestra, respinge gran parte delle opposizioni e non ha ancora un perimetro politico stabile.
Schiettezza, rottura degli schemi e accuse di estremismo: perché Vannacci divide
Nel Radar SWG 15-21 giugno 2026, la formazione Futuro Nazionale entra nella mappa politica con un consenso ancora da misurare nel tempo e con reazioni molto diverse tra elettori di maggioranza e opposizione. La rilevazione è stata svolta dal 17 al 22 giugno 2026 con metodo CATI-CAMI-CAWI su un campione nazionale di 1.200 maggiorenni. I valori sono espressi in percentuale.
Tra gli elettori non orientati a votare Futuro Nazionale, il 35% considera la crescita del partito di Vannacci “un pericolo per l’Italia”. Un altro 24% la liquida come “un fuoco di paglia” destinato a diventare irrilevante. La lettura cambia all’interno della maggioranza: tra gli elettori di centrodestra il 33% vede nella crescita di Vannacci un’opportunità per rafforzare lo schieramento, mentre tra gli elettori di opposizione questa quota scende al 5%. Il dato racconta un partito che parla soprattutto a una porzione della destra, ma che fuori da quel perimetro produce soprattutto allarme o scetticismo.

La fiducia conferma questa distanza. Tra chi conosce Roberto Vannacci, solo il 19% degli italiani dichiara di fidarsi di lui. Nel centrodestra la quota sale al 35%, segno che l’ex generale intercetta un pezzo reale dell’elettorato di maggioranza. I motivi dell’appeal sono molto chiari: il 45% di chi gli dà fiducia apprezza il coraggio di “dire le cose come stanno”, il 25% ritiene che capisca i problemi della gente comune e il 22% lo considera diverso dai politici tradizionali. La forza attribuita a Vannacci sta quindi nel linguaggio diretto, nella rottura dei codici istituzionali e nella promessa di parlare a chi si sente escluso.

La sfiducia resta però il dato< dominante. Tra chi lo conosce, l’81% degli italiani non si fida di Vannacci. La quota resta alta anche nel centrodestra, dove arriva al 65%. Le ragioni negative indicano un problema politico preciso: il 37% lo definisce omofobo o razzista, il 30% non condivide le sue posizioni, il 27% lo considera un estremista di destra. Nel campo della maggioranza pesa soprattutto la distanza dalle idee, indicata dal 30%, mentre tra gli elettori di opposizione prevalgono le accuse di intolleranza e radicalità.

La percezione di Futuro Nazionale resta instabile. Il 50% degli intervistati lo considera un fenomeno eccentrico e poco serio, un altro 50% lo giudica preoccupante e il 48% lo vede come transitorio. Anche nel centrodestra il carattere passeggero è molto presente: tra gli elettori di maggioranza il 54% è d’accordo con l’idea che Futuro Nazionale sia un fenomeno transitorio. Allo stesso tempo, il 51% dello stesso bacino riconosce che il partito rompe gli schemi di una politica sclerotizzata.

Il sondaggio SWG restituisce un duplice quadro, Vannacci attira una minoranza visibile del centrodestra perché usa un linguaggio percepito come diretto e anti-sistema. La stessa figura, però, genera una sfiducia molto più ampia, anche dentro l’area che dovrebbe essergli più vicina. Futuro Nazionale esiste già come fattore di disturbo nei rapporti tra partiti, ma non mostra ancora un consenso abbastanza solido da trasformare il rumore politico in radicamento elettorale.

