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Beppe Grillo triste

Sul 'no' a Bersani il Movimento 5 stelle continua a restare compatto, ma l'apertura su un altro nome c'e'. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, alcuni deputati - viene spiegato - confidano in Giorgio Napolitano: se riuscira' a fare un nome davvero super partes, da M5S c'e' la disponibilita' a discutere. Anche se l'ideale per i grillini resta quello di indicare loro una rosa di nome. Alcuni sono gia' usciti, come quello di Gino Strada e Stefano Rodota', ma per questo vengono considerati "bruciati" e quindi sugli altri nomi rimane il massimo riserbo. Cosi' come assoluto riserbo c'e' sulla possibilita' dell'arrivo di Beppe Grillo a Roma, anche se dall'entourage e' arrivata la smentita ufficiale. Alcuni boatos davano il comico genovese a Roma gia' questa sera in riunione con i suoi fedelissimi; e da alcuni del Movimento non viene escluso un incontro domani mattina con i parlamentari rimasti a Roma. Il Movimento continua ad essere in fibrillazione perche' se si archiviera' l'ipotesi di un governo guidato da Bersani (su cui davvero c'e' stata l'unanimita'), si aprira' un nuovo scenario che i grillini dovranno saper gestire. Gia' nella riunione di qualche giorno fa, la discussione si era accesa sulla possibilita' di un governo di un presidente super partes ed un deputato sostiene che su questo, su un nome che pero' fosse convincente perche' non 'contaminato' dai partiti, la maggioranza del gruppo sarebbe favorevole a discuterne e casomai a rivedere la propria posizione. L'unica conditio sine qua non e' che il Presidente non sia 'contaminato' dal Pd o dal Pdl. Quindi, Napolitano dovra' essere "bravo", dicono, e non sbagliare questa mossa. Insomma, viene spiegato, si aspetta di vedere le prossime mosse del Capo dello Stato. Di certo, viene detto, se Napolitano insistera' con il nome di Bersani, i grillini ripeteranno il loro 'no' alla fiducia. Intanto, oggi altra riunione 5 stelle a Montecitorio. Versione ufficiale a favore di numerosi cronisti a Montecitorio: tutto bene, caso Lombardi 'disinnescato', fiducia rinnovata alla capogruppo fino al prossimo 'scivolone'. Ma, secondo quanto si apprende, la riunione deve aver registrato momenti di nervosismo se c'e' chi racconta che le urla si sentivano dal di fuori della porta.

Si apre una crepa nel Movimento 5 Stelle. La senatrice Alessandra Bencini darebbe la fiducia a un eventuale governo Bersani: "Se dovessi votare in Aula una mozione di fiducia? Non lo so, non ho deciso. Dovrei - spiega la Bencini - riparlarne con i colleghi. Lo so che in caso di voto difforme alla decisione del gruppo rischierei l'espulsione. Ma prima di finire dentro la gogna mediatica, se davvero dovessi votare diversamente, rimetterei il mandato. Del resto non voglio fare la parlamentare a lungo, ho un lavoro che mi piace"

GOVERNO: NAPOLITANO 'CONGELA' TENTATIVO BERSANI E APPROFONDISCE - Un confronto lungo piu' di un'ora, serrato e articolato, che tutti pero' definiscono positivo. Quando Pierluigi Bersani esce dallo studio alla Vetrata del Quirinale ha in tasca una carta che ha tenacemente voluto. Un 'supplemento' di tempo. Non un via libera per andare alle Camere, come ha perorato, ma nemmeno la rinuncia al mandato. Sara' pero' Giorgio Napolitano in persona a condurre l'ulteriore verifica nel tentativo di trovare una maggioranza di governo. Una sorta di tentativo di dar vita a un governo del presidente a guida Bersani, insomma, mentre qualcuno parla di governo d'emergenza. Con il Capo dello Stato garante di un accordo che riguardi il governo ma anche il clima tra i partiti alla vigilia dell'elezione del suo successore. Questo supplemento di indagine implica dunque un 'congelamento' del mandato di Bersani e un nuovo, anche se rapidissimo, giro di consultazioni con le quattro principali forze politiche: Pdl, Scelta civica, M5s e Pd. Il Capo dello Stato ha oggi ricevuto Bersani ed ha ascoltato le sue conclusioni: una maggioranza certa non c'e', ma ci sono spiragli, a fronte pero' di condizioni, quelle poste dal Pdl, ritenute dal leader Pd inaccettabili. Le condizioni sono quelle di una garanzia sul futuro inquilino del Colle, che negli auspici di Berlusconi dovrebbe essere espresso dal centrodestra. Napolitano ha ricordato che un governo non puo' approdare in Parlamento se non ha la garanzia di numeri certi e si e' proposto per un ulteriore ricerca di un'intesa. Ha presente l'urgenza di dare un governo al Paese. E sa anche che senza il Pd non e' possibile dar vita a nessun esecutivo. Una riflessione che gli e' stata fatta anche da Bersani, che ha anche sottolineato come dallo stesso Pdl sia giunto un no a un nuovo governo tecnico. Il mio tentativo, ha detto senza mezzi termini il leader Pd, non ha grandi chances, ma ogni altro ne ha di meno. Con o senza questa sottolineatura da parte di Bersani, la situazione era gia' ben presente a Napolitano ed e' stata proprio questa, spiegano al Colle, la ragione di questo "inedito passaggio".

Un passaggio in cui dunque il Capo dello Stato dovra' analizzare le esigenze che i partiti gli presenteranno. Alcuni ipotizzano anche la richiesta di una sua riconferma, ma su questo fronte dovrebbe giungere di nuovo il suo 'no'. La strada assai stretta sarebbe quella di farsi garante di un'intesa che riguardi anche la sua successione. Ma al Colle e' ben presente la difficolta' di garantire sul voto di 1007 parlamentari. Certo il Presidente mettera' sul tavolo tutta la sua influenza, tutto il credito guadagnato in questi sette anni come presidente super partes. Ma sa che la via e' molto impervia e potrebbe portarlo a dover valutare ipotesi successive a quella Bersani. Al momento, ma questo sara' oggetto anche delle consultazioni di domani, Pd e Pdl sembrano convergere solo su un'ipotesi: un governo del presidente, non tecnico, che porti al voto, magari dopo aver fatto la riforma elettorale. Dal Pdl si avanza il nome di Annamaria Cancellieri, dal Pd si attende ma si preferirebbe un nome piu' spendibile per provvedimenti economici come quello di Saccomanni.

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