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A seguito dell'arrivo a Bari, in occasione di An Apulian Journey, della delegazione di 19 opinion leader e giornalisti russi ai quali la Puglia apre le porte per mostrare il meglio della propria offerta nei comparti della moda, dell’agroalimentare e del turismo, abbiamo chiesto alcune valutazioni per Affaritaliani.it - Puglia a Rocky Malatesta, esperto di marketing turistico e di internazionalizzazione di imprese, responsabile del C.E.S.V.I.R. (Centro Economia e Sviluppo Italo Russo). Malatesta è anche consigliere del Sindaco Emiliano per lo sviluppo turistico e culturale dell’Area Metropolitana di Bari con particolare riguardo ai rapporti con la Russia.

An Apulian Journey, realizzato dalla Regione Puglia e da Confindustria Bari e Bat, guiderà gli ospiti della Federazione Russa alla scoperta delle eccellenze pugliesi. Alla loro visita seguirà quella di 25 buyer, distributori e importatori russi, che arriveranno nel ‘tacco d’Italia’ a fine novembre. Obiettivo di An Apulian Journey, infatti, è consolidare i rapporti commerciali con la Russia verso la quale nel 2012 la Puglia ha incrementato le proprie esportazioni dell’11%, per un valore di 94,7 milioni di euro.

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La Puglia ha il vento in poppa. Tutti gli indici le sorridono, i suoi trend continuano ad essere in controtendenza nel quadro stagnante di una crisi che comunque fa sentire i suoi effetti anche all’interno dei suoi stessi confini. Per il ministro Massimo Bray, può essere un modello verso cui fissare anche parametri d’intervento più generali. Si moltiplicano le attenzioni come quelle dei russi che la stanno visitando con An Apulian Journey: potrebbe essere questa un’opportunità per l’atteso salto di Bari verso lo status concreto di città turistica?

La crisi economica e finanziaria, che dà scarsi segnali di risoluzione, ha reso il settore del “business travel” meno dinamico di un tempo. Questo è fonte di preoccupazione nel comparto alberghiero della città di Bari che aveva puntato molto su tale segmento, tralasciando le opportunità che offre il “turismo leisure” del fine settimana. Sede di istituzioni regionali e centro di affari in senso lato, Bari ha seguito una rotta diversa da Lecce, Ostuni, Vieste e Otranto che, invece, hanno da sempre lavorato per lo sviluppo del settore turistico, per esaltare e promuovere le proprie tipicità. A gran voce, oggi, si cerca di richiamare le istituzioni locali all’azione necessaria a un cambio di marcia, che porti rapidamente al riposizionamento della città in chiave turistica.

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Ha una sua ipotesi al riguardo?

Nella sua qualità e funzione di capoluogo e sede dei più importanti scali portuali ed aeroportuali della Puglia, Bari rappresenta l’hub principale degli approdi turistici regionali. Nonostante la sua caratura metropolitana e gli elementi che ne esaltano la storia e la vocazione levantino-mediterranea, la città non riesce ancora ad essere turisticamente rilevante. Urge un lavoro congiunto tra gli attori istituzionali e privati del settore, per un’analisi e un intervento  sulle sue potenzialità, che vanno esaltate e promosse attraverso moderni ed adeguati mezzi di comunicazione e marketing. Aeroporto, porto e la stazione restano le porte di ingresso ai luoghi di vacanza, da lì bisogna partire per generare l’imprinting con il territorio.

Posizione geografica, riferimenti storici, spirituali e devozionali hanno favorito l’individuazione di Bari come meta multi motivante per le attenzioni del mondo e dei mercati russi. Quasi lapalissiano il richiamo alla venerazione di San Nicola ed alla capacità d’attrazione che essa esercita quotidianamente sull’estesa galassia ortodossa.

Culto nicolaiano, impronta normanno sveva, capitale bizantina e luogo di imbarco e di transito dei pellegrini diretti in Terra Santa, fanno di Bari uno scrigno, in gran parte ancora inespresso, di un patrimonio storico, artistico, culturale e spirituale da rendere funzionale a un “Sistema turistico integrato”, che coinvolga l’intera filiera degli operatori locali (alberghi, strutture ricettive, ristoranti, agenzie di viaggio e tour operator, guide ed accompagnatori turistici), le istituzioni territoriali (Comune di Bari, Provincia, Camera di Commercio, Regione Puglia e Agenzia Regionale del Turismo –  Pugliapromozione) e  gli attori preposti alle relazioni economiche e di sviluppo del territorio (Fiera del Levante, Teatri pubblici e privati, Aeroporti di Puglia, Autorità Portuale, Ferrovie dello Stato, Servizi pubblici e privati di trasporto locale, Associazioni di categoria del commercio e del turismo).

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Ha mai visto tante teste guardare verso un’unica direzione e pensare in concerto tra loro?

Certo non è facile, ma sapere che è possibile deve essere motivo di stimolo a non demordere. I rappresentanti di questo sistema integrato dovrebbero costituirsi in una “Task Force” dedicata al tema Bari Città Turistica, per valorizzare gli attrattori esistenti, realizzare grandi eventi culturali e artistici, migliorare la qualità dei servizi di accoglienza, sviluppare le opportunità del comparto crocieristico e favorire la conoscenza delle lingue straniere. Magari mettere in rete i grandi eventi, gli itinerari enogastronomici, le iniziative religiose di rilievo e su queste costruire pacchetti turistici specifici. Un lavoro ed un percorso articolati, che con una condivisione ed un partenariato attivo ed efficace possono generare nel giro di qualche anno un sistema rivoluzionario e virtuoso per l’economia turistica della futura Area metropolitana di Bari.

C’è poi la questione relativa alla sicurezza. Casi di violenza e di aggressione che permangono ai danni dei turisti: in che misura, secondo lei, la sola percezione di pericolo diventa zavorra insostenibile per l’immagine della città agli occhi degli stranieri? 

Un danno di immagine talvolta irreversibile, a cui spesso si risponde con misure inappropriate. Scortare i turisti, benché a volte possa apparire opportuno, non mi pare la soluzione del problema, perché enfatizza ancora di più un senso di insicurezza diffusa: che ci pone sullo stesso piano di mete turistiche dove però i rischi sono ben maggiori rispetto al nostro borseggio. Penso alla nascita e all’utilizzo di organizzazioni di volontariato, che siano di supporto agli organi preposti e che si impegnino nelle location più sensibili ad offrire una presenza più discreta e meno invasiva tesa all’incolumità  dei turisti.

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Nel ruolo e funzione di responsabile del C.E.S.V.I.R. (Centro Economia e Sviluppo Italo Russo), come pensa possa ulteriormente sviluppato l’asse già esistente tra la città di Bari e i popoli della Russia?  

Il C:E.S.V.I.R. è frutto dell’esperienza che ho accumulato in quasi dieci anni di lavoro nell’ambito degli scambi bilaterali tra Bari, la Puglia e il mercato russo e dei Paesi dell’ex Unione Sovietica.

Sia con incarichi istituzionali sia con attività private ho potuto verificare in prima persona l’appeal che il capoluogo pugliese gode nei confronti dei paesi dell’Est ed in particolare modo in quelli di confessione Cristiano Ortodossa.

Certamente la presenza delle spoglie di San Nicola nella Basilica di Bari, come già ricordato, ha in sé il merito di rappresentare una meta di culto per gli ortodossi di grande rilevanza. Questo processo di conoscenza di Bari come meta turistico/religiosa ha avuto il suo climax durante la cerimonia di consegna della Chiesa Russa di San Nicola alla Stato Russo, avvenuta nel marzo del 2009 alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di Dmitry Medvedev Presidente della Federazione Russa. Decine di televisioni e testate giornalistiche russe erano presenti a Bari in quei giorni e l’eco della notizia è durata per settimane.

Da quel momento in particolare, diverse attività promozionali del Comune, della Camera di Commercio e della Regione hanno generato un buon livello di attrazione turistica, ma anche di rilievo economico in diversi settori di eccellenza locale.

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Ad oggi l’azione propulsiva degli ultimi due anni dell’Agenzia Regionale di promozione turistica PugliaPromozione, ha fatto sì che si sviluppasse un mercato turistico russo degno di rilievo e grazie anche al volo diretto stagionale estivo Bari-Mosca si sono raggiunti risultati positivi in termini di crescita delle presenze, con un incremento di oltre il 40% della stagione 2012 su 2011.

Ritengo che se il turismo russo fosse il banco di prova della “Task Force” Bari Città Turistica i risultati si acquisirebbero in pochissimo tempo. Non è un caso che a Bari negli ultimi mesi si siano registrate aperture nel centro cittadino di eleganti store grandi firme della moda italiana.

Indicatori economici nazionali pongono la città di Bari tra le prime del Sud Italia in termini di reddito disponibile al consumo e questi parametri sono cresciuti negli ultimi tempi, proprio per la presenza di turisti con grandi capacità di spesa, come avviene nella grandi città d’Arte italiane.

Non approfittare di questa condizione favorevole sarebbe davvero una grande occasione persa per il commercio e per l’economia diffusa della nostra terra.

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Se la sente di suggerire in concreto qualche misura di intervento?

Se fossi nei panni del Sindaco, unirei le deleghe del commercio con la cultura ed il turismo, facendo di essi il settore chiave di uno sviluppo internazionale. Il nuovo assessore dovrà, secondo me, istituire una Task Force “Bari Città Turistica” e, dopo qualche mese di riflessione comune e di condivisione di progettualità, partire con un programma definito. Una volta create le condizioni favorevoli e qualificate per l’accoglienza, l’assessore dovrà munirsi di apposita valigetta da “procacciatore di affari” e girare in Italia e all’estero per “vendere” il suo prodotto, vale a dire la città, a grandi produttori di eventi culturali, sportivi e cinematografici, a investitori capaci di collaborare nello sviluppo immobiliare turistico della città e nella riqualificazione di aree urbane strategiche, per il turismo attualmente agonizzanti, come il litorale sud di San Giorgio.

I temi di questa intervista sono trattati e approfonditi, nella sezione dedicata al dott. Malatesta, nel volume "Interviste alla città" (ISBN 978-88-98286-09-6) curato da Luigi Bramato e di prossima pubblicazione per la casa editrice Gelsorosso - Bari.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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