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Bari, riapre la Chiesa del Sacro Cuore Ex-Monastero di Santa Scolastica

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In un periodo di carenza di vocazioni, di crisi dei valori, di smarrimenti etici e morali piuttosto diffusi, nonché di calo vistoso di fedeli praticanti, l’apertura di una nuova chiesa, o meglio la riapertura di un’antica chiesa come quella del Sacro Cuore di Gesù delle Suore di Santa Scolastica, a ridosso di C.so Cavour a Bari: fa notizia. Ed é decisamente una buona notizia!

La solenne celebrazione, presieduta dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Francesco Cacucci, è coincisa col giorno in cui la Chiesa festeggia il Sacratissimo Cuore di Gesù.

La chiesa, che nella ristrutturazione ha integrato il monastero benedettino  delle Suore di Santa Scolastica, a cui era annessa, è tra le più antiche di Bari. E vuole rappresentare la testimonianza della stratificazione storica del tempo, fissata nella continuità della pietra, che rinnova la sua funzione portante nel ciclo perenne dell’alternarsi e integrarsi dell’antico col moderno.

Le suore di Santa Scolastica erano e sono suore di clausura. A Bari, però, le vicende e i risvolti storici della città le hanno portate ad essere anche suore di frontiera “urbana”. Gli insediamenti “nomadi” di lungo respiro del loro convento hanno segnato la crescita della città, in una sorta di rincorsa geo-urbanistica, in cui il monastero è diventato un moderno cursore della pianta cittadina.

Dapprima sul molo della Città Vecchia, presidio della riviera levantina e in posizione estrema sull’orizzonte largo del Mare Adriatico. Le suore di trasferirono, poi, alle porte di una città che conosceva la sua prima espansione. Fuori dalle sue mura, in quella landa che le foto d’inizio secolo scorso ci raccontano animata solo dallo stesso monastero, dal palazzo adiacente e dal nascente Teatro Petruzzelli.

Per trasferirsi, di nuovo in periferia, quando Corso Cavour cominciò ad essere il cuore pulsante di una città sempre più vivace e intraprendente. Le suore si spostarono verso le aree più fresche e lontane di Poggiofranco. Dove oggi il monastero, ancora una volta, viene pian piano inglobato e abbracciato dalla propaggine moderna e contemporanea di un insediamento ad altissima densità abitativa, i cui indici demografici crescono a ritmi esponenziali.

Come tutte le chiese, anche questa del Sacro Cuore continuerà a vivere integrazioni e trasformazioni per molti anni ancora. Il colpo d’occhio odierno è appagante, e predispone alla serenità d’animo e alla contemplazione. Auspicabile la ripresa delle vetrate absidali, che fanno da sfondo all’altare centrale, in sintonia con quelle della facciata originale. Così come un’idea raccolta, tra le prime impressioni a caldo dei fedeli, piacevolmente sorpresi dagli spazi e dalle tonalità accoglienti della chiesa nuova, sarebbe quella di affidare la realizzazione delle stazioni della Via Crucis alla creatività femminile di un’artista della terracotta barese. In linea con quella tradizione delicata e raffinata, tipica delle “sorelle” di Santa Scolastica, il cui spirito continuerà a circondare con grazia e ammirazione la luce nuova del tempio.

(gelormini@affaritaliani.it)