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Bari Città Metropolitana al voto. Pisicchio: ‘L’opportunità diffusa’

di Antonio V. Gelormini

Se n’è parlato poco. Vicende e polemiche sull’elezione “pro-tempore a gittata corta” dei presidenti di Provincia ha relegato l’appuntamento in una sorta di limbo mediatico, con poche eccezioni palesatesi solo negli ultimi giorni, a ridosso dalla scadenza elettorale per il varo della vera novità amministrativa sul palcoscenico politico italiano: la nascita delle Città Metropolitane.

Ne sono 10: Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, hanno già i loro presidenti, che la legge prevede nella figura del Sindaco del capoluogo relativo e i loro Consigli saranno eletti dai consiglieri comunali di tutta la provincia. Con un sistema che ha riesumato l’antico adagio di Enrico Cuccia: quando ricordava che i voti talvolta si “pesano” anziché essere semplicemente contati. Bene, il voto di ogni consigliere-elettore avrà un peso “ponderato”, in funzione delle comunità cittadine che rappresentano. Ne saranno 739, in nome di 41 Comuni ed eleggeranno 18 componenti del nuovo organo amministrativo territoriale.

E’ l’evoluzione di un percorso di rinnovamento amministrativo, che prova a ritrovarsi in n assetto più coerente, che vede la Città Metropolitana e i comuni che la animano come la proiezione della città capoluogo con le sue circoscrizioni. L’occasione per dar corso a processi “collegiali” di governante è a portata di mano. Dopo lo start-up elettorale, sarà la volta della formulazione dello Statuto e della sua approvazione. E se l’avvio è stato in sordina Alfonso Pisicchio, delegato del sindaco di bari, Antonio Decaro, a seguire e coordinare la nascita della Città Metropolitana, pone l’accento sulla vera sfida per tutti: “Recuperare i cittadini alla partecipazione di un organismo amministrativo dalle potenzialità enormi, che determinerà in maniera incisiva ed innovativa il futuro non solo del proprio ambito territoriale, ma dell’intera regione”.

All’indomani della cancellazione completa delle Province, le occasioni per interagire con la Città Metropolitana si moltiplicheranno, anche in funzione delle convenzioni e delle relazioni che i singoli Comuni o i raggruppamenti di Comuni - siano Distretti, Consorzi o quant’altro - potranno avviare, ratificare o promuovere. In pratica, si passerà dalla staticità delle rivendicazioni territoriali al dinamismo delle logiche di sistema. Perché, comunque, nella cornice d’indirizzo fissata e proposta dal nuovo organo, i Comuni conserveranno l’autonomia d’intervento da armonizzare con le altre autonomie dello stesso ambito territoriale.

Sono in tanti a non essersene ancora resi conto, ma la Città Metropolitana farà dei campanili il proprio punto di forza: riuscire a farli suonare in coro farà in modo che i rintocchi possano essere meglio sentiti non solo dai rispettivi parrocchiani, ma meglio ascoltati anche oltre i vetri di quell’Europa - solo in apparenza distante - destinata a segnare con determinazione i destini di ciascuno e il futuro di tutti noi.

(gelormini@affaritaliani.it)

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