ANCE Brindisi: Urbanistica e Piano “Industriale – Committenza – Formativo” sono le condizioni fondamentali per attrarre investimenti e generare crescita sul territorio
Negli ultimi mesi il territorio della provincia di Brindisi è tornato al centro del dibattito pubblico per le prospettive legate a nuovi e significativi investimenti industriali e turistici. Tra indiscrezioni, annunci e aspettative, si è aperto un confronto sulle opportunità di rilancio economico dell’area. Tuttavia, affinché queste prospettive possano trasformarsi in interventi concreti, è necessario partire da un elemento essenziale: una pianificazione urbanistica adeguata.
Per ANCE Brindisi, infatti, il primo requisito per rendere il territorio realmente attrattivo nei confronti degli investitori è rappresentato dalla disponibilità di strumenti urbanistici aggiornati ed efficaci. Solo una programmazione chiara dell’assetto territoriale, accompagnata da regole certe e da una visione di lungo periodo, può offrire le condizioni necessarie per favorire nuovi investimenti e garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile.
La provincia di Brindisi può contare su un patrimonio infrastrutturale di grande valore, difficilmente riscontrabile in altri territori del Mezzogiorno. La presenza di un aeroporto, di un porto commerciale con un’ampia retroportualità, di vaste aree industriali in parte dismesse, di un porto turistico e di circa 80 chilometri di costa costituisce un importante fattore di competitività sia per gli investimenti industriali sia per quelli turistici. Perché queste potenzialità possano tradursi in progetti concreti, è però indispensabile assicurare un quadro autorizzativo chiaro e stabile, capace di offrire certezze agli investitori, oltre a promuovere un confronto strutturato tra chi investe e il sistema produttivo locale attraverso il coinvolgimento dei corpi intermedi.
Su questi temi interviene il Presidente di ANCE Brindisi, Angelo Contessa, che richiama l’attenzione di istituzioni, operatori economici e parti sociali su quelli che ritiene i tre presupposti fondamentali per qualsiasi investimento destinato a produrre effetti duraturi sul territorio: il Piano Industriale, il Piano di Committenza e il Piano Formativo.
“Non esiste investimento credibile senza queste tre condizioni. Il Piano Industriale definisce dove si vuole arrivare e con quali risorse; il Piano di Committenza stabilisce regole chiare tra chi affida i lavori e chi li esegue; il Piano Formativo garantisce che le persone del nostro territorio siano davvero in condizione di realizzare, gestire e mantenere quegli impianti nel tempo. Senza questi tre pilastri, qualsiasi annuncio di investimento resta un titolo di giornale, magari accompagnato dai soliti proclami sulle migliaia di posti di lavoro promessi“, dichiara il Presidente Contessa.
Soffermandosi sul Piano di Committenza, il Presidente evidenzia come questo debba disciplinare con precisione sia le caratteristiche tecniche e i requisiti contrattuali richiesti a fornitori e appaltatori, sia le modalità attraverso cui verranno affidati lavori e forniture, definendo procedure, criteri di selezione e sistemi di qualificazione delle imprese. “Sono questi gli elementi che, in concreto, determinano se un investimento sarà realizzato da imprese qualificate e radicate sul territorio, o se si tradurrà in affidamenti anonimi e privi di ricadute locali“, aggiunge il Presidente.
Secondo Contessa, Piano Industriale, Piano di Committenza e Piano Formativo non devono essere considerati semplici strumenti amministrativi destinati agli uffici tecnici o al procurement delle aziende, ma rappresentano condizioni di carattere politico e territoriale che devono essere poste al centro del confronto pubblico e inserite all’interno di ogni accordo istituzionale relativo ai nuovi investimenti.
“Se vogliamo che gli investimenti si facciano davvero ed abbiano un impatto reale su Brindisi e sulla sua provincia — in termini di occupazione, di competenze, di crescita duratura — dobbiamo insistere perché queste condizioni siano parte integrante di ogni accordo, di ogni protocollo, di ogni intesa istituzionale. Un investimento che non porta con sé un piano formativo per le imprese e i lavoratori del territorio, sia nella fase di realizzazione che in quella di manutenzione e messa in esercizio, rischia di lasciare a Brindisi solo il consumo del suolo, e altrove le competenze e il valore“.
Il Presidente sottolinea inoltre come la formazione debba essere progettata distinguendo chiaramente le competenze richieste nelle diverse fasi dell’investimento. La preparazione del personale destinato ai cantieri risponde infatti a esigenze differenti rispetto a quella necessaria per la successiva gestione e manutenzione degli impianti, motivo per cui entrambe devono essere pianificate sin dall’avvio del progetto.
“La formazione necessaria durante la fase costruttiva, legata alla realizzazione dell’opera e ai rischi specifici del cantiere, è diversa da quella richiesta per la successiva messa in esercizio e manutenzione dell’impianto. Sono competenze differenti, con obiettivi differenti, e vanno programmate come tali fin dall’inizio, non lasciate all’improvvisazione a lavori conclusi“.
Nel suo intervento, Contessa richiama infine il ruolo strategico dei corpi intermedi, evidenziando come le associazioni di categoria possano svolgere una funzione di raccordo tra i grandi investitori e il tessuto economico locale, favorendo il coinvolgimento delle imprese del territorio e contribuendo alla definizione dei percorsi formativi più adeguati.
“Le associazioni datoriali come ANCE non sono un interlocutore accessorio, ma un corpo intermedio che ha la responsabilità e la competenza per tradurre queste condizioni in impegni concreti. Possiamo mettere a disposizione la conoscenza del tessuto produttivo locale, delle imprese qualificate presenti sul territorio e delle esigenze formative reali. È attraverso corpi intermedi come il nostro che si costruisce il ponte tra i grandi investitori e le comunità che devono beneficiarne davvero“.
In conclusione, il Presidente di ANCE Brindisi rivolge un appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali affinché ogni confronto sui futuri investimenti nel territorio brindisino sia costruito a partire da queste condizioni, con l’obiettivo di generare sviluppo stabile, occupazione qualificata e valore aggiunto per il territorio.
“Chiediamo che ogni discussione su nuovi investimenti nel territorio di Brindisi parta da queste basi. Non per rallentare i processi, ma per partire con il piede giusto e garantire che generino ricchezza, competenze e occupazione qui, e non altrove. ANCE Brindisi è pronta a fare la propria parte, come corpo intermedio responsabile, per costruire questo percorso insieme alle istituzioni, alle imprese e ai lavoratori“.

