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Ruralità come presidio del territorio e buona gestione delle risorse. Ruralità per ecuperare la consapevolezza della centralità di un patrimonio, spesso intangibile, che identifica un genius loci vivo ed attraente. Ruralità quale leva storica e tradizionale, per innovare produzioni, tutela e pratiche di valorizzazione dei comuni ambiti territoriali.

E' con tali direttrici di fondo che Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia e sil suo presidente, Cesare Veronico, danno il via alla prima edizione del Fesival della Ruralità. Un appuntamento annuale destinato a consolidarsi nelle agende dei visitatori, della politica, delle istituzioni, della pubblica amministrazione e della cultura.

“Il Festival della ruralità rappresenta una scelta politica forte", ha detto il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, "è la dimostrazione pratica dell’idea che il Parco nazionale dell’Alta Murgia è una occasione di crescita economica ed è anche un’opportunità straordinaria per esibire una idea moderna ed evoluta del Parco stesso. C’è un’intuizione che è destinata a diventare una scuola, un percorso e molto più di una sperimentazione”.

Un Festival itinerante che si svolgerà dall’8 al 12 maggio in alcuni comuni dell’Alta Murgia (Andria, Cassano, Gravina, Corato, Altamura), organizzato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, in collaborazione con Legambiente: il cui presidente, Francesco Tarantini, insieme al vice-presidente della Regone e Assessore alla Qualità del Territorio, Angela Barbanente, ha partecipato all'incontro-presentazione con la stampa.

Per  Vendola “il Festival è un’occasione straordinaria per far vivere il Parco non come una campana di vetro che blocca e mummifica il paesaggio naturale, ma per farlo vivere invece come un sistema che mette in relazione la bellezza di questa natura e di questo paesaggio unico al mondo, i prodotti enogastronomici che vengono tramandati da tradizioni secolari e le occasioni culturali”.

A questo proposito Vendola ha aggiunto poi che “il Parco non deve essere vissuto come un sarcogafo che contiene la natura mummificata e musealizzata, intangibile” e ha ricordato che “i nemici del parco sostenevano strumentalmente che l’idea del Parco fosse un freno per le attività civili ed economiche, che fosse una barriera a sviluppare le potenzialità economiche di un territorio straordinario come quello dell’Alta Murgia e invece noi scopriamo che nella pancia del Parco c’è la campagna. Paradossalmente una idea del Parco tutta conservativa è una idea che può non cogliere nella ruralità, che è economia vivente, anche un elemento di peculiarità del Parco medesimo”. 

Vendola ha poi invitato i 13 comuni del Parco dell’Alta Murgia a predisporsi a diventare “i protagonisti e non i convocati” affinchè, al di là del Festival, possano contribuire a far vivere quotidianamente il Parco come rottura della dimensione di incomunicabilità tra contesto urbano e contesto rurale.

“Le città – ha concluso Vendola – quanto più si riappropriano della propria storia, tanto più possono trovare, in tempi di crisi economica, occasioni alternative di crescita e di sviluppo. Il Parco ha un potenziale economico, civile e culturale ancora tutto da esplorare, ecco perchè io penso che il Festival della ruralità che stiamo presentando oggi sia una straordinaria buona pratica”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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