“Prima di chiudere ed eliminare programmi si dovrebbero avere i palinsesti nuovi. Partire dall’eliminazione di voci, che oltretutto garantisco un minimo di pluralismo, mi sembra assolutamente sbagliato”. Il consigliere di amministrazione della Rai Arturo Diaconale, intervistato da Affaritaliani.it, critica aspramente la decisione di chiudere il programma Virus su RaiDue condotto da Nicola Porro.
Chi ha preso questa decisione? “Non ne ho la più pallida idea. Chi l’ha presa l’ha presa, però è una decisione che non condivido”. Epurazione di Porro perché troppo vicino al Centrodestra? “Mah, devo dire che Porro è sempre stato equidistante e poi è un liberale moderato, mi pare che non sia un militante politico. Mi auguro che non sia così, poi se fosse così sarebbe ancora più grave”. Il Centrodestra è insorto… “E ha fatto bene. E’ necessario che il pluralismo in Rai venga mantenuto. Se ci sono voci non omologate devono essere conservate. Viceversa, vogliono sostituirle con altre voci? Ci dicano quali sono queste altre, o comunque qual è il progetto alternativo. Che forse non cè proprio”.
La Rai è troppo renziana? “La Rai, che non dipende più dal Parlamento ma dal governo, tende fatalmente a essere un organismo che si omologa”, afferma Diaconale. Insomma, tele-Pd… “Al momento non è ancora tele-Pd, poi il Pd è un agglomerato e una galassia. Penso che non faccia comodo neppure al Pd stesso avere una Rai esclusivamente governativa”. Quindi è tele-Palazzo Chigi? “Tele-Palazzo Chigi? Ma siamo poi così sicuri che ci sia questo rapporto così stretto e interconnesso tra Palazzo Chigi e Viale Mazzini? A me sembra che tutte le nomine che sono state fatte siano nomine che non seguono una logica politica ma seguono una logica più amicale”. Ad esempio? “Credo che siano stati commessi degli errori. La faccenda di Francesco Merlo è stato un errore clamoroso. La scelta del direttore editoriale che viene da Repubblica…”. Un favore a De Benedetti? “Intanto De Benedetti si risparmia degli stipendi”, attacca Diaconale.
Che cosa servirebbe alla Rai? “Sono a favore di un rinnovamento serio della Rai, che passa attraverso la definizione di quello che deve fare. Deve fare servizio pubblico che è fondato sul pluralismo dell’informazione. Ci debbono essere regole certe perché questo pluralismo dell’informazione venga rispettato e mantenuto. Questo non significa lottizzazione ma, semplicemente, avere la consapevolezza che se la Rai deve essere lo specchio del Paese non può essere solo lo specchio di alcune parti o di una parte sola. O addirittura di qualche lobby o di un gruppo ristretto o perfino di qualche salotto”.

