'Augmented City' Bari, l'intervista alla CEO Katherina Ufnarovskaia - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 18:26

'Augmented City' Bari, l'intervista alla CEO Katherina Ufnarovskaia

L'intervista a Katherina Ufnarovskaia, CEO della start-up barese 'Augmented City'.

di Antonio V. Gelormini

Dopo il successo dell’Augmented City “Made in Bari’ al ‘GeoPose Summit 2025’ a Boulder, in Colorado/USA - organizzato dal consorzio Metaverse Standards Forum - abbiamo chiesto a Katherina Ufnarovskaia, CEO della start-up pugliese, di entrare un po’ più nei dettagli, per spiegarci quale evoluzione sta registrando la sua felice intuizione di qualche anno fa.


 

Le esperienze italiane, infatti, sono diventate una best practice internazionale perché basate sullo standard GeoPose, un insieme di regole comuni per la geolocalizzazione on line, riconosciuto dall’Open Geospatial Consortium ed elaborate da un gruppo di imprese internazionali con Augmented City come unica presenza italiana.


 

L'INTERVISTA

Il successo in USA dell’intuizione maturata in Puglia da Augmented City proietta la start-up barese sul palcoscenico internazionale: propulsore di questo balzo qualificante il protocollo Geo Pose. Può spiegarci di cosa si tratta?

Lo standard OGC Geopose è un linguaggio comune che permette l’interoperabilità tra i sistemi della geolocalizzazione ed è quindi utilizzabile da diverse macchine. Il protocollo ha consentito di superare definitivamente alcune importanti problematiche non risolte da altri sistemi di geolocalizzazione. Augmented City è tra le aziende che a livello mondiale hanno contribuito alla creazione di questo standard dal 2019. Noi abbiamo poi avuto l’intuizione di portare nelle scuole progetti che utilizzano app basate su questo standard e adesso parliamo di questa best practice del mondo italiano dell’istruzione in tanti summit internazionali: l’ultimo è stato in Colorado. 

Il programma ‘AR Labs for Schools’, promosso da Augmented City, continua a coinvolgere studenti delle scuole non solo pugliesi o italiane. Quali i punti forza di questa penetrazione incisiva e accattivante, e quali gli aspetti da potenziare per renderlo ancora più efficiente?

Gli studenti usano la tecnologia tutti i giorni, per loro è naturale avere un cellulare e utilizzarlo anche per conoscere il mondo; la scuola, però, tende a vietarli per impedirne un uso errato. Gli istituti scolastici che sono interessarti a inserire i nostri laboratori nei loro percorsi didattici non hanno bisogno di investimenti in infrastrutture o dispositivi e questo è  già un vantaggio. Un altro punto di forza, fondamentale per la didattica, è la capacità dei ragazzi di approfondire tematiche di solito poco attraenti o complesse da immaginare, farle proprie, approfondirle.

Tra gli aspetti che restano ancora da potenziare c’è sicuramente la necessità di mettere a disposizione un numero maggiore di strumenti per accedere ai contenuti in realtà aumentata. Questo potrebbe avvicinare molte più persone ai vantaggi offerti da questa tecnologia. Se, per esempio, tutti indossassimo degli smart glasses, potremmo vedere in modo del tutto naturale contenuti che oggi consultiamo esclusivamente tramite lo schermo di uno smartphone. Insomma, ciò che ancora manca è quella che, in gergo informatico, viene definita una killer app: una soluzione innovativa e dirompente che riesce a diventare di uso comune per tutti.


 

Intelligenza umana e realtà aumentata come si integrano nel percorso formativo e di coinvolgimento dei ragazzi, da un lato, e degli stessi docenti dall’altro? 

Le tecnologie ormai sono parte della didattica in Italia. Gli studenti sono naturalmente attratti da ciò che è nuovo e l’uso di tecnologie riesce a coinvolgere anche chi è meno coinvolto dalla didattica più classica. Questi strumenti alternativi e più interattivi consentono inoltre ai ragazzi di creare qualcosa sfruttando le competenze tecnologiche e di storytelling digitale che acquisiscono. Il coinvolgimento è così assicurato. I risultati delle verifiche e i lavori finali presentati al termine dei percorsi sono per gli insegnanti un’ulteriore dimostrazione della validità di questi percorsi e uno sprone a utilizzare queste modalità di apprendimento. Gli insegnanti finiscono col farsi coinvolgere quanto gli studenti e imparano a conoscere meglio interessi e competenze dei loro ragazzi.

Oltre l’applicazione della realtà aumentata nel turismo - con la valorizzazione del patrimonio culturale - quali altri settori si prestano a recepire le virtù operative degli interventi di Augmented City?

La realtà aumentata è stata applicata in primis per le esigenze del mondo industriale, dal settore dei veicoli autonomi alla manutenzione degli implianti industriali;  poi sono venute le applicazioni per i consumatori, quando i dispositivi mobili – smartphone e tablet - hanno cominciato a supportare queste tecnologie. Gli utilizzi nel mondo del turismo e delle scuole vengono tutti a seguire. In generale, ogni volta che c’è bisogno di aggiungere informazioni e contenuti ad oggetti del mondo reale e soddisfare le esigenze di pubblici molto diversi tra loro, la realtà aumentata riesce a dare il suo contributo. 

L’attenzione delle istituzioni - in particolare di quelle scolastiche e impegnate nella formazione professionale - risulta essere adeguata alle vostre aspettative? Oppure vuole cogliere l’occasione per un appello in tal senso?

Negli ultimi anni le tecnologie sono diventate una parte essenziale dell'istruzione. Il mercato delle tecnologie digitali a servizio dell’educazione e dell’istruzione è in crescita continua. Alle scuole manca forse la capacità di districarsi nell’ampia e varia offerta di servizi e soluzioni a loro disposizione. Quando si usano strumenti molto intuitivi, gli eventuali gap di competenze si colmano molto facilmente. Quello che, magari, può diventare un ostacolo è un po’ di diffidenza iniziale, specie da parte del personale meno propenso all’uso degli strumenti informatici. I risultati, però, convincono tutti e il racconto e la condivisione delle esperienze diventano un’eco molto importante per iniziative come la nostra.  

(gelormini@gmail.com)

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