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PugliaItalia
Antonio Decaro s'insedia In autobus a Palazzo di Città

di Antonio V. Gelormini

Antonio Decaro, vistosamente emozionato, l'ha baciata la fascia tricolore di Sindaco di Bari.- alla fine dei ringraziamenti e del saluto alla Città - durante la cerimonia d'insediamento e passaggio di consegne con Michele Emiliano in una gremitissima e 'caldissima' Sala Consigliare.

A Palazzo di Città il neo sindaco c'è arrivato dopo aver lasciato la macchina al Park&Ride di Pane e Pomodoro e aver preso il relativo autobus. Ad attenderlo l'affetto e l'abbraccio dei suoi collaboratori, di tanti dei suoi elettori, di cittadini, di rappresentati istituzionali ed anche molti volti tesi: la tela della nuova giunta non è ancora del tutto tessuta e i malumori fanno fatica ad essere celati.

"Io non sarò il Primo Cittadino", ha tenuto a precisare Decaro, "io sarò il secondo. Il Primo Cittadino sarete voi: tutti primi cittadini. Io sarò il secondo. Sarete voi il Sindaco di Bari. Voi a tener pulita la città. Voi a curarla e non intasarla in tutti i sensi. Voi a farle rivivere antichi splendori e a darle nuove speranze".

"So che sarà l'esperienza più bella e importante della mia vita - afferma Decaro - ma so anche che saranno tante le difficoltà che dovremo affrontare e le decisioni che dovremo prendere. Questo per noi sarà il tempo del dialogo e del lavoro. Io resteró fermo nell'impegno che ho preso con tutti i cittadini a cui ho chiesto di candidarsi insieme a me diversi mesi fa e da lunedì sarà ancora più vera la frase 'il mio sindaco siamo noi'".

"Chiudevo sempre i comizi dicendo "grazie a tutti, andiamo a vincere". Ora dico, grazie a tutti e andiamo a lavorare".

Decaro Emiliano ex
 

Il discorso di insediamento del sindaco del Comune di Bari:

"Non è la prima volta che indosso questa fascia. Ricordo ancora la prima volta che l’ho indossata in rappresentanza del Comune di Bari alla commemorazione delle vittime della strage di Bologna.

Oggi però la stessa fascia ha un altro peso. Non solo per il significato istituzionale che riveste, ma perché è il simbolo di un impegno, di una promessa, di una missione. Una missione impegnativa e bellissima nei confronti di Bari e dei baresi. Una missione che comincia adesso. Ho detto tante volte in questi mesi che mi sono candidato perché volevo restituire la stima e l'affetto che negli ultimi anni questa città mi ha dato. È adesso sono pronto, sono pronto insieme a tutti voi a lavorare per i prossimi cinque anni per rendere la nostra Bari la città che merita di essere.

In questi casi si dice sempre: «raccolgo un’eredità pesante». E mai come oggi questa frase è vera. Non solo per il «peso» di Michele, ma per tutto quello che ha fatto in questi dieci anni e di cui io, da amico, da politico ma soprattutto da cittadino, lo ringrazio. E lo ringrazio anche perché non potrò mai dimenticare che fu lui, dieci anni fa, senza «raccomandazioni», a scegliere tra tanti il curriculum di un giovane ingegnere dell’ANAS per affidargli una delle deleghe più delicate e importanti della giunta. Lo ringrazio ancora una volta per avermi «rovinato» definitivamente la vita, e per avermela resa meravigliosa. Per avermi fatto scoprire quant’è bello mettersi al servizio di una comunità. Della TUA comunità. E dico a Michele che ora più che mai sono pronto a dimostrargli che quella fiducia di dieci anni fa era ben riposta.

Decaro Sala
 

Perché abbiamo le idee, le competenze e la passione giuste per migliorare questa città. Non sarà facile, lo so. Ma ce la faremo. Ce la faremo se saremo tutti insieme. Voglio ripetere oggi un’altra volta quell’appello che è stato il fil rouge di tutta la mia campagna elettorale. Non la solita frase: «sono il sindaco di tutti». Vorrei rovesciarla e dire a tutti i cittadini: «siate tutti voi il mio sindaco». Siate voi, in ogni cosa che fate, i PRIMI cittadini. Io voglio essere il secondo. Perché dovete essere voi i primi a tenere pulita la città. Dovete essere i primi a rispettare le leggi. Dovete essere i primi a lavorare per rendere migliore Bari. Dovete essere i primi a custodire la vostra città come se fosse casa vostra o la vostra famiglia. Il sindaco è il secondo, viene dopo. Il sindaco vi darà una mano quando non ci riuscirete. Il sindaco lavorerà ventiquattro ore al giorno per darvi sempre un motivo in più per amare questa città. Ma i primi dovete essere voi.

Come ho detto in campagna elettorale, il sindaco siamo noi.

Decaro fmly
 

È per questo che oggi ho voluto raggiungere il centro città con il park and ride e con la stessa navetta tornerò a casa. Con la fascia tricolore addosso, insieme ai cittadini. Perché sindaco e cittadini devono essere la stessa persona. Quindi oggi faccio gli auguri a Bari, a me stesso, ma soprattutto a tutti i baresi.

Come sapete non amo i discorsi, quindi non mi voglio perdere in troppe parole. Voglio cominciare subito a lavorare, dunque, come promesso, avrete la giunta nei primi dieci giorni. Perché dobbiamo lavorare immediatamente per rendere reali tutte le grandi idee di cui abbiamo parlato in campagna elettorale. La prima e l’ultima promessa che posso fare è che saranno cinque anni di lavoro durissimo. E spero anche, cinque anni splendidi. Chiudevo sempre i comizi dicendo “grazie a tutti e andiamo a vincere”. Ora dico, grazie a tutti e andiamo a lavorare".

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

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decarosindacopalazzo di cittàbariinsediamentoemiliano
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