La Russa concede ai gruppi altri 6-7 giorni per indicare i componenti della Vigilanza Rai. Se i nomi non arriveranno, mercoledì procederà alle nomine. Le opposizioni contestano la scelta e chiedono garanzie sul funzionamento della commissione e sul Media Freedom Act
Il presidente del Senato dà tempo fino a martedì, Boccia chiede lo stop all’ostruzionismo in commissione
Ignazio La Russa ha concesso ai gruppi ancora 6-7 giorni, fino a martedì, per indicare i componenti mancanti della commissione bicamerale di Vigilanza Rai. Se i nominativi non arriveranno, il presidente del Senato ha annunciato che mercoledì procederà alle nomine. “Sulla Vigilanza Rai, oggi ho comunicato che sono scaduti i termini. Tuttavia ho dato altri 6-7 giorni fino a martedì. Mercoledì provvederò, come è mio dovere, a nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami. Se per caso si dimettessero anche quelli e se nel frattempo gli altri gruppi mi daranno i nomi, la commissione può funzionare fino a nuova fase. Può funzionare lo stesso”.
La Russa ha aggiunto che la commissione potrebbe tornare a funzionare anche se restasse in carica soltanto una parte dei componenti, a condizione che venga raggiunto il numero legale. “Adesso non sono rimasti in carica perché si sono dimessi tutti. Invece se poi rimane in carica una parte, si va avanti ovviamente se c’è il numero legale”.
Le opposizioni contestano l’ipotesi annunciata dal presidente del Senato. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, al termine della conferenza dei capigruppo ha ricondotto le dimissioni alla gestione della commissione da parte della maggioranza: “Quello che ci preoccupa di più è il tentativo di forzatura sulle nomine legate alla commissione di Vigilanza Rai perché è vero che sono scaduti i termini, ma è bene che restino scaduti perché, come abbiamo detto nella conferenza dei capigruppo, quelle dimissioni in blocco dell’opposizione sono arrivate perché la maggioranza per due anni ha preso in ostaggio la commissione non consentendole di operare”. Boccia ha anticipato anche la posizione delle opposizioni davanti a eventuali nomi indicati da La Russa. “non li accetteremmo”, ha detto, chiedendo “di avere una risposta chiara dal ministro dei Rapporti al Parlamento e una dichiarazione di tutti i gruppi di maggioranza che si impegnino a non far più ostruzionismo, come hanno fatto per due anni”.
Il capogruppo Pd ha collegato la richiesta anche al Media Freedom Act e ha chiamato in causa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “il ministro Giorgetti la smetta di tenere in ostaggio il Media Freedom Act forse per paura di non continuare a lottizzare a Rai, come ha fatto in compagnia di Palazzo Chigi in questi tre anni. Questo è il quadro, vorrei che fosse chiaro che su questo noi, come opposizioni, siamo unitissimi e non abbiamo intenzione di abbassare la testa di fronte ai diktat della maggioranza”.


