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Emiliano preoccupato

Mentre a Roma le dimissioni del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, mettono in evidenza le divisioni e le contraddizioni presenti nel Governo "tecnico" e nei relativi apparati istituzionali, il Consiglio Comunale di Bari fa sentire la propria vicinanza ai due Marò in stato di fermo in India.

Approvando tempestivamente e all'unanimità la risoluzione presentata dal sindaco Michele Emiliano, che in qualche modo estende l'abbraccio della Città ai due militari italiani, per i quali - in queste ore -  l'impressione è quella di essere naufraghi alla deriva di un'evidente diplomazia in affanno.

 

maro latorre girone

Il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal sindaco Michele Emiliano dal seguente contenuto:

Risoluzione ex art. 65 Regolamento del Consiglio Comunale

- Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 242 del 23.12.2003 e aggiornato con le modifiche approvate con deliberazioni di Consiglio Comunale n. 109 del 5.11.2007, n. 70 del 28.10.2009, n. 66 del 2.8.2010, n. 3 del 20.1.2011, n. 33 del 5.5.2011, n. 18 dell’8.3.2012, n. 68 del 15.11.2012 e n. 1 del 17.1.2013

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Preso atto delle circostanza che i fucilieri di marina Salvatore Girone, nato a Bari e stabilmente inserito nella sua comunità, e Massimiliano Latorre, residente nella vicina Taranto e anch’egli parte integrante della comunità cittadina, entrambi pugliesi, hanno accettato, con eccezionale spirito di sacrificio, di ritornare in India per evitare l’aggravarsi di una crisi diplomatica tra l’Italia e l’Unione indiana;

Rilevato che i medesimi militari sono destinati ad essere giudicati da un tribunale speciale, in via di costituzione ad oltre un anno dagli eventi, in violazione del più elementare principio di diritto della pre-costituzione del giudice, indispensabile a garantirne la terzietà ed imparzialità;

Considerato che i due militari sono accusati di omicidio volontario, reato punito dal codice penale indiano con la pena di morte;

Rilevato che la pena di morte è bandita sia dalla Costituzione italiana che dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo;

Rilevato che l’accusa è stata formulata dalla polizia del Kerala, senza che durante le indagini siano stati garantiti i diritti minimi della difesa;

Tenuto conto che, a quanto consta, i due militari sono costretti a rimanere a Nuova Delhi in attesa del giudizio sulla base di un’accusa formulata dalla polizia del Kerala che la Corte Suprema indiana ha dichiarato non competente con la sentenza del 18 gennaio 2013;

 

ESPRIME

la sua profonda preoccupazione per la sorte di Girone e Latorre, che peraltro hanno svolto correttamente la propria funzione nella qualità di militari in servizio anti pirateria, in esecuzione della Convenzione internazionale contro la pirateria;

 

IMPEGNA

il Sindaco ad adottare ogni utile iniziativa per assicurare il pieno sostegno della cittadinanza ai due militari ed alle loro famiglie, in modo che sia garantita la massima mobilitazione del Governo e del Parlamento presso l’Unione indiana e tutte le sedi internazionali per la soluzione della crisi, al fine di ottenere il più celere rientro in patria di Girone e Latorre, liberi da ogni peso e da ogni costrizione.

(gelormini@affaritaliani.it)

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