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L’identikit del giovane imprenditore agricolo moderno parla chiaro: laureato, pragmatico, pessimista circa il futuro italiano a breve periodo, interessato al marketing e a nuove forme di investimento, chiede meno burocrazia e contesta istituzioni ed enti di ricerca, colpevoli di essere poco attenti alle reali esigenze del territorio.

E’ il risultato del sondaggio di Coldiretti Giovani Imprese condotto in Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Calabria e Sicilia e diffuso nel corso dell’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa su “L’agroalimentare al centro dell’Italia all’in SUD!” che ha riunito a bari oltre 1000 giovani imprenditori agricoli, opportunamente ‘provocati’ da Mingo, volto noto del Tg satirico ‘Striscia la Notizia’.

Sono troppe le “molestie” che un giovane che vuole fare impresa si trova costretto a subire. “Aspettare oltre due anni – ha denunciato il Delegato Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Vittorio Sangiorgio, dal palco del Teatro Petruzzelli a Bari - per poter trasformare il proprio sogno in attività imprenditoriale agricola, per colpa di una burocrazia che spesso compromette il destino di un’impresa giovane e sottrarre ricchezza all’Italia.

Non va dimenticato - ha proseguito Sangiorgio - il mancato accesso al credito in un paese dove per definizione

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danno i soldi a chi già li ha oppure a chi sa già di poterli restituire. Ma, altrettanto per definizione, i giovani all’inizio della loro carriera soldi non ne hanno e l’unico modo per dimostrare se sono capaci di restituirli è concedere loro credito.

Nella formazione – ha incalzato Sangiorgio - abbiamo continuato a finanziare corsi e corsetti lontani dalle vere esigenze delle imprese, che intanto continuano a cercare invano competenze. E mentre mancano nel nostro Paese vere scuole di “imprenditorialità” e la trasmissione dei saperi è legata a vie del tutto informali e spontanee, si continuano a pagare iniziative fittizie, assecondate da bandi pubblici ad hoc. Uno sperpero di risorse pubbliche inaccettabile di fronte ai gravi problemi del Paese”.

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L’agricoltura del Sud ha bisogno di innovazione, tecnologia, di persone istruite, che abbiano dimestichezza con  le nuove tecniche di produzione che sappiano usare gli strumenti e conoscano le strategie di marketing ma soprattutto di trasparenza e legalità in tutti gli ambiti. E’ quanto emerso nel corso della prima Assemblea di Giovani Impresa del Mezzogiorno d’Italia a Napoli.

“E’ convinzione della Coldiretti – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio  - che le imprese agricole ed agroalimentari condotte dai giovani imprenditori potranno essere considerate di respiro europeo se, insieme ai tanti prodotti di qualità, potranno esportare il loro ‘territorio’ e, quindi, la storia, il passato, ma anche il presente, e la capacità di fare sistema tra le diverse parti sociali, economiche e politiche. Le nostre produzioni tipiche saranno tanto apprezzate quanto più sapranno infondere fiducia al consumatore in merito alla loro bontà, al rispetto delle leggi, alla trasparenza nei rapporti  finanziari e di lavoro, all’efficienza delle strutture imprenditoriali, ma anche al rendimento di quelle burocratiche ed istituzionali e alla loro capacità forte di interloquire con le altre Regioni e con la Comunità europea. Ed il Mezzogiorno e la Puglia hanno un patrimonio non indifferente da salvaguardare e promuovere”.

(gelormin@affaritaliani.it)

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