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Politica

di Antonino D'Anna

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Anche il Papa ha scelto i suoi saggi. A darne notizia un secco comunicato che sottolinea come Francesco, “riprendendo un suggerimento emerso nel corso delle Congregazioni Generali precedenti il Conclave, ha costituito un gruppo di cardinali per consigliarlo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana”.

I “SAGGI” PAPALI- Otto cardinali e un vescovo (monsignor Angelo Semeraro, vescovo di Albano all'interno della cui diocesi ricade Castel Gandolfo, la residenza estiva dei Papi che attualmente è occupata da Benedetto XVI, il quale a fine mese dovrebbe finalmente trasferirsi in Vaticano) per due scopi: da un lato la Pastor Bonus, costituzione apostolica datata 1988 con cui Karol Wojtyla mise mano ad una messa a punto della Curia dopo la riforma di Paolo VI del 1967; ma poi c'è il consiglio “nel governo della Chiesa universale”. Affermazione non da poco, visto che il Papa di solito se ha bisogno di consiglio può rivolgersi al Concistoro, riunendo i porporati, o consultando anche il Sinodo dei Vescovi. Invece no: è stato costituito una sorta di “Consiglio della Corona” che indica chiari orientamenti di questo Pontefice. Vediamo chi ne fa parte.

UNA COMMISSIONE A 360°- Bisogna ammettere che questa commissione sembra essere stata costituita col Manuale Cencelli in versione vaticana. Ecco il bertoniano Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato Città del Vaticano; a seguire il membro dell'Opus Dei e noto conservatore Francisco Javier Errazuriz Ossa, arcivescovo emerito di Santiago del Cile. Con lui abbiamo la voce del continente latinoamericano (insieme al coordinatore Maradiaga, di cui parleremo più avanti).

INDIA E AFRICA- Per le chiese asiatiche Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai (un tempo Bombay). Gracias è in prima linea da sempre nella lotta per la libertà religiosa e contro le discriminazioni e persecuzioni ai cristiani del subcontinente. Segue un progressista europeo, giovane e roccioso: Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, attuale presidente della Commissione Episcopale della Comunità Europea. Dall'Africa arriva Laurent Mosengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa. Pasinya fa parte della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, conosce l'ambiente romano, ma al tempo stesso è un ottimo oratore e conoscitore del Continente Nero, spesso chiamato dai media romani a riferire o commentare sulla Chiesa cattolica africana. Parla un ottimo italiano, più altre 13 fra lingue e dialetti tribali. Piccolo particolare: è stato allievo del Cardinale Carlo Maria Martini.

AMERICA, C'E' O'MALLEY. OCEANIA A PELL- A dare voce alla Chiesa nordamericana abbiamo il francescano Sean Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston e dato per papabilissimo all'inizio del recente Conclave. Uomo di fiducia di Joseph Ratzinger nel corso dello scandalo pedofilia, è stato inviato come Visitatore Apostolico presso la Diocesi di Dublino a ispezionare e riferire nel 2010. Ha esperienza missionaria ed è una voce molto ascoltata. Interessante notare che è stato scelto lui e non, ad esempio, il confratello Timothy Dolan da New York, personaggio anch'egli molto sulla breccia e dato come papabile al Conclave. Per l'Oceania George Pell, Arcivescovo di Sydney.

IL COORDINATORE: MARADIAGA- A coordinare tutta l'orchestra abbiamo Oscar Andres Rodriguez Maradiaga. Salesiano come il Segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, conservatore, simpatizzante Opus Dei sebbene non ne faccia parte. Fa parte della Congregazione per il Clero, il Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, la Pontificia commissione per l'America Latina, presiede la Caritas Internationalis.

UN CONCILIO FORMATO RIDOTTO?- A ben guardare la composizione della commissione, a parte la presenza dei due latinoamericani più o meno vicini all'Opus Dei (che potrebbero svolgere un'azione moderatrice nei confronti di eventuali fughe in avanti), sembra un Concilio in miniatura. “Tutto il mondo è rappresentato”, per dirla con Giovanni XXIII, ed è presente anche la compagine vaticana con Bertello. Il quale, a sua volta, è indicato come un possibile successore di Bertone (ma questo deluderebbe le attese di cambiamento volute dai cardinali non curiali, che hanno contestato l'attuale Segretario di Stato durante il Conclave): potrebbe insomma essere un buon banco di rodaggio verso un'eventuale successione. Il fatto è che per il momento questo segna ancora la presenza e l'influsso di Bertone sulla macchina vaticana. Ed è da scommettere che la riforma della Curia passerà anche da qui. La Santa Sede ha comunicato che la prima riunione si svolgerà dall'1 al 3 ottobre prossimi a Roma, precisando che Francesco si tiene in contatto con ognuno dei suoi componenti. Un altro segno della nascita di un “consiglio della Corona” che cambia la forma di esercizio del ministero petrino. Non è collegialità, ma è già un passo avanti.

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