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È ormai evidente che Bari necessita di un radicale e profondo rinnovamento generazionale per cambiare il passo del governo cittadino.

Non è infatti un caso che tra i diversi candidati ve ne sono due – Decaro e Petruzzelli – che appartengono a una generazione che ha maturato competenze, qualità ed esperienza utili a cambiare la città dal didentro. Ci sono qualità oggettive – titoli di studio, lavoro duro, fatica e assenza di garanzie – che fanno delle nuove generazioni quelle meglio preparate ad affrontare il governo della crisi.

Non è semplicemente una rivendicazione, questa, ma una mera presa d’atto. Tanto è vero che fuori di Bari, laddove con coraggio e spregiudicatezza democratica le diverse generazioni si tendono la mano, si certifica un netto miglioramento delle condizioni di vita, un taglio opportuno rispetto al passato.

Allora cosa fare? Autopromuoversi prima che la città si estingua nel suo invecchiamento sociale ed economico, culturale e politico. L’autopromozione è un fenomeno al quale ormai assistiamo da tempo in Italia e che trova tanti nemici, troppi avversari dentro le istituzioni e dentro i mercati. I mercati, anche, dove vecchie generazioni impreparate ad affrontare la crisi e la globalizzazione impostano il proprio essere ancorandosi a vecchi prodotti o a rendite di posizione del tutto fuori luogo.

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C’è dunque la necessità di cambiare per continuare ad esistere. Per questo mi auguro che anche la politica cittadina faccia la propria sposando un’idea di rinverdimento, di fioritura giovanile, di primavera delle età, senza nulla togliere a quelle competenze più anziane che hanno fatto la democrazia. Ma chi la democrazia l’ha sfasciata, crogiolandosi ed autocompiacendosi nella rendita di posizione, non credo abbia ancora diritto di cittadinanza dentro il consesso politico ed economico.

Detto questo, mi pare necessario che i cittadini facciano delle scelte, che prediligano candidati – e candidate! – giovani, che premino la competenza e l’età insieme, la disposizione al dialogo e all’apprendimento, l’apertura generosa all’altro e all’altra.

Questo condensato di orientamenti può portare di sicuro a fare di Bari un nuovo laboratorio politico, una città del dibattito e della solidarietà tra i generi e le generazioni. Una piazza dove le garanzie possano essere ridistribuite a vantaggio dei più, non più di pochi. Questo mio intervento è quasi un appello, se vogliamo, più che un auspicio.

Un desiderio fondato sulla conoscenza delle generazioni e sul rispetto delle stesse. Una volontà che mi porterà a preferire i giovani e le giovani di qualità rispetto ad altri.

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