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Politica
Il voto di scambio è legge con 191 sì al Senato

L'Aula del Senato ha approvato in quarta lettura il ddl contro il voto di scambio politico mafioso che ora diventa legge. E' passato con 191 sì, 32 no e 18 astenuti. Secondo la nuova legge, in vigore da subito e quindi anche per le elezioni europee del prossimo 25 maggio, non servirà più necessariamente lo scambio di denaro per configurare il voto di scambio politico-mafioso.

Con questo voto, il reato la pena detentiva prevista per il reato di voto di scambio punito dall'articolo 416 ter del Codice penale, passa da un minimo 4 anni a un massimo 10 anni (nel testo uscito precedentemente dal Senato la pena prevista era minimo 7, massimo 12). Il Procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, si era detto soddisfatto quando lo stesso testo era passato alla Camera: "Abbiamo una norma perfetta e veramente utile a contrastare lo scambio tra politica e mafia".

Tensione in aula a palazzo Madama durante le dichiarazioni di voto sul ddl. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha richiamato e poi espulso i senatori M5S Alberto Airola e Vincenzo Santangelo perché urlavano a più non posso dai banchi contro i relatori degli altri gruppi che stavano intervenendo a difesa del provvedimento. Dai banchi M5S sono arrivate anche altre proteste e urla che hanno indotto Grasso a ricordare perentoriamente che "in quest'aula l'ordine lo tengo io", "se io dico di tacere, lei deve tacere" e che "in quest'aula devono poter parlare anche gli altri, così come ieri avete parlato voi".

La seduta era stata precedentemente sospesa, durante le dichiarazioni di voto sulla riforma del 416 ter, a causa di altre proteste grilline in aula che riguardavano soprattutto le pene previste dal ddl, secondo il M5S troppo basse. Nell'emiciclo aveva appena preso la parola Gioacomo Caliendo, in Aula i senatori M5S avevano esposto cartelli con i volti di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, per contestare, spiega un M5S, il fatto che "si sono incontrati". I grillini hanno continuato a esporre decine di cartelli con un fotomontaggio che ritrae un volto composto da Berlusconi e Renzi, bollati come "padrini" della mafia. Immediata la risposta dei senatori Dem che hanno gridato da banchi: "Buffoni! Buffoni!". Durante l'ultima dichiarazione di voto, il senatore Pd Mirabelli ha esortato i colleghi: "Non si fa campagna elettorale sulla mafia".

Tra le novità della legge: l'eliminazione del termine "qualsiasi" riferito alle "altre utilità" che sono sanzionabili; la cancellazione della punibilità della "disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione" mafiosa; la riduzione delle pene dalla forchetta di un minimo di 7 a un massimo di 12 anni di reclusione a quella di un minimo di quattro a un massimo di dieci anni.

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