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Rossi Stefano

A gennaio scorso, la sua auto, parcheggiata nei pressi della sede amministrativa della Asl di Brindisi, venne danneggiata da un incendio le cui cause non risultano ancora chiarite.

Adesso, il direttore amministrativo della Asl di Brindisi, Stefano Rossi, 50 anni, di Lecce, è stato sorpreso e aggredito con pugni e schiaffi,  mentre rincasava a Lecce, da tre sconosciuti con il volto coperto da passamontagna. L’aggressione si è consumata sotto casa della vittima in via Gramsci.

“Quanto avvenuto ai danni dei direttore amministrativo dell’Asl di Brindisi, il dottor Stefano Rossi, necessita, oltre che dei consueti moti di sdegno rispetto a un vile e squallido episodio, anche di una adeguata chiave di decrittazione delle finalità che gli autori del gesto abietto hanno inteso perseguire”, si legge in una nota del consigliere regionale Euprepio Curto (Udc).

Curto

“Non vi è dubbio che si è avverato ciò che avevamo paventato qualche tempo fa”, aggiunge il consigliere, “Quando, infatti, il clima viene inasprito anche da soggetti che, per il ruolo e la funzione rivestite dovrebbero al contrario rappresentare l’elemento calmieratore, è del tutto naturale che si vada ben oltre il limite della critica e del confronto”.

“Pertanto, oltre ad esprimere sentimenti di umana solidarietà al dottor Rossi e, più complessivamente, alla Direzione generale dell’Asl di Brindisi, rivolgo una rispettosa sollecitazione agli organismi deputati, affinché sia fatta piena luce sull’episodio nel minor tempo possibile.
Rivolgo la stessa sollecitazione anche a chi può contribuire all’accertamento dei fatti, facendo cadere quel muro di omertà che molto spesso ha impedito gli organi inquirenti di individuare e condannare i responsabili di simili azioni criminose”

congedo

Mentre il vice presidente vicario del gruppo Pdl alla Regione Puglia, Erio Congedo, richiama la politica a una presa di responsabilità nella sanità in Puglia.

“Esprimo la mia più viva solidarietà a Stefano Rossi - dice - vittima di un episodio davvero sconcertante. Credo sia giunto il momento che la politica, nel caso specifico la Regione che governa le Asl sul territorio, si interroghi sulle zone d’ombra della sanità pugliese e sgombri il campo da ambiguità che assumono risvolti a questo punto inquietanti".

"Sono troppi ormai i fatti di cronaca che vedono nel mirino operatori sanitari e amministrativi nella nostra regione. Da un lato, è necessario che gli stessi operatori continuino coraggiosamente a contrastare le contiguità con persone e situazioni poco chiare, ma dall’altro, è fondamentale che a loro sia garantita la sicurezza necessaria per lavorare in tranquillità. E’ quanto mai necessario reagire - conclude Erio Congedo - contro chi interferisce con la regolare attività della sanità in Puglia”.

zullo gnazio

Per il capogruppo in Consiglio regionale del Pdl, Ignazio Zullo: “Ciò significa anche scandagliare un sottobosco. La memoria ritorna all’orribile serata di qualche anno fa, durante la quale un galantuomo assoluto come Rocco Palese fu minacciato pubblicamente di morte dinanzi al palazzo regionale, reo di avere apertamente sostenuto principi elementari di buona amministrazione per un sistema che dovrebbe curare gli ammalati e non alimentare parassiti".

"Ricordiamo anche uno strano suicidio di un onesto lavoratore al quale erano state attribuite scottanti incombenze amministrative".

"Non sappiamo se da allora si sia fatto abbastanza per mettere in sicurezza il sistema e i suoi operatori. Temiamo di no. Oggi non possiamo che sperare che quest’ennesimo campanello d’allarme non abbia suonato invano”.

ROMANO PD

Commenta così l’agguato di Lecce Pino Romano, capogruppo PD alla Regione: ''E' davvero incredibile continuare ad assistere a queste violente aggressioni, i cui autori speriamo non rimarranno impuniti".

"Non è certamente questa la maniera giusta per affrontare i problemi, e atti di questo genere non sono giustificabili neppure dal peggiore dei torti subito. Non è la prima volta - aggiunge - che rappresentanti della Asl di Brindisi vengono minacciati, intimoriti e aggrediti fisicamente".

"È ora di dire basta, individuando le ragioni di questi incresciosi episodi e sostituendo il dialogo alla violenza che allontana la possibilità di risolvere concretamente i problemi. Siamo che i carabinieri che stanno indagando, metteranno presto la parola fine a questo attacchi ingiustificabili”.

 

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