“Non c’è da fare alcun ricorso alla Corte Costituzionale. Il Pd è nelle condizioni di votare una presa d’atto. Non ci sono né ragioni di incostituzionalità della legge Severino, che sarebbero state risolte in sede di approvazione in Aula, né altre verifiche da fare. La legge è chiarissima anche sulla retroattività”. Il senatore democratico Nicola Latorre, intervistato da Affaritaliani.it, chiude la porta a ogni possibile dialogo con il Popolo della Libertà sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.
“L’accordo sull’eliminazione dell’Imu e la decadenza di Berlusconi sono due cose completamente distinte. Non c’è alcun cambiamento di idea. La Giunta rispetterà la normali procedure ma è inutile perdere tempo. Sicuramente la pensa come me il segretario del mio partito, la stragrande maggioranza degli elettori e sono convinto anche tutti i parlamentari. Insomma, la nostra posizione non è cambiata: siamo per la decadenza”.
E se il Pdl facesse davvero cadere il governo Letta? “Si assumerebbe una grandissima responsabilità. Soprattutto perché farebbe cadere l’esecutivo perché il Parlamento non accetta di violare la legge. Un paradosso e mi auguro che la loro sia solo ammuina”. E in caso di crisi? “Io sono un seguace del più grande filosodfo di tutti i tempi, l’allenatore della Sampdoria Boskov: rigore è quando arbitrio fischia. Ci sarà la crisi? Vedremo. E comunque dipende dal presidente della Repubblica“.
MA VIOLANTE E TONINI LASCIANO UNO SPIRAGLIO APERTO…
“Se ci sono i presopposti si può ricorrere alla Corte Costituzionale. E spetta alla Giunta deciderlo, non tiriamola per la giacca. Silvio Berlusconi, come ogni altro altro parlamentare, ha il diritto di difendersi. E la Giunta ha il dovere di ascoltare bene la difesa del leader del Pdl. Poi prenderà la sua decisione. Così come l’aula del Senato”. Lo afferma ad Affaritaliani.it Luciano Violante, contattato sul tema della decadenza del Cavaliere da senatore dopo la condanna definitiva da parte della Cassazione.
Ma nel Pd si aprono altre brecce. E non è così certo il voto sulla decadenza. Giorgio Tonini, senatore democratico, spiega ad Affaritaliani.it: “Su questo tema sono molto perplesso. E’ certamente legittimo da parte di Berlusconi chiedere il ricorso alla Corte Costituzionale, ma credo che il Pd sia contrario per una ragione di buon senso. Se una legge viene ritenuta dal Parlamento inadeguata, lo stesso Parlamento la cambia e non ricorre alla Corte. Comunque è legittimo che venga posto il problema ed è giusto che la Giunta esamini il tutto con scrupolo”.
@AlbertoMaggi74
