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Aldo Moro e gli Agenti della scorta Bari ricorda 36 anni dopo

La Città di Bari ricorda Aldo Moro e gli uomini della scorta dello statista pugliese, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, nel giorno del 36° anniversario della scomparsa.

L'iniziativa dell’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Federazione dei Centri studi “Aldo Moro”, ha visto la cerimonia commemorativa presso il monumento in piazza Moro, alla quale hanno partecipato l’assessore Rocco De Franchi per il Comune di Bari, il presidente della Federazione dei Centri studi “Aldo Moro” Luigi Ferlicchia, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, il presidente della Provincia Francesco Schittulli, il rettore dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” Antonio Uricchio e le autorità civili e militari cittadine.

Moro verità
 

“La Città di Bari - ha detto l’assessore De Franchi nel suo intervento - ricorda oggi Aldo Moro, statista, docente universitario, cattolico fervente, e gli agenti della sua scorta, uccisi 36 anni fa. Vorrei soffermarmi sul Moro che a 29 anni fu eletto deputato all’Assemblea Costituente e che contribuì a scrivere le pagine della Costituzione di un Paese che stava risorgendo dopo una guerra dilaniante; in lui io ritrovo la forza della cultura, della ricerca, dell’approfondimento".

"Di Aldo Moro - ha continuato - sottolineo la  mitezza dei costumi, di comportamento, la serenità che soltanto i grandi studiosi hanno; noi ricordiamo spesso il presidente anziano, ma che anziano non era perché è stato ucciso a soli 61 anni; un presidente fiaccato da settimane di prigionia e dal dolore che provava perché sapeva che la sua scorta e le Forze dell’ordine che lo accompagnavano avevano pagato un prezzo troppo alto per difendere l’uomo e l’istituzione".

Moro comm2 2014
 

"Nell’Università di Bari che porta il suo nome - ha poi aggiunto l’assessore -  in una piccola stanza, Moro svolgeva le sue ricerche da giovane docente e per noi sarebbe bellissimo recuperare quel luogo per farne un presidio fisico e culturale dell’illustre figura di questa città. La passione politica deve essere declinata come faceva Aldo Moro, volta al miglioramento della condizione umana. Oggi lo Stato tutto abbraccia idealmente quest’uomo e gli agenti della sua scorta, e invita le giovani generazioni a documentarsi e prendere come esempio questa figura indelebile per la Puglia e l’Italia intera”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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