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Bari, l’ufficio LGBTQI è realtà. Informazione sarà primo passo

 

1 (2)Bari – L’ufficio LGBTQI del Comune di Bari, a Palazzo di Città, è finalmente realtà dopo un intenso anno di lavoro. Il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha spiegato entusiasta: “Festeggiamo non solo l’apertura di quest’ufficio, ma la riuscita di un metodo di lavoro inclusivo fondato sulla partecipazione, che ci ha consentito di recuperare in pochi mesi 20 anni di ritardo. Dopo nove anni di governo questo ufficio rappresenta un’eredità importante per chi verrà dopo”. 
 
L’ufficio, secondo quanto stabilito dalla Giunta (delibera n.678 – 29/11/2012), nasce con l’obiettivo di “realizzare indagini conoscitive finalizzate a individuare le problematiche relative alle persone LGBTQI, alle loro condizioni di vita e alla percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità da parte della popolazione”; “costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la tutela dei diritti delle persone LGBTQI”; “diffondere e mettere a disposizione dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune”. Salienti tra gli obiettivi della struttura anche lo svolgimento di costante attività d’informazione e documentazione, senza dimenticare la promozione d’iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre).
 
 
977176 671177319574828 258678303 oL’iter – che non sarebbe mai stato possibile senza Agedo Puglia, Arcigay Bari, Arcilesbica Mediterranea Bari, Between onlus, Cime di Queer, DH-DIG Day Hospital – Disturbi Identità di genere, Kébari, Rete della conoscenza, Un desiderio in comune, Uomini in gioco Rete maschile plurale – proseguirà a piccoli passi ma spedito. Prima tappa da raggiungere la realizzazione di  un’indagine conoscitiva per rilevare il livello di omofobia a partire proprio dal Comune. Dopo l’inaugurazione dell’ufficio LGBTIQ presso il comune di Bari, una sessantina di ragazze e ragazzi hanno bloccato il passaggio pedonale di Corso Vittorio Emanuele. A seguire, è stata organizzata un’assemblea per discutere delle problematiche a Bari: “Servizi sociali alle coppie omosessuali – rende noto il collettivo Cime di Queer – con possibilità di accedere alle case popolari ed uno spazio per le associazioni LGBTQ (lesbico, gay, bisex, trans, Queer) sono stati gli argomenti principali. Inoltre, è emersa la necessità di richiedere al sindaco Emiliano maggiore concretezza”. E non solo: “Non vogliamo essere lo strumento mediatico – prosegue il collettivo Cime di Queer – per un mero tornaconto elettorale e rivendichiamo che il registro delle unioni civili, da poco approvato a Bari, sia reso effettivo con un provvedimento comunale che inglobi le coppie ivi iscritte nei bandi comunali, per l’assegnazione di case popolari e per i servizi sociali di competenza comunale”. Insomma, la strada è ancora tutta da percorrere (si spera con tempi sempre più brevi): le basi, finalmente, ci sono.
 
(s.damore85@gmail.com)