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Riforme, referendum: sì convinto dei verdiniani di Ala a Renzi

D’Anna (Ala): “Non entreremo nelle liste del Pd”

I verdiniani del gruppo Ala assicurano la loro lealtà a Matteo Renzi. “Faremo campagna elettorale per il sì nella maniera più assoluta”, afferma ad Affaritaliani.it il senatore Vincenzo D’Anna, intervistato sul referendum istituzionale di ottobre

I verdiniani del gruppo Ala assicurano la loro lealtà a Matteo Renzi. “Faremo campagna elettorale per il sì nella maniera più assoluta”, afferma ad Affaritaliani.it il senatore Vincenzo D’Anna, intervistato sul referendum istituzionale di ottobre. Nessuno scambio con la legge elettorale. “Non si tratta di un do ut des. La riforma costituzionale l’abbiamo votata convintamente. Questa battaglia elettorale viene poi caricata di un ulteriore significato politico perché il presidente Renzi ha voluto legare la sua stessa permanenza in politica al buon esito del referendum”, afferma D’Anna.

Che aggiunge: “Stiamo sostenendo Renzi perché siamo convinti che o si riforma lo Stato e si fa una politica riformista, incidendo su tutti i bubboni dello statalismo e dello spreco del pubblico denaro, o non usciamo dalla crisi. Le alternative, d’altronde, sono Grillo da un lato, ovvero l’anti-politica e l’ignoranza elevata a sistema di azione politica, e Salvini dall’altra, il quale è molto più un rozzo lepenista che non un liberale di stampo classico. Ed è quindi ovvio che Renzi oggi come oggi rappresenti l’unica opzione nella quale ci possiamo ritrovare, visto che è tramontata l’ipotesi di rivoluzione liberale di Berlusconi, essendo ormai l’ex Cavaliere ai margini della leadership politica”.

Quindi non chiederete modifiche all’Italicum in cambio del sì al referendum? “Non corriamo né appresso alle poltrone né agli strapuntini. Ci hanno già caricato di troppe contumelie e fatto oggetto di troppe critiche ingenerose. Quando abbiamo lasciato Berlusconi siamo rimasti all’opposizione e siamo andati via sia per divergenze sulla linea politica e sia per la conduzione ormai crepuscolare del partito. Siamo andati via senza sapere quale sarebbe stato il nostro futuro e ora non vediamo perché dovremmo spenderci in cambio di qualcosa. Poi se vinciamo il referendum e se l’azione del governo diventa ancora di più di stampo riformista, allora se ne potrà parlare. Ma noi stiamo bene dove stiamo”, spiega D’Anna.

Alle prossime elezioni Ala si presenterà nelle liste del Pd? “No, pensarlo è un errore madornale. Noi con il Pd non abbiamo niente a che fare, siamo liberali e moderati. Non abiuriamo la nostra pregressa esperienza perché era stata assunta nel convincimento che fosse necessario ammodernare lo stato e che Berlusconi potesse tener fede alle promesse fatte. Non ci trasformiamo in un’altra cosa e nemmeno saremmo a nostro agio nel Pd, che resta un partito socialdemocratico e socialista. Lungi da noi l’idea di poterci candidare nel Pd o di confluire nel Pd. E’ sempre stato escluso, non lo abbiamo mai pensato nemmeno per un momento. Se lo facessimo tradiremmo noi stessi e il nostro modo di vedere le cose”, conclude il senatore di Ala.