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Berlusconi e la Puglia Una Caporetto!

Poteva dare l’impressione di una “rivolta” locale, circoscritta alle mura gloriose di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, ma alla luce degli eventi che stanno travolgendo Forza Italia in Puglia la sensazione è che si sia dinanzi a una vera e propria “rivoluzione”. E se tale è, la nemesi inevitabile sarà la piazza  - più o meno virtuale – col sacrificio supremo e la metaforica esecuzione del Re!

Sin dal primo momento le attenzioni non sono mai state rivolte all’appuntamento elettorale delle Regionali, tantomeno a provare ad arginare la corsa verso Lungomare Nazario Sauro di Michele Emiliano - evidentemente percepito come un irrefrenabile treno in corsa, verso la successione a Nichi Vendola - quanto agli equilibri interni a Forza Italia e alla gestione del partito in vista del dopo primo governo Renzi.

schittulli vitali fitto
 

La disputa sui candidati del Centrodestra alla presidenza della Regione Puglia è solo “fuffa” e tale resterà fino alla fine. Il vero scontro era e resta quello tra Silvio Berlusconi - pervicacemente teso a rimanere “monarca assoluto e senza successore” in Forza Italia - e il più dotato della sua corte: sia in capacità e preparazione personali che in consensi sul territorio, il cosiddetto “delfino”, Raffaele Fitto.

Dopo la fine del Popolo delle libertà, a cui erano passate in dote insegne e strutture organizzative di Forza Italia, il partito è rimasto come in una sorta di limbo applicativo, incapace o ostinatamente bloccato nelle sue auspicate evoluzioni partecipative e relative "voci in capitolo" territoriali. Una bomba destinata a scoppiare soprattutto in vista di periodi magra: quando i consensi calano e i posti eleggibili si riducono.

E’ successo. Le larghe intese hanno fatto da catalizzatore del processo già in corso e hanno attizzato la brace coperta dalla cenere di conflitti interni, consumati nella riservatezza del “i panni sporchi si lavano in casa”. Sì, fino a quando la lavatrice ne sopporta peso e quantità, dopodiché…

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In tempi di magra la fame fa brutti scherzi. E tanti ne avrebbe potuti fare - negli equilibri in subbuglio dentro il cerchio magico di Forza Italia - il tesoretto dei voti pugliesi di Raffaele Fitto. Per cui la macchina ‘ad excludendum’ si è messa in moto e al grido di “Riprendiamoci la Puglia”, pronunciato dallo stesso Berlusconi, viene spedito nella riserva di Fitto (paradossalmente la regione con più voti per FI e il Cavaliere) il Commissario-epuratore Luigi Vitali.

La pantomima delle richieste, degli inviti e delle provocazioni reciproche è cronaca di questi giorni. Assieme all’invito ripetuto e “velenoso” a Raffaele Fitto di fare liste proprie (l’unico modo per innescare un’eventuale espulsione). Così come la doppia convention d’investitura per Francesco Schittulli: allo Showville - senza alcuna bandiera di FI - con Toti, Quagliariello, Poli Bortone e Berlusconi al telefono, che cala la spada della candidatura sulla spalla (e non la pacca), ma continua a dare del “Lei” all’oncologo; e la settimana dopo in Fiera del Levante in un tripudio di folla, striscioni e bandiere di FI e Schittulli che presenta la cura per una diagnosi inclemente: “Tutti necessari, ma solo Fitto indispensabile per la vittoria in Puglia”. Apriti cielo!

Il braccio di ferro va avanti qualche giorno fino allo spariglio di Vitali, con la proposta Poli Bortone, e al montante della risposta di Fitto col ticket Schittulli - Poli Bortone (vecchia maestria DC): "Ora vediamo chi vuole unire e chi no". Raffaele è un osso duro e come dice il direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino, "Fitto non è Fini. E nemmeno Alfano. Quindi, questa volta l'ex premier rischia davvero grosso". Infatti, dopo Ceglie Messapica (Br), anche a Lecce e a Corato (Ba) va in scena il congresso degli autoconvocati. Ed è un successo.

Adriana Poli Bortone ape (2)
 

Si creano le premesse per la battaglia sull’utilizzo del simbolo di Forza Italia (sarà un caso che il Cavaliere non si presenta più da tempo con lo sfondo tradizionale del tricolore FI?) e per la contesa statutaria sul futuro del partito.

Certo la contesa non è solo pugliese, e Veneto e altre realtà territoriali - prossime alle elezioni - entrano nel calderone generale degli accordi e delle trattative. Per cui, la prospettiva nazionale è quella che resta comunque sullo sfondo.

Però, la certificazione di una debolezza ora è sancita dalla doppia candidatura in Puglia.  Il tentativo di ricucitura del ticket, nonostante la mediazione di Matteoli e Romani, non ha funzionato. Berlusconi tira dritto e impone alla Lega di sostenere l'ex sindaco di Lecce. A rimanere in mezzo al guado ora è Fratelli d’Italia, che dovrà decidere se seguire Adriana Poli Bortone nella nuova avventura o abbandonarla al suo destino, per rimanere coerentemente ancorati alla candidatura di Francesco Schittulli, da loro stessi proposto per primi insieme al NCD.

Sull’altro fronte si gongola: “Per contrastare la corsa del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia il centrodestra ha bisogno di schierare due candidati”. Michele Emiliano ringrazia!

(gelormini@affaritaliani.it - @GelorminiV)

 

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