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Berlusconi apre ai “dissidenti”. Regionali, si naviga a vista.

Bari – “Se qualcuno sente la necessità venga da me e parliamo. Dispiace che il Paese possa approfittare di nostre dichiarazioni che danno di Fi un’immagine diversa dalla realtà”, ha aperto Silvio Berlusconi in diretta telefonica da Perugia. Le voci di un nuovo azzeramento nel partito e l’asse con Matteo Renzi muovono il malcontento tra gli azzurri e vedono ancora una volta Raffaele Fitto in prima linea. L’ex Cavaliere prova a spegnere i fuochi, ribadendo di voler fare opposizione al Governo ma la maretta resta: “Tanti nostri elettori hanno smesso di applaudirci perché diamo la sensazione di fare più compagnia che opposizione a Renzi”, si schiera il coratino Gino Perrone.

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Più che una apertura di credito, quello dell’inquilino di Palazzo Grazioli è il tentativo di tenere tutto insieme e l’ex Ministro di Maglie, pronto a raccogliere pubblicamente almeno una trentina tra deputati e senatori, incassa e rimarca le posizioni: “È necessario rendere questa alternativa visibile. L’opposizione va praticata, non solo predicata, per essere credibile”. Di fronda neppure a parlarne ma i “dissidenti” vantano numeri importanti, tanto più alla vigilia delle Regionali. Nel Tacco si continua a navigare a vista, dopo lo spostamento del tavolo nella Capitale e l’insediamento del direttorio di fedelissimi guidato da Matteoli: i cenni d’intesa percepiti dagli alfaniani e i rumours su una risalita delle quotazioni di Francesco Schittulli non bastano ad accendere i motori, al punto che le malelingue ipotizzano il permanere dello stallo come mirato all’unico risultato di sgonfiare i gazebo lanciati dalla coalizione per il 23 novembre. Mettendo i bastoni tra le ruote allo stesso Vicerè di Maglie.

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Gli appelli ad invertire la rotta non mancano ed oggi i big del centrodestra saranno ospiti di Albano per un doppio meeting sul futuro della coalizione: da Nunzia de Girolamo a Federica De Benedetto, già formattatrice e uscita dalle Europee con 20mila preferenze. Passando per i papabili Nicola Giorgino, Emilio Romani, Schittulli. E Nino Marmo, unico in campo, che ha fatto partire il countdown: “Dobbiamo insistere sulla strada delle primarie. Ce lo chiedono i pugliesi, ce lo chiede la Puglia”, prova a serrare le fila l’ex aennino, mentre il Nuovo Centrodestra vara i coordinatori provinciali e si prepara a chiudere a Ceglie Messapica – comune a monocolore Ncd – la festa nazionale del partito. A proposito, a Taranto è il forzista Tamburrano, in pole per le larghe intese bipartisan che hanno mandato in fibrillazione i dem, a vincere la prima sfida delle Province. In compenso, il Pd di Michele Pelillo sembra non dolersene poi troppo…

(a.bucci1@libero.it)