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Giuseppe Beccia vive a Troia (Fg), 29 anni, sposato con Chiara, che ha conosciuto lavorando per Amnesty International a Roma. Esperienza in Direzione Nazionale dell’Unione degli Studenti, che nel 2002 lo porta di fronte ai 3 milioni di partecipanti alla storica manifestazione sindacale con Sergio Cofferati. Tra una missione e l’altra tra gruppi internazionali di studenti, nel 2007 è eletto  Segretario Generale dell'Organising Bureau of European School Student Unions, la rete europea delle associazioni studentesche con sede a Bruxelles.

Laureato in Storia, all’Université Libre de Bruxelles, nel 2010 matura la decisione di tornare in Puglia, per provare a costruire un progetto di sviluppo culturale e turistico del territorio dei Monti Dauni, insieme a tanti nuovi compagni d’avventura.

Grazie a programmi come Bollenti Spiriti e Principi Attivi, fonda A.c.t! Monti Dauni, e nel 2010, insieme a tanti giovani che credono nella necessità di un rinnovamento della politica basato sulla democrazia partecipativa, fonda il movimento politico “Libertà è Partecipazione”, promuovendo - tra l’altro - progetti importanti come il Bilancio Partecipativo (oggi Troia è l’unico comune pugliese a praticarlo).

Affaritaliani.it lo ha intervistato, quale voce fuori dal coro dato che l’impegno nella lista di Sinistra, Ecologia e Libertà – visto il posizionamento in lista – non è certamente funzionale allo scranno parlamentare.

 

D: Giovane,  29 anni e in campagna elettorale per la Camera dei Deputati. Il futuro alla prova?

R: Mi sono sinceramente stancato di chi dice: "I giovani sono il futuro del paese". E' una cavolata: i giovani sono

Beccia Vendola

un pezzo fondamentale del presente, la nostra generazione esprime bisogni e istanze che sono parte viva dell'oggi, non del domani. La nostra rabbia e le nostre speranze sono qui ed ora, non si possono posticipare a domani. Dire che i giovani sono il futuro è un modo di non affrontare i problemi, è un modo di rimandare i problemi sine-die, è un modo di prenderci in giro. Io penso che le donne e gli uomini della mia generazione non possano aspettarsi che qualcun'altro si faccia carico delle loro istanze e dia loro risposte. Penso che sia giunto il momento di rimboccarci le maniche e conquistarci il futuro con le nostre mani, penso sia giunto il momento di contribuire a costruire le risposte che cerchiamo. Anche per questo io ho scelto, insieme a tante e a tanti giovani, di essere parte di questa avventura. Vent'anni di berlusconismo hanno trasmesso l'idea devastante che per "farcela" nella vita bisogna avere gli agganci giusti, stabilire le amicizie giuste e coltivare gli intrallazzi giusti. Io penso, invece, che noi dobbiamo trasmettere un'altra idea: per "farcela" bisogna rimboccarsi le maniche, bisogna studiare, bisogna lavorare sodo e bisogna non smettere mai di lottare. Non siamo soli, siamo in tanti, dobbiamo solo metterci in rete e metterci in cammino. Questa campagna elettorale è solo l'inizio.

D: La politica in Italia evidenzia crisi di partecipazione, soprattutto giovanile, che trova spesso risposta in facili populismi. Come è vista la cosa dalla parte in causa?

R: Se la politica è in crisi molto dipende da ciò che essa è diventata negli ultimi tempi, tanto a livello nazionale quanto a livello locale. La politica non può ridursi ad essere mero evento elettorale che si "consuma" una volta ogni cinque anni, non può ridursi a tifo acritico per questo o quel potente locale (con la speranza o la promessa di ottenere qualcosa in cambio), non può essere "affare" di pochi capi-famiglia che prendono e consegnano pacchetti di voti. Io credo che la politica se non è partecipazione autentica delle donne e degli uomini alla vita della comunità, se non è un processo democratico e popolare di cambiamento, se non è lo sforzo collettivo per rendere il proprio paese un posto migliore in cui vivere...se non è tutto questo, semplicemente non è. Non esiste politica autentica, senza partecipazione. Per questo come Sinistra Ecologia e Libertà abbiamo scelto di fare le primarie anche per scegliere i parlamentari ed è questo il motivo per il quale oggi io, un giovane di 29 anni, sono parte di questa avventura elettorale. Per questo nel mio paese, a Troia (FG), abbiamo lottato insieme a tante e tanti per dar vita al Bilancio Partecipativo ed oggi siamo l'unico comune pugliese a praticarlo. Penso che buone pratiche come questa vadano promosse e valorizzate a livello nazionale perché non restino semplici testimonianze che una politica diversa è possibile, ma diventino pratica comune e condivisa in tutto il paese.

Beccia Vendola3

D: Cultura e su Beni Culturali, insieme a tanti altri temi cruciali per il Paese, praticamente assenti dal dibattito elettorale. Perché?

R: Siamo convinti che la Cultura e i Beni Culturali siano non soltanto un grande patrimonio da proteggere, ma uno degli strumenti fondamentali per rilanciare l'economia nel nostro paese e produrre occupazione. Lo abbiamo fatto in Puglia in tutti questi anni producendo ricchezza diffusa attraverso il Cinema, il Teatro, l'Arte, la Musica e inventandoci modalità innovative e sostenibili di fruizione turistica che hanno reso la Puglia una delle mete più attrattive del Paese. Lo abbiamo fatto, nel nostro piccolo, nei Monti Dauni puntando su un turismo sostenibile e di qualità che valorizzasse i nostri borghi straordinari, la nostra enogastronomia di eccellenza e il nostro patrimonio naturalistico. Noi crediamo nella Cultura come strumento di crescita per il Paese perché l'Italia, ovunque nel mondo, è sinonimo di Cultura e di Bellezza. La Cultura e i Beni Culturali sono la nostra vera ricchezza. Lo sanno tutti, solo i governi degli ultimi vent'anni l'hanno dimenticato. Per questo dobbiamo invertire la rotta: dobbiamo e vogliamo investire nella Cultura e produrre, grazie ad essa, nuove opportunità per i giovani.

D: Una crisi economica senza precedenti. Come se esce?

R: La crisi economica che sta attraversando le nostre vite obbliga tutti noi, collettivamente e individualmente, a ripensare l'attuale modello di sviluppo e costituisce un'occasione straordinaria per pretendere (e costruire) dei cambi di rotta radicali. Io credo che un modello di sviluppo che ha fatto dello sfruttamento del sud del mondo uno dei suoi cardini non possa più essere tollerato. L'economia va ripensata e rilanciata sulla base di criteri di giustizia, sostenibilità ambientale, equità e solidarietà a livello globale. I consumatori hanno un ruolo fondamentale in questo cambio di rotta: possono imporre alle imprese comportamenti responsabili con il consumo critico: evitando i prodotti di imprese che violano i diritti umani e devastano l'ambiente e scegliendo, invece, imprese che adottano comportamenti responsabili. Molti, per fortuna, già lo fanno da tempo. Ma tutto questo non basta. Credo che sia venuto il tempo che la sinistra si faccia pienamente carico della necessità di proporre un nuovo modello di Economia Solidale che faccia del rispetto del lavoro, della negazione dello sfruttamento minorile, del giusto compenso e della responsabilità ambientale i suoi criteri fondanti, tanto in italia quanto nel resto del mondo. Per questo io sto con Sinistra Ecologia e Libertà, perché credo sia giunto il tempo che quel vasto movimento che da anni chiede questo cambio di rotta, vinca finalmente la battaglia.

Beccia Volpe

D: Coro unanime e implorante: ridare lavoro e non solo ai giovani. C’è speranza?

R: Il prossimo governo non potrà esimersi dall'affrontare con determinazione il tema della disoccupazione giovanile e della precarietà lavorativa ed esistenziale della nostra generazione. Il tema è urgente: è la prima volta dal dopoguerra che una generazione vive peggio di quella che lo ha preceduto ed è costretta a temere il futuro. Per affrontare con serietà questo dibattito è necessario, ma non sufficiente, ridurre le tipologie contrattuali e dare incentivi fiscali alle imprese che decidono di assumere con contratti stabili. Ma questo non basta. Bisogna investire in ricerca e innovazione, perché è solo su quel terreno che possiamo competere. Saremmo dei folli a pensare che si possa competere sullo schiavismo, riducendo il costo del lavoro. Bisogna puntare sulla qualità e la qualità si ottiene con la cultura, con la formazione e con la ricerca. Bisogna, poi, credere nei giovani e nelle loro potenzialità, bisogna dare loro "credito" e considerarli una risorsa, non un problema. La Puglia del governo Vendola lo ha fatto mettendo in campo strumenti formidabili come il programma Bollenti Spiriti - Principi Attivi, credendo nella creatività e nella forza innovatrice dei giovani e sostenendo le loro idee e i loro progetti. Oggi programmi di successo come questi possono e devono diventare degli strumenti a disposizione di tutto il paese. Anche per questo io sono candidato alla Camera dei Deputati nelle liste di SEL, perché i giovani di questo paese abbiano un governo che creda in loro.

(gelormini@affaritaliani.it)

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